E Granocchia se ne va! E’ nell’aria da alcuni giorni, e oramai è ufficiale la notizia delle dimissioni del marscianese Giuliano Granocchia, esponente di Rifondazione Comunista, o meglio Fed, dall’incarico di assessore provinciale.
Giuliano Granocchia, candidato alle ultime elezioni con la lista della Federazione della Sinistra ricopre l’incarico di assessore alle politiche del lavoro dal 2004; pare che da tempo ci fossero delle divergenze con la linea del partito e, negli ultimi giorni, dopo serrati incontri con i dirigenti nazionali, regionali e provinciali, ha confermato la sua difformità di vedute rispetto al progetto di unità della sinistra della Fed.
Al momento quindi Marsciano perde uno dei due assessori provinciali espressi dal territorio; dimettersi per il “solo cambio di partito” sarebbe un gesto normale, ma negli ultimi anni è capitato di raro vedere un tale comportamento da parte degli amministratori.
Contattato dal TamTam, Giuliano Granocchia si dice sereno e convinto della decisione: “Questa mattina ho consegnato ufficialmente le mie dimissioni, dopo un lungo periodo di confronto la scelta è stata obbligata”.
“L’ultimo congresso di Sel” prosegue l’assessore dimissionario “ ha fatto chiarezza, almeno per me, su alcune posizioni del partito, per esempio sul rapporto che Vendola ha intenzione di portare avanti con il Pd, finalmente in un ottica di autonomia verso il Partito Democratico con una propria dialettica politica; un altro elemento importante, emerso sempre dall’ultimo congresso di Sinistra Ecologia e Libertà, è che si riparla di programmi forti senza però espellere dall’orizzonte l’ipotesi di governo, una scelta fondamentale se ci si vuole proporre come una reale alternativa al Pd”.
E cosa c’era che non andava in Rifondazione Comunista?: “Non ci sono stati scontri o drammi dentro al Prc, semplicemente i due partiti si sono trovati due percorsi politici differenti, il Prc di piena autonomia nell’ottica di una sinistra antagonista di cui c’è bisogno me nella quale non mi riconosco più; il posizionamento politico di Sel invece, come già detto, va in un ottica di autonomia ma con una ipotesi di governo all’orizzonte”.
Ora si apre una partita importante sia a livello politico che territoriale: l’operato nel settore, in tutti questi anni, di Granocchia ha dato continuità alle politiche lavorative e formative della Provincia di Perugia e la sua poltrona, in un momento di crisi come questo, non potrà rimanere scoperta troppo a lungo; è possibile che, dopo il lavoro di questi anni, Granocchia abbia la piena fiducia del presidente Guasticchi e venga riconfermato nel suo ruolo, anche cambiando schieramento; ciò sarebbe un riequilibrio della giunta, visto che Sel, che oramai a livello nazionale è dato in forte crescita e che pare essere un alleato sicuro del Pd, nelle ultime elezioni provinciali non è riuscita ad eleggere nessun rappresentante.
D’altro canto Rifondazione Comunista farà la voce grossa e cercherà in tutti i modi di rimettere un suo uomo nel posto di Granocchia; “Voglio essere chiaro anche su questo” conclude Granocchia: “Con la mia uscita dalla giunta Rifondazione Comunista deve ritrovare un suo rappresentante fra gli assessori di Guasticchi, bisogna ricordarci che l’apporto della Federazione della Sinistra è stato fondamentale per la vittoria del centro sinistra”.
Già sono partite le voci soprattutto sul circolo del Prc di Marsciano, una delle realtà territoriali più vive per il partito, e dove pare che ultimamente gia non tirasse una buona aria: questa sera ci sarà una importante riunione del circolo (ricordiamo che è una delle poche realtà a livello nazionale ad attestarsi al 10% di consensi) dove si parlerà del futuro: sicuramente, l’uscita dal partito di Granocchia sarà un “rompete le righe” e potrebbe esserci una diaspora che porterà alcuni membri verso Sel, altri verso formazioni antagoniste come Sinistra Critica o come il Partito Comunista dei Lavoratori.











