Si è parlato delle disposizioni per il risparmio idrico e dello stato di sfruttamento delle acque minerali umbre
acquedotti

La seconda Commissione di Palazzo Cesaroni ha espresso all’unanimità parere favorevole sulla proposta di Regolamento presentata dalla Giunta relativamente al Piano regolatore regionale degli acquedotti, contenente disposizioni per il risparmio idrico nel settore idropotabile e, sempre all’unanimità, ha approvato la relazione sull’attuazione (nell’anno 2009) della legge regionale “22/2008” (Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali).
L’assessore Silvano Rometti ha illustrato la proposta di Regolamento per gli acquedotti e il risparmio idrico, che affronta il tema del contenimento delle perdite, con l’obiettivo di giungere in 5 anni al 25 per cento, dato che in Umbria, ad oggi, viene abbondantemente superato, pur se con dei distinguo a seconda dei territori.
La Commissione presieduta da Gianfranco Chiacchieroni ha fornito all’assessore diversi spunti per integrare al meglio il Regolamento: il primo è quello di portare al 20 per cento, anziché il 25, la quota relativa alle perdite idriche degli acquedotti, visto che è la soglia prevista dal decreto 152, magari concedendo un lasso di tempo maggiore per gli adeguamenti necessari.
Altro aspetto introdotto è quello di dare attenzione alla composizione dei nuclei familiari nella formulazione delle tariffe idriche, perché attualmente paga meno chi consuma meno, cioè i nuclei familiari composti da una sola persona.

Successivamente la Commissione ha esaminato la relazione sull’attuazione (nell’anno 2009) della legge regionale “22/2008” (Norme per la ricerca, la coltivazione e l’utilizzo delle acque minerali naturali).
Dalla relazione si evince che l’andamento delle 18 concessioni per il prelievo e l’imbottigliamento di acque minerali nella nostra regione è in controtendenza rispetto al dato nazionale, infatti in Umbria la produzione aumenta del 2 per cento, mentre in Italia si registra un calo dell’1 per cento. Ma questo incremento va letto con attenzione, perché mentre si registra una ‘escalation’ produttiva delle acque minerali a basso prezzo, quelle dei marchi più importanti e più costose per quanto riguarda il prezzo fanno registrare una perdita economica. E’ l’effetto della crisi che ha colpito anche la nostra regione, e che si ripercuote sul settore occupazione, anch’esso oscillante: 484 gli occupati (al 2009) su tutto il settore, ma c’è chi ha aumentato il numero dei lavoratori e chi fa registrare un calo occupazionale.

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