Il terremoto, a Marsciano nel 1997, ha fatto nuove vittime.
Un uomo del posto legale rappresentante dell’azienda proprietaria di un immobile e di un geometra, secondo l’accusa, avrebbe fatto false attestazioni per rientrare nei termini della domanda del finanziamento.
L’uomo aveva anche ottenuto, precisamente 893.758,63 euro di contributo, una somma non da poco.
Questa mattina i due in udienza, prima di essere rinviati a giudizio, hanno anche tentato di discolparsi, il geometra con dichiarazioni spontanee e il proprietario facendosi interrogare dal giudice che però li ha rinviati a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il processo inizierà il 3 novembre prossimo.
Un uomo del posto legale rappresentante dell’azienda proprietaria di un immobile e di un geometra, secondo l’accusa, avrebbe fatto false attestazioni per rientrare nei termini della domanda del finanziamento.
L’uomo aveva anche ottenuto, precisamente 893.758,63 euro di contributo, una somma non da poco.
Questa mattina i due in udienza, prima di essere rinviati a giudizio, hanno anche tentato di discolparsi, il geometra con dichiarazioni spontanee e il proprietario facendosi interrogare dal giudice che però li ha rinviati a giudizio per truffa aggravata ai danni dello Stato. Il processo inizierà il 3 novembre prossimo.
L’accusa sostiene che il fabbricato interessato dall’evento sismico del 26 settembre 2007, in realtà era già in cattive condizioni di conservazione ed, a causa del terremoto, aveva subito solo danni lievi quantificati dai tecnici in 2 milioni di lire, inducendo in errore l’amministrazione del Comune di Marsciano e della Regione Umbria alle quali era stato dichiarato che l’immobile aveva riportato un danno quantificato dagli interessati gravissimo.











