Il procedimento per la realizzazione dell'impianto, per una una potenza pari a 375 KWe, è fermo dal 10 giugno ed il Sindaco di Marsciano è preoccupato per gli impatti di natura paesaggistica
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Il Sindaco di Marsciano ha in questi giorni il suo bel da fare con le questioni ambientali e prova a smontare sul nascere una nuova polemica sulla realizzazione di un impianto a biomasse in zona San Biagio della Valle.
 
“L’impianto proposto – dice il Sindaco Todini – ha una potenza pari a 375 KWe, circa un terzo quindi del massimo consentito.
Tale procedimento esclude la (necessità di una) concessione di autorizzazioni e riserva, per legge, al Comune l’analisi della documentazione e la verifica sulla sua realizzazione. Riserva, inoltre, agli altri organi di controllo ambientale e sanitario le verifiche sul suo funzionamento, sempre che, appunto, il progetto vada avanti.”
Perchè “il procedimento per la realizzazione di un impianto a biomasse in zona San Biagio della Valle è stato sospeso in data 10 giugno 2010 a seguito della richiesta, da parte del Comune di Marsciano, di una lunga serie di documentazioni di carattere ambientale, igienico sanitario e urbanistico. Documentazione non ancora consegnata dai proponenti il progetto.”
 
“Il progetto presentato – precisa il Sindaco – prevedeva l’esclusivo trattamento, a fini energetici, di produzioni agricole aziendali (mais, sorgo, ecc).
Non è un impianto autorizzabile per altri trattamenti e ci chiediamo il perché qualcuno voglia diffondere il dubbio che esso possa essere un giorno usato per rifiuti di altro genere
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Una eventualità che non esiste, tanto per ragioni tecnologiche quanto normative.
Allo stesso modo non esiste alcun tipo di collegamento con la vicenda di Olmeto.
Registriamo con rammarico, quindi, il fatto che ci sia chi non intende rinunciare, per perseguire scopi di altra natura, a voler inquinare la discussione ingannando i cittadini. Segnaliamo inoltre che non sarebbe corretto intentare nei confronti di chiunque un processo alle intenzioni lasciando intendere che mentre si presenta un progetto si sia già pronti a fare una cosa diversa da quella dichiarata.
 
L’azione del Comune, nell’ambito del ruolo che la Legge gli assegna, è stata puntuale e rigorosa e crediamo che ogni valutazione debba essere fondata su notizie certe e su una conoscenza di un iter e di un progetto che, ribadiamo, al momento è fermo e che chiunque può valutare (come molti hanno già fatto) rivolgendosi all’Ufficio Urbanistica del Comune, responsabile di un procedimento che non prevede approvazione da parte di altri organi istituzionali (Giunta e Consiglio).
 
L’Amministrazione seguirà gli sviluppi della vicenda, al momento ferma, ed è pronta a qualsiasi confronto che si basi sui dati di fatto, ad esempio gli impatti di natura paesaggistica che ci preoccupano e che, al contrario del resto dei rischi paventati, sono certi.
Riteniamo tuttavia che sia un atto non rispondente agli interessi generali della comunità di Marsciano quello intentato da alcuni cittadini rivolto, a quanto sembra, a far apporre dal Governo un vincolo urbanistico e paesaggistico sull’intera area Nord-ovest del Comune di Marsciano, senza peraltro chiarire a cittadini e imprese quali ne sarebbero le conseguenze in termini di divieti, appesantimenti delle procedure urbanistiche ed edilizie e aumento dei costi. Semmai fossimo interpellati a riguardo rivendicheremmo la nostra autonomia e la capacità della nostra comunità di affrontare anche questioni complesse nel rapporto tra sviluppo e tutela del paesaggio, ricercando tra esse il giusto equilibrio.”

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