L’assessore alla sanità dell’Umbria, nelle 24 ore ed anche meno dalle sue dimissioni può registrare a suo favore, oltre alla nota ufficiale della Procura che esclude che il politico folignate compaia nel registro delle notizie di reato, anche gli interventi di due politici di primo piano della media valle del Tevere: il tuderte capogruppo dei socialisti in Consiglio regionale ed il Sindaco di Marsciano.
In questo momento voglio esprimergli pubblicamente vicinanza umana e politica, nella consapevolezza di parlare di uno dei migliori uomini di governo che l’Umbria abbia espresso negli ultimi anni, per competenza e capacita’.
Gia’ dai suoi primi atti di Assessore alla Sanita’ aveva chiaramente affrontato il tema delle riforme necessarie in un comparto strategico come quello e, insieme alla Presidente Catiuscia Marini, individuato i nodi strategici da affrontare in una chiave di rinnovamento e innovazione. Un processo che non si deve fermare”.
Alfio Todini ha poi aggiunto. ”Da Sindaco, oltre che da amico, spero che tutto si chiarisca velocemente e che Vincenzo Riommi possa presto riprendere il proprio lavoro – ha concluso – al servizio della comunita’ regionale. Il suo gesto denota grande senso delle istituzioni e grande trasparenza, ma l’Umbria non puo’ tenere in panchina a lungo un amministratore capace, serio e corretto, quale Vincenzo e”’.
”E’ apprezzabile in questo gesto la volonta’ di non veder coinvolta nella vicenda, che e’ oggetto di chiarimento da parte dell’autorita’ giudiziaria, la Giunta regionale e, complessivamente, il lavoro avviato con quel processo di riforme e di azioni a favore della societa’ e dell’economia umbra”.
Le dimissioni devono essere lette come impegno a ”respingere con fermezza qualunque tipo di strumentalizzazione teso a voler accreditare la tesi proposta dal centrodestra che dipinge – ha concluso Buconi – il sistema politico-istituzionale umbro come negativo e corrotto, disconoscendone i positivi risultati e l’oggettiva qualita’, frutto dell’azione di buon governo di questi anni”.
Altra musica dal fronte delle opposizioni.
Maurizio Ronconi, coordinatore provinciale di Perugia dell’Udc, nominato da pochi giorni a questa carica, dichiara ”Apprezzabile la sensibilita’ di Riommi nel rassegnare le dimissioni da assessore regionale dell’Umbria alla sanita’.
E’ la prima volta nella storia della regione dell’Umbria che rischia di saltare il banco del potere rosso. Tuttavia le responsabilita’ non sono e non debbono essere intese individuali, ma quello che sta saltando e’ un sistema di potere ormai logoro.
L’UDC si attende “una seria e definitiva riflessione, anche politica, sulla assai seria vicenda.”
Da parte sua, in una nota, il capogruppo del Pdl alla regione Umbria Raffaele Nevi afferma che: ”E’ ora che la gente si renda conto di come stanno veramente le cose e sappia che qui in Umbria chi governa ha creato un sistema clientelare per cui esistono cittadini di serie A (quelli vicini a chi comanda) e di serie B (quelli che non hanno amici importanti a cui affidarsi) di cui, semplicemente, la Marini dovrebbe scusarsi pubblicamente.
Dopo aver sottolineato che, a leggere il comunicato della presidenza della Regione, che ”accoglie come atto da statista d’altri tempi il fatto che Riommi si sia dimesso” evidenzia che c’e’ un ”controllo di tutto cio’ che si muove nella sanita’ e nella pubblica amministrazione, che a livello politico denunciamo da anni, che coinvolgerebbe direttamente – ha concluso Nevi – non qualche persona nella citta’ di Foligno (come qualcuno tende a dire), ma il vertice politico amministrativo della nostra Regione”.
Il capogruppo della Lega Nord a Palazzo Cesaroni, Gianluca Cirignoni, la butta anche sul "campanile".
Infatti dopo aver detto che secondo lui il primo atto da assumere da parte dell’Esecutivo regionale dovrebbe essere quello di ”affidare a un tecnico l’assessorato alla Sanita’, e cio’ a garanzia dei cittadini umbri”, l’esponente della Lega Nord afferma inoltre che ”visti i personaggi coinvolti ci si trovi di fronte al crollo delle fondamenta dell’impero della ”zarina rossa’, che ha spostato in maniera rilevante il baricentro della Amministrazione regionale nel passato decennio, con danno nei confronti della maggior parte dell’Umbria."
Invece il PRC ha apprezzato « politicamente» le dimissioni dell’assessore, e le considera «un gesto nobile», dopo che lo stesso Riommi, «non oggetto di indagini da parte della magistratura», è stato in questi giorni messo in un circuito mediatico molto pesante, con riflessi non solo politici ma anche personali»,.
A dirlo sono stati oggi Lamberto Bottini e Renato Locchi, segretario regionale e capogruppo al Consiglio regionale. « Vincenzo Riommi è un uomo del Pd e il suo gesto, oltre a rendere onore a chi l’ha compiuto, riconferma anche la sensibilità e la capacità del Pd di agire nel pieno rispetto della politica e delle Istituzioni».
Secondo Bottini e Locchi «il Pd dell’Umbria, a partire dai prossimi giorni, affronterà nella propria direzione regionale la vicenda per operare una compiuta analisi della situazione, senza sottrarsi a fornire il suo contributo per apportare chiarezza sulle eventuali responsabilità politiche, ma anche nella convinzione e nella volontà di riaffermare che l’Umbria è qualcosa di ben differente dall’immagine che emerge dalla vicenda».
Il capogruppo Idv in consiglio regionale, Oliviero Dottorini, aveva definito le dimissioni «un gesto di sensibilità istituzionale che quanto meno marca la differenza con quanto sta avvenendo a livello nazionale». Per Dottorini «se fosse vero (come è poi stato confermato dalla Procura – n.dr.) che non è interessato da alcuna contestazione da parte dell’autorità giudiziaria, la scelta di Riommi risulterebbe addirittura precipitosa.
Ma per quanto ci riguarda rimane apprezzabile e opportuna in quanto tesa a salvaguardare l’azione del governo regionale che deve dichiararsi parte lesa in questa vicenda».
Infine dal capogruppo dell’Udc in Consiglio Regionale, Sandra Monacelli , un “colpo al cerchio ed una alla botte”.
Per la consigliera, infatti, le dimissioni di Riommi « inducono ad una seria riflessione e ad un ripensamento che riguarda in Umbria la politica e la classe dirigente dei partiti tanto di sinistra quanto di destra.
La prima chiamata oggi a dover fare i conti con il crollo della cosiddetta superiorità morale, e la seconda costretta ad ammettere che quanto detto e ripetuto in tutti questi anni di opposizione non ha prodotto alcun effetto minimamente paragonabile a quello suscitato dall’inchiesta della magistratura».












