Lo ha fatto in occasione della presentazione di Plastic Food, una mostra espositiva con opere di Land Art di Pierluigi Monsignori Potsy, che ha partecipato alla “Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti 2010” e alla “Ecorevolution 2011”.
La mostra è l’ultima di una serie di installazioni iniziate nel 2000, caratterizzate dall’utilizzo di materie plastiche.
L’artista in questa occasione ha semplicemente sostituito le balle di fieno con delle eco-presse di rifiuti di plastica.
L’istallazione nel centro storico di Marsciano, visitabile, fino al 10 luglio 2011, è promossa e organizzata dal Comune di Marsciano con il patrocinio e sostegno della Giunta Regionale dell’Umbria, della SIA Società igiene Ambientale, del Museo Dinamico del Laterizio e delle Terrecotte, e delle ditte Monsignori Carlo & C., Genesi Gruppo Editoriale, Valley Life, cui si aggiunge il contributo organizzativo di Barbara Filippetti.
Plastic Food rappresenta ciò che vivremo, ciò che ci attende se non ridurremo la produzione di rifiuti e che purtroppo in altre regioni è già passato-presente.
L’installazione Plastic Food è un invito per chi produce e chi consuma ad avere un atteggiamento eco-consapevole riguardo la produzione dei rifiuti, ci sono imballi eco-sostenibili che già da subito potrebbero ridurre in maniera sostanziale l’utilizzo di materiale plastico, con una conseguente riduzione dell’utilizzo di una risorsa preziosa come il petrolio.
Una riduzione che – dice il Sindaco di Marsciano Alfio Todini –tutti noi possiamo mettere facilmente in atto riducendo ad esempio il consumo delle acque minerali, e quindi delle bottiglie di plastica che le contengono” oppure facendo una estesa raccolta differenziata per consentire il ciclico dei materiali.
“Si tratta – conclude il Sindaco Todini – di una vera e propria provocazione che attraverso le forme dell’arte vuole lanciare il suo messaggio di sensibilizzazione. Anche la concomitanza dell’esposizione con la festa del patrono, che si svolge dal 23 al 26 giugno, aiuterà a dare ulteriore visibilità alle opere esposte”.







