Potrà essere abbandonato l'utilizzo del costoso silicio; una ricerca italiana che va a buon fine
mirtilli

Nel campo dell’energia fotovoltaica le novità che vengono rese pubbliche sono molte. La convinzione è che in questo campo lo sviluppo procederà così come è avvenuto per l’elettronica: prestazioni sempre più elevate per dimensioni sempre più piccole ed a costi decrescenti, ma l’avvio di questa fase sembra non arrivare mai con le scoperte che restano nei laboratori.
Ma ora dall’Italia giunge, secondo quanto ha reso noto Intra news, la notizia che il risultato di una ricerca della Cyanine,una start up dell’Università di Torino, per realizzare  nuovi impianti fotovoltaici all’argilla e ai mirtilli, è passato alla fase industriale.
Secondo Giuseppe Caputo, che è il direttore scientifico della società, dopo le prove su campo del 2012, questi pannelli potranno essere distribuiti ovunque già nel 2013.

L’ impianto è composto da pasta di biossido di titanio nanometrico impregnata con un colorante organico sigillato tra due vetri conduttori.
Oggi i pannelli prodotti sperimentalmente sono realizzati in tre colori: azzurro e verde chiaro se il materiale è ottenuto dai mirtilli, giallo se dall’argilla, dando un rendimento di 40 Watt per m2 con luce solare e di 25 Watt con luce diffusa.
I costi di questi pannelli saranno nettamente inferiori rispetto a quelli in silicio e non vi sarà alcun onere per il loro smaltimento quando saranno esausti.

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