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Non si vuole prendere in considerazione l'ipotesi di intervenire sulla Perugia-Foligno, realizzando un doppio binario ed una bretella per l'aeroporto di Sant'Egidio, per valorizzare il ruolo di questa infrastruttura regionale e si punta a bloccare un progetto già in corso, modificandolo con tempi di realizzazione biblici
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Il dibattito in corso da vari mesi su come collegare l’aeroporto di Perugia alla linea Ancona- Roma,  con la richiesta di effettuare una deviazione ad ovest a partire da Fossato di Vico, per poi ricollegarsi alla attuale linea a Foligno, così escludendo dal collegamento principale la fascia pre appenninica, in verità nasconde il, sia pur legittimo tentativo, di servire meglio l’eugubino attualmente escluso dai collegamenti.

Pare infatti impossibile non capire che, in modo molto più veloce ed economico, lo stesso risultato si può ottenere intervenendo sulla tratta Foligno- Perugia.
E si avrebbe un doppio risultato positivo, perché così si potrebbero grandemente velocizzare anche i treni che collegano le due predette città ed Assisi – Bastia, le quali potrebbero usufruire di un doppio binario, occupato dai treni per e da Sant’Egidio solo per poche corse giornaliere, visto che non stiamo parlando certo di Fiumicino.

Peraltro il tutto sembra mosso da interessi elettoralistici, perchè anche il vantaggio per Gubbio sarebbe limitato, in quanto la ferrovia si sposterebbe da Fossato di Vico a Branca, solo pochi km più in la, al confine con il Comune di Gualdo.
C’è anche chi ipotizza l’interesse ad una valorizzazione dei terreni che dovrebbero essere attraversati dalla ferrovia anche se dove, in altre parti d’Italia, la Tav la vogliono fare nessuno la vede di buon occhio.

L’ultimo atto del dibattito, comunque si è avuto nella seconda Commissione consiliare, presieduta da Gianfranco Chiacchieroni.  che ha ascoltato alcuni membri del Comitato “L’Ultimo Treno” i quali hanno presentato un progetto di variante ferroviaria da Fossato di Vico all’aeroporto di S.Egidio, relativo alla linea nazionale Alta velocità Ancona-Roma.
Nel corso della presentazione è stata evidenziata “l’estrema utilità di inserire sulla rete i territori di Gubbio, Perugia e Assisi”, oltre “al grande impulso che con questa variante ferroviaria riceverebbe l’aeroporto di S.Egidio”.

La variante, così come progettata, andrebbe a bloccare il progetto del raddoppio della linea ferroviaria da Fossato di Vico a Foligno, passando per Gualdo Tadino, Nocera Umbra e Valtopina.
La proposta avanzata dal Comitato verrà recapitata, da parte della Commissione, alla Giunta regionale che “dovrà prenderla in considerazione, tenendo chiaramente conto delle decisioni già prese”. “
La variante, toccherebbe il territorio eugubino (Branca) fino all’aeroporto perugino, toccando quindi importanti località anche del territorio di Assisi e Bastia Umbra.
Stante la possibilità, come i promotori del progetto hanno sottolineato, di raggiungere Roma, dall’aeroporto, in circa settanta minuti, la stesso aeroporto riceverebbe molteplici benefici, con la possibilità di essere inserito nel sistema aeroportuale della Capitale.

Per quanto riguarda, invece, la linea ferroviaria storica Fossato di Vico – Gualdo Tadino – Nocera Umbra – Foligno, essa rimarrebbe adibita a traffico locale.
Evidenziato anche come il raddoppio della linea attuale non preveda un posizionamento, per molti tratti, di un nuovo binario adiacente a quello esistente, ma tracciati diversi e più rettilinei, necessari per l’alta velocità. 

D’accordo sull’utilità della proposta si è detto invece Orfeo Goracci (Prc-Fed.sin.), ex Sindaco di Gubbio, che ha auspicato “l’approfondimento del progetto insieme con i tecnici preposti cercando la migliore soluzione. No – ha detto – alla preclusione di ipotesi alternative”.

Di diverso tenore gli interventi di altri consiglieri.
Vincenzo Riommi (Pd)
dopo aver espresso perplessità sul progetto illustrato e definito quella attualmente prevista per il raddoppio “l’area più strutturata e più semplice” ha sottolineato che “riaprire oggi una discussione sul tracciato non rappresenta il modo più opportuno per portare avanti il completamento dell’opera”.
Massimo Mantovani (Pdl), dopo il suo invito alla Regione di “approfondire in modo serio la questione”, ha chiesto di “verificare i costi delle due soluzioni e la loro produzione in termini di economie sociali”.
Andrea Smacchi (Pd) ha evidenziato come esistano territori marginalizzati dal punto di vista viario e questa – ha detto – “è un’occasione per approfondire se ci sono soluzioni importanti e rispondenti alle esigenze di questi territori”.
Per Raffaele Nevi (Pdl) quello della viabilità ferroviaria è “un argomento ciclico, ma è un tema sul quale è già stata presa una decisione. In questo momento di scarsità di risorse, cancellare quanto già deciso è pericoloso. Comunque non ho preclusioni sull’approfondimento di questo progetto”.
Paolo Brutti (Idv) dopo aver sottolineato l’importanza di far passare la ferrovia dove c’è “esigenza e utenza”, ha invitato la Commissione ad “ispezionare seriamente la proposta per dare all’Umbria la sua ferrovia”.
Maria Rosi (Pdl) ha fatto sapere che il progetto in questione è stato già consegnato nelle mani del ministro alle Infrastrutture, Altero Matteoli, con il quale – ha detto – ci rivedremo tra qualche settimana. Prima di prendere qualsiasi decisione – ha aggiunto – è giusto valutare ogni ipotesi, scegliendo la migliore”.

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