Le tante sagre della castagna che si svolgono nei dintorni del tuderte sono a rischio.
La “malattia” dei castagni è arrivata, dal viterbese, anche in Umbria e sì alza forte la richiesta di "Salvare i castagneti di Avigliano Umbro, Montecchio, Baschi e Guardea dall’attacco del cinipide".
Zefferino Cerquaglia (Psi) in una interpellanza chiede alla Provincia di Terni di attivarsi verso la Regione e il ministero dell’Agricoltura per "concretizzare un progetto di cura e bonifica di questi boschi di castagno affinché possano essere conservate e potenziate una attività economica ed una cultura secolare ora a rischio di scomparire dal nostro territorio".
"Il castagno, dice Cerquaglia,costituisce una risorsa e una caratteristica rilevanti dell’area territoriale del versante nord – est della catena dei Monti Amerini, per questi territori ha rappresentato un bene primario per molti secoli ed oggi costituisce appuntamento economico nelle sagre del mese di ottobre.
Tale risorsa è ora attaccata da una malattia, il cinipide del Castagno, che sta depauperando queste colture e rischia di far scomparire questa secolare presenza e con essa le attività economiche legate al frutto del castagno e alla fiorente lavorazione del legno destinato alle costruzioni rustiche e agli arredamenti di pregio e ora solo in parte per l’enologia".
Lla presenza dell’insetto causa gravissimi danni, quali l’arresto dello sviluppo degli organi colpiti, che può determinare un notevole calo della fruttificazione (fino al 60-80 per cento), forti riduzioni dell’accrescimento della massa legnosa ed il deperimento delle piante colpite che, nei casi più estremi, possono giungere anche alla morte.
Nel Lazio, in particolare, il parassita è comparso nel 2005 nella zona dei monti Cimini (provincia di Viterbo) su giovani impianti e dal 2008 la zona di insediamento interessa tutto il territorio delle province di Roma e Viterbo e comuni limitrofi nelle province di Rieti, Latina e Frosinone;
Nel 2010 l’infestazione nel Lazio ha raggiunto il suo culmine, al punto che, secondo il Presidente dell’associazione castanicoltori Vallecimina, la perdita media del prodotto, nell’area dei monti Cimini, si aggira intorno al 95 per cento.
Tale decreto ministeriale disciplina la lotta obbligatoria all’insetto e prevede che le Regioni conducano un monitoraggio annuale al fine di accertare la presenza del parassita e ne comunichino gli esiti al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali entro il 30 novembre di ogni anno;
Allo stato gli interventi attuati per il contenimento della diffusione dell’insetto riguardano principalmente la produzione ed il commercio del materiale di propagazione nel settore vivaistico; la maggiore fonte di diffusione del cinipide è, infatti, proprio la commercializzazione del materiale infestato asintomatico.
Gli insetticidi autorizzati su castagno sono in numero molto limitato ed eventuali trattamenti ripetuti per 1 o 2 mesi comportano costi assai elevati; l’articolo 13 (rubricato “Misure finanziarie”) del decreto ministeriale 30 ottobre 2007 stabilisce che: «1. Le misure obbligatorie derivanti dall’applicazione del presente decreto sono a cura e spese dei proprietari o conduttori, a qualsiasi titolo, dei luoghi ove sono presenti piante sensibili.
2. Le regioni al fine di prevenire gravi danni per l’economia e per l’ambiente ed il paesaggio possono stabilire interventi di sostegno connessi all’attuazione del presente provvedimento»;









