Dodici amministratori della società "figliata" dal Comune a giudizio ad aprile, per circa 700mila euro "sperperati" senza raggiungere risultati
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La “mania” di creare società, per assolvere compiti che potrebbero essere assicurati dalle normali istituzioni, rischia di costare cara ad una bella fetta di politici orvietani.
Ad un anno dall’”Invito a dedurre”, la Corte dei Conti dell’Umbria sta notificando 12 citazioni in giudizio sostenendo che c’è stato sperpero di denaro pubblico da parte degli amministratori di “Risorse per Orvieto” spa, creata per gestire la “rifunzionalizzazione” della ex caserma Piave, che non è ancora avvenuta nonostante l’attuale Sindaco abbia apprezzato il lavoro compiuto:   l’elaborazione degli studi di base per procedere poi alle gare, costata circa 140mila euro.
I soggetti citati dalla Corte dovranno comparire in giudizio ad aprile 2011 per un “conto” di circa 700mila euro.
A tale cifra si giungerebbe sommando: circa 180mila euro serviti per l’avvio ed il funzionamento della società e la gestione dei locali, circa 130mila euro per il funzionamento degli organi societari, amministratori e sindaci, e tenuta della contabilità; i detti  140mila euro per l’elaborazione degli studi di base per procedere poi alle gare; circa 280mila euro per il pagamento dell’Ici; circa 30mila euro per spese varie di manutenzione degli immobili e delle alberature.
230mila euro sono poi passati al patrimonio della nuova società, la Rpo srl, che ha raccolto l’eredità della prima società.

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