Nella dichiarazione del presidente della Commissione di laurea degli ultimi quattro studenti, che hanno concluso gli studi, i motivi di preoccupazione per la situazione delle Università Italiane
laurea

Con i quattro che hanno conseguito il titolo di “dottore” nella sessione di mercoledì 3 novembre, il numero dei laureati – Università di Perugia – Corso di Ingegneria Informatica e delle Telecomunicazioni di Orvieto sale a 151.
Con l’intento d’informare i neo-laureati, gli studenti, i loro familiari e l’opinione pubblica riguardo alla situazione di crisi gravissima in cui versa l’università italiana, il presidente della commissione di laurea, prima di proclamare i quattro nuovi dottori, ha dato lettura del documento ufficiale della Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Perugia  su un tema che  riguarda tutti, docenti, studenti e genitori.
Il Presidente ha sottolineato, rivolto ai laureandi che “Se oggi voi potete festeggiare la felice conclusione di un periodo intenso di studi in ingegneria, con costi e sacrifici talvolta notevoli, e se la preparazione e la formazione che avete conseguito in questi anni vi mettono in grado di affrontare lavori impegnativi e qualificati, è perché esiste ancora nel nostro Paese un sistema universitario pubblico.”

Lo stesso Presidente ha poi, tra l’altro, sottolineato che: “Di là dall’annunciata introduzione di largamente condivisibili criteri per premiare il merito, la manovra finanziaria già approvata al Senato e gli altri provvedimenti legislativi recentemente varati o in discussione prevedono al contrario drastiche riduzioni di risorse finanziarie per l’università pubblica (1,3 miliardi di euro) e per i docenti, facendo pagare il prezzo più elevato ai più giovani ricercatori che subiranno nei prossimi tre anni riduzioni sul reddito netto che vanno dal 26 al 34%.
Tali provvedimenti legislativi non impegnano risorse per permettere le progressioni di carriera e l’accesso all’università e al mondo della ricerca dei giovani laureati.
A causa del taglio dei fondi mancheranno inoltre le risorse per il diritto allo studio per gli studenti più meritevoli, per i servizi e per la ricerca. L’università pubblica  è sottoposta ad una destrutturazione e ad un indebolimento e questo significa, in un contesto di competizione globale, condannare la società italiana a un futuro d’inarrestabile declino.”

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