L’argomento in discussione nella sala del Consiglio comunale era la rinegoziazione dei mutui con la Cassa Depositi e Prestiti, con lo spostamento nel tempo della data di scadenza prevista per l’estinzione dei prestiti ma, sollecitato dalle richieste della minoranza, Antonino Ruggiano ha indicato una cifra che potrebbe essere quella risultante dai tagli governativi al finanziamento del Comune di Todi per il prossimo anno.
Una cifra che potrebbe diminuire se nella politica economica nazionale dovesse farsi registrare una inversione di tendenza, ma che potrebbe addirittura aumentare se a questa si dovessero aggiungere le conseguenze dei minori finanziamenti da parte di Regione e Provincia che, su questo versante, hanno in previsione, per i medesimi motivi, di dover subire tagli anche più sostanziali, in percentuale, di quelli riservati ai Comuni.
Una diminuzione di risorse che preoccupa tutti, tant’è che la rinegoziazione dei mutui è stata approvata senza voti contrari e con la minoranza che si è astenuta, sia per coerenza con atteggiamenti passati sullo stesso tema (Caprini- Prc) sia nella considerazione che così si trasferiscono oneri maggiori sulle generazioni ed amministrazioni future (Pd – Perni).
Tale rinegoziazione della scadenza dei mutui potrebbe rendere disponibile nel bilancio comunale una cifra intorno ai 170mila euro, non molto rispetto al necessario per contenere significativamente la temuta riduzione del livello di spese e servizi, ma pur qualcosa, sempre che tale somma possa essere impiegata per le spese d’ogni giorno e non debba essere riservata ad interventi in "conto capitale", investimenti cioè in beni.
La somma di 170mila euro è il risultato dell’allungamento, come detto, della scadenza dei mutui. Tuttavia, secondo quanto precisato dall’Ass. Ciani, tale operazione non avrà luogo per tutti i prestiti utilizzando tutto il tempo concesso dalla Cassa DD.PP. in quanto, con una scelta in linea con i principi contabili, si è evitato di far scadere i mutui in una data oltre quella prevista per l’ammortamento dei beni che sono stati acquisiti con i mutui.
Questo perchè si sarebbe potuto correre il rischio che tali beni, oltre una certa data, perdano la loro utilità o fruibilità per cui si avrebbe la duplice spesa del rimborso del mutuo e quella necessaria per la sostituzione del bene.
Se in generale l’atteggiamento della minoranza è stato benevolo, non è mancata una frecciatina, quando il consigliere Petrini ha evidenziato che, mentre si parla di tagli di spese, il piano delle assunzioni di personale per il 2010 è stato triplicato passando da due unità a 6.
L’amministrazione comunale ha tuttavia precisato che le ulteriori assunzioni vengono effettuate per scontare anzi tempo le cessazioni dal servizio che si avranno nel 2011, quando, per i provvedimenti governativi, ci sarà un ulteriote taglio al turn over dei dipendenti, col rischio di dover scendere sotto i livelli minimi necessari per far funzionare i servizi comunali.













