Alla contrazione dei trasporti al servizio dei pendolari si aggiungono episodi di cattiva organizzazione al limite della parodia
treno

La soppressione di alcuni treni a servizio dei pendolari dell’Umbria continua a registrare disagi e lamentele da parte dell’utenza. Soprattutto se alla già sgradita contrazione del servizio pubblico si aggiungono episodi di mala organizzazione degni di “Striscia la notizia”, come quello a danno dei viaggiatori che venerdì scorso, alle 14.15, sono partiti da Sant’Anna in treno (doveva esserci l’autobus, sostituito per la concomitanza della corsa ciclistica “Tirreno-Adriatica”).
Arrivati alla stazione di Marsciano, i passeggeri sono scesi per trasbordare sul pullman che era lì ad attenderli: peccato che l’automezzo era da 50 posti e le persone da ospitare un’ottantina. A quel punto, riferiscono testimoni, l’autista è rimasto in attesa di disposizioni dalla direzione della FCU che, dopo un’ulteriore attesa, ha deciso di far ritornare in stazione il treno che se ne era andato via. Tra le vittime dello spiacevole inconveniente, trascorso tra disappunto ed ilarità, anche l’ex assessore regionale ai trasporti Di Bartolo, coinvolto in questa sorta di contrappasso differito nel tempo.
Al di là del singolo episodio, i pendolari che si recano nel capoluogo per studio o lavoro tornano a chiedere che siamo garantita la fascia che permette di arrivare a Perugia alle 7,35 e di ripartire da Sant’Anna alle 14,15.

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