Il consigliere regionale dell'Umbria, nella sua qualità di vice-presidente nazionale di Federcaccia, ha avuto un faccia a faccia su Sky con il Ministro del turismo
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Oggi pomeriggio su uno dei canali Sky, si sono confrontati il vice-presidente nazionale di Federcaccia, Massimo Buconi – capogruppo del Partito Socialista Italiano alla Regione Umbria – e il Ministro al turismo Michela Brambilla (autrice del Manifesto per la Coscienza degli animali) sull’opportunità o meno di consentire la caccia in Italia.
Nel suo intervento Buconi ha puntato a confutare soprattutto due punti della campagna anti-caccia del Ministro: il primo, che esiste una stragrande maggioranza di cittadini contrari a questa pratica tradizionale-sportiva, e il secondo che le doppiette sono sinonimo di impoverimento della fauna selvatica in Italia.
"Il Ministro Brambilla – ha spiegato nella trasmissione Sky il capogruppo Buconi- ha parlato di un 80% di italiani contro la caccia. Se fosse vero questo dato allora veramente i cacciatori sarebbero una minoranza nel Paese scomoda e invisa. Ma l’ultima ricerca statistica dell’istituto Astra fornisce, su campione più ampio e articolato della ricerca citata dal Ministro, ribalta i dati nettamente: i cittadini a favore della caccia sono intorno al 40%, i contratti al 40% e un 20% sarebbe favorevole ad una stagione venatoria con più regole".
Buconi poi è passato al presunto impoverimento della fauna per via dei cacciatori: "Gli studiosi del settore su basi scientifiche hanno rilevato che le specie cacciabili in Italia non solo sono in un buona salute (in fatto di numero) ma hanno una nuova capacità a riprodursi naturalmente. Questo – ha sostenuto l’ex sindaco di Todi – grazie ai denari dei cacciatori che contribuiscono ad un continuo ripopolamento. Mentre quelli protette, nonostante i vincoli decennali, perdono progressivamente territorio e demografia".
Infine Buconi ha invitato sia cacciatori che anti-cacciatori "a fare a meno di estremismi di parte per affrontare un nuovo dialogo sulla stagione venatoria" e al Ministro ha chiesto maggiore coerenza "con il programma di Governo del suo partito dove la caccia non viene mai messa in discussione".

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