Catiuscia Marini avrà sicuramente riletto il Principe di Machiavelli laddove scrisse ".. non è cosa più difficile a trattare nè più dubia a riuscire nè più periculosa a maneggiare che farsi capo a introdurre nuovi ordini.. " quando ha messo mano all’idea di semplificare le procedure della pubblica amministrazione in Umbria.
Tempi certi, indennizzo per danni da ritardo, meno file agli sportelli, pratiche edilizie più semplici, semplificazione amministrativa per cittadini e imprese, ma anche, nel procedimento amministrativo, tra i diversi livelli della pubblica amministrazione.
E’ quanto prevede il disegno di legge per la semplificazione amministrativa, approvato dalla Giunta regionale e in via di trasmissione al Consiglio regionale, illustrato alla stampa dalla presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e dagli assessori regionali Carla Casciari e Franco Tomassoni,.
Per la presidente Marini “ Questa riforma, dunque, non solo vuole snellire e sburocratizzare struttura e procedimento amministrativo, ma vuole anche offrire un contributo ad imprese e cittadini per stimolare la ripresa economica”.
“Vogliamo modernizzare l’Umbria: questo è il nostro ambizioso obiettivo” ha affermato l’assessore Tomassoni, “e lo vogliamo fare in tempi rapidi.
Entro il 2013 vorremmo che la riforma sia a regime, con la realizzazione dei sei ‘testi unici’ che dovranno ridurre, riorganizzare e semplificare decine di leggi e centinaia di regolamenti in materie fondamentali quali sanità, turismo, agricoltura, commercio, urbanistica e artigianato”.
“Siamo arrivati a questo disegno di legge dopo una ampia fase di partecipazione e dopo aver ottenuto anche valutazioni positive nell’ambito dell’Alleanza per lo sviluppo, da parte di tutti i soggetti, a partire dalle organizzazioni sindacali, delle imprese e delle professioni.
Il testo prevede, tra le diverse iniziative di riforma, anche un particolare impulso alla “dematerializzazione” dei procedimenti e la piena attuazione dell’”e-governemant”, con l’introduzione di procedure informatiche generalizzate: “per favorire questa parte della modernizzazione delle procedure – ha detto la presidente – abbiamo anche previsto un fondo di un milione di euro, grazie al quale potremo mettere i piccoli comuni nelle condizioni per poter adeguare le loro strutture e procedure informatiche”.
Ora è presumibile che tutti i politici dell’Umbria, prima di coricarsi, recitino la cosidetta "preghiera del manager" d’origine francescana: " Signore, dammi il coraggio di cambiare le cose che possono essere cambiate; la serenità per accettare le cose che non possono essere cambiate; la saggezza per riconoscere la differenza"













