Se a Todi, qualcuno vorrebbe avere indietro il vecchio Ospedale a gratis, diversa è la situazione ad Orvieto, dove l’ospedale cittadino è emigrato su una collina di fronte a quella di tufo ed ha una storia gemella con quella del vecciho nosocomio tuderte, con l’unica differenza che lì gli anni dalla “chiusura del portone” ne sono passati molti.
Gli amministratori del Pdl di Orvieto, infatti scrivono. “
La valorizzazione dell’ex Ospedale, posto a fianco della più bella cattedrale del mondo, rappresenta uno dei nodi fondamentali e strategici della rinascita morale ed economica della città.
Una serie di sciagurate disposizioni legislative l’ha sottratto alla proprietà del popolo orvietano: attualmente appartiene alla Regione dell’Umbria che altro non può fare che alienarlo per far fronte all’enorme voragine della spesa sanitaria.
Gli amministratori comunali del PdL, sicuri di interpretare i sentimenti profondi della comunità orvietana, ritengono che sull’ex Ospedale si debba aprire un serio confronto e vi sia l’obbligo di discutere con proposte che abbiano come elemento principale ed imprescindibile la difesa, ed al tempo stesso lo sviluppo, di Orvieto.
Pertanto, sarebbe estremamente interessante che la politica, gli Istituti di credito ed in generale tutta la città iniziasse a ragionare sulla possibilità di costituire uno strumento societario ad azionariato diffuso (detta anche public company) per acquistare l’ex Ospedale e destinarlo a scopi che abbiano come stella polare i servizi che stanno più a cuore alla nostra comunità.
Questa prospettiva, sicuramente innovativa, vuole rimettere al centro gli orvietani e tende a far in modo che la stessa città si possa riappropriare di un bene che le è stato “scippato” qualche decennio fa.
Con questa proposta si tratterebbe di raccogliere mediamente alcune centinaia di euro per ogni abitante di Orvieto e del comprensorio : un sacrificio possibile da affrontare se il capitale fosse sottoscritto anche da Istituti di credito ed imprese che operano sul territorio: inoltre, la sottoscrizione della azioni (o delle quote) non sarebbe a fondo perduto, ma funzionerebbe come una qualsiasi società di capitali.
Gli amministratori comunali del PdL confidano che tale proposta possa essere favorevolmente accolta come base di ragionamento e sviluppata con spirito propositivo e di concordia, dato che si tratta di una occasione per la comunità di prendere in mano le proprie sorti, senza nessuna intermediazione e nessun filtro.
Poiché ci aspettiamo la reazione dei seminatori di dubbi, che non mancano certo tra i così detti esperti in economia e in diritto societario,vogliamo sottolineare che la nostra è una proposta politica e di prospettiva.
Nel merito ci si entrerà nel prossimo futuro con l’apporto dei veri esperti e la valutazione delle idee positive e propositive. Il tutto, non prima di averne parlato in maniera seria e dettagliata con il Sindaco e con tutta la maggioranza.”











