Tra le altre cose, l'ex Sindaco di Marsciano sollecita la riattivazione dei biodigestori di Olmeto e Bettona
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Secondo il consigliere del Partito Democratico, Gianfranco Chiacchieroni,“lo scorso nove novembre il Consiglio ha impegnato la Giunta ad adottare un Piano organico per la zootecnia umbra’. Data la complessità della materia e la vastità delle argomentazioni da ricomprendere nel documento, la Giunta si era impegnata ad ‘anticipare un piano-stralcio per la suinicoltura’”.

Per questo l’ex Sindaco di Marsciano, ha presentato una interrogazione all’esecutivo di Palazzo Donini per avere chiarimenti:
Sullo stato dell’arte della stesura del ‘Piano suinicolo regionale, i tempi per la sua definizione, o di altre iniziative, vista l’urgenza di normative di riferimento per il rilancio del settore; sulla riattivazione dei biodigestori di Olmeto e Bettona; sugli intendimenti della Giunta per scongiurare il rischio della definitiva scomparsa della zootecnia in Umbria”.

Per l’esponente del PD “occorre concretizzare ed attivare iniziative ed interventi, da tempo necessari, in grado di offrire, non una momentanea boccata di ossigeno, ma un concreto futuro a tutta la filiera.
Ad esempio attraverso la semplificazione dell’accesso al credito, la sburocratizzazione delle procedure e degli obblighi amministrativi; la riprogrammazione e diversificazione produttiva, l’organizzazione dell’offerta e promozione, adozione di sgravi fiscali e previdenziali.
È necessario – scrive Chiacchieroni – individuare misure di carattere finanziario in grado di supportare le imprese che fronteggiano una situazione insostenibile ed aggravata da fatti estranei all’attività di allevamento.
Come, ad esempio, siglare accordi con Gepafin e Sviluppumbria, con gli Istituti di Credito per la sospensione delle rate bancarie per gli allevamenti che avevano impegni pregressi e che si sono indebitati per portare avanti l’attività. Una soluzione che consentirebbe alle imprese di riposizionarsi e di riguadagnare margini di competitività”.

In altre Regioni (Emilia Romagna e Lombardia) – fa sapere Chiacchieroni – le Istituzioni hanno risposto positivamente alle istanze del comparto zootecnico, prendendo le più svariate iniziative, tra le quali la richiesta dello stato di crisi al Ministro delle Politiche agricole ed addirittura a livello Europeo, interpellando la Commissione ed il Consiglio Agricolo di Bruxelles.
L’impegno per il reperimento di risorse destinate ad altri settori – spiega il presidente della seconda Commissione –  dovrebbe essere pari  anche per quello suinicolo, onde evitare di assistere impotenti al collasso di un comparto produttivo così strategico. Alla luce dei dati pervenuti, in seguito allo scandalo diossina, – aggiunge – notevoli sono le quantità di carne importate dall’estero, non sottoposte quindi ai controlli di qualità previsti dal nostro sistema produttivo, la cui tracciabilità non è riscontrabile”.

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