L'energia per produrre tutti i baci e bacetti (1 milione e mezzo di pezzi al giorno), è fornita dall'impianto fotovoltaico a copertura del parcheggio della fabbrica di San Sisto.
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Negli impianti di San Sisto e Moretta (Cn) della Nestlè sono stati installati sistemi di cogenerazione e trigenerazione dell’energia che consentono di evitare l’emissione di circa 13.000 tonnellate di C02 all’anno.
Tra l’altro, l’energia che serve alla produzione di tutti i baci e bacetti (1 milione e mezzo di pezzi al giorno), è fornita dall’impianto fotovoltaico installato lo scorso anno a copertura del parcheggio della fabbrica di San Sisto.
Su packaging, poi, Nestlè sta elaborando una strategia di riduzione dei materiali, attraverso un team dedicato, che l’ha portata a significativi traguardi.
Nel 2009 è stato evitato l’utilizzo di 171 tonnellate di materiali per gli imballaggi.
Dal 2004 al 2009, inoltre, il colosso alimentare ha ridotto i consumi di acqua del 38,1%, quelli energetici dell’11,5% e i rifiuti generati del 23%.
Per tutti questi motivi lo storico “Bacio Perugina” può ambire ad essere considerato un eco-bacio quando il percorso verde iniziato sarà a buon punto.
Un percorso che prevede per l’incarto di alluminio, in cui è avvolto il celebre cioccolatino dell’amore e che già ha la caratteristica della riciclibilità all’infinito, una ulteriore riduzione nello spessore e nelle dimensioni.
Si sta anche studiando di eliminare l’alveolo di plastica dentro la scatola, e gli shopper forniti ai consumatori dal 2011 saranno interamente in carta o materiale riutilizzabile. Per quanto riguarda i cartigli, ovvero i messaggini all’interno dei baci, sono già di carta riciclabile.

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