Gli agricoltori muoiono per la maggioranza in tarda età schiacciati dagli obsoleti trattori che guidano. I riflessi poco pronti in un territorio per la maggior parte in pendenza sono componenti micidiali
trattore-rovesciato

La morte dell’anziano di settantacinque anni che ha perso la vita, il secondo caso in due giorni nell’orvietano, l’altro ieri pomeriggio, mentre stava effettuando alcuni lavori agricoli in un terreno di proprietà, era “annunciata”
L’anziano stava lavorando nell’orto, un terreno leggermente scosceso dietro al cimitero del paese di San Venanzo, un  vecchio trattore gommato . Il mezzo ribaltatosi ha schiacciato il 75enne.

Pochi giorni fa, l’Osservatorio Indipendente di Bologna diffondendo i grafici delle morti in edilizia e in agricoltura degli ultimi 3 anni, annunciava che tra poco inizieranno le "stragi" che le statistiche dicono siano concentrate nel primo periodo (10 marzo) nel centro sud per poi spostarsi al nord.
Previsione esatta se non fosse per un anticipo che caso mai rafforza le preoccupazioni e consiglia di ripetere l’avvertimento
Gli agricoltori muoiono per la maggioranza in tarda età schiacciati dagli obsoleti trattori che guidano. I riflessi poco pronti in un territorio per la maggior parte in pendenza sono componenti micidiali.
Gli edili con l’arrivo della bella stagione lavorano per lo più all’aperto e in situazioni più pericolose. A morire e ad infortunarsi gravemente in questa categoria sono soprattutto edili meridionali e stranieri anche al nord, con contratti spesso precari, ma anche in nero. Lavorano per lo più in piccole o piccolissime aziende in sub appalto.
Queste due categorie a rischio devono stare soprattutto attente alle condizioni meteoreologiche.
Ci siamo accorti che dopo un periodo persistente di pioggia, per cercare di recuperare i lavori rimasti indietro, queste categorie, si espongono a rischi maggiori in terreni intrisi d’acqua o in superfici scivolose.
L’Osservatorio chiede ai visitatori e ai blog liberi di dare una mano per allarmare queste categorie che non hanno visibilità mediatica, ma che sono quelle che danno un contributo terribile di sangue con il 60% sul totale delle vittime sul lavoro. Cerchiamo di salvare qualche vita informando i nostri conoscenti che lavorano in quest’ambito del pericolo che corrono”

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