L'appartenza al Comune tuderte della popolosa frazione sembra messa in dubbio da un noto esponente politico tuderte, che non ritiene di Todi il nuovo ospedale
secessione

Una curiosa e per molti versi sconcertante polemica è stata rilanciata a Todi da Mario Epifani, di Fiamma Tuderte.
Già in passato qualche politico aveva lanciato l’idea di chiudere le porte (da rimettere) della città “ai villani”.
Ora sembra che gli abitanti delle frazioni tuderti, nonostante ci sia un assessorato a loro preposto, non abbiamo più il diritto di cittadinanza nel Comune.
Sembra proprio che la parte preponderante dei cittadini tuderti sia invitata ad erigersi in comuni autonomi.
Il discorso vale in particolar modo per Pantalla, dove l’ambizione c’era e forse ancora c’è.
L’Ospedale, entrato in funzione in questa frazione da pochi giorni, sembra che non venga considerato una struttura che opera sul territorio tuderte.

Epifani, infatti, scrive “Già, ex perché l’ospedale di Todi non c’è più. Oggi c’è un nuovo nosocomio comprensoriale ma l’incontestabile è che Todi non ha più il suo ospedale.” Quindi, la logica interpretazione è che Pantalla non è Todi.
Poi prosegue il politico: “Todi aveva un ospedale e l’immobile era della comunità tuderte: oggi non ha più l’ospedale e si ritrova defraudata del bene che era un suo patrimonio dovuto ad un lascito.”
Lascito che tuttavia imponeva di assistere una popolazione che andava ben oltre le poche centinaia di persone abitanti dentro le mura ed era a beneficio, secondo gli statuti dell’epoca, di un territorio che andava da Acquasparta, Montecastrilli e Baschi fino a Collazzone, Deruta e Marsciano.
Intuizione, quella di una funzione comprensoriale, evidentemente già presente secoli fa ed ora evidente, visto che gli ingenti investimenti necessari per le moderne tecnologie sanitarie non sarebbero alla portata di comunità poco più grandi del puntino con cui vengono rappresentate sulla carta geografica.
Una funzione di cui, peraltro, il vecchio nosocomio tuderte si fregiava e portava vanto.

Concludendo Epifani “spera che le Istituzioni che rappresentano la Città facciano il possibile e verifichino l’eventualità di rientrare in possesso della struttura dell’ex ospedale, che la Regione deve e vuole vendere per incassare i sette milioni di euro che fanno parte del finanziamento del nuovo nosocomio della Media Valle del Tevere”.
In precedenza s’era affermato che “Io insisto a sostenere che l’ immobile non può appartenere alla Regione perché altrimenti sarebbe un ingiusto guadagno.”
E questo forse gelerà le aspirazioni dei pantallesi: infatti, “mutandis mutandis”, ci potrebbe essere il rischio che la Regione rivoglia indietro dagli abitanti della popolosa frazione i soldi spesi per il nuovo ospedale.
Per questo la bandiera "confederale" con tante stelle che – per esaltare la funzione comprensoriale regalata – i pantallesi si apprestano ad issare sul Castello dovrà forse tornare in naftalina.

in allegato la nota integrale di Epifani

Allegati
epifani.doc

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