La Figisc dell’Umbria, l’Associazione dei gestori di impianti di carburante aderente a Confcommercio, la più rappresentativa del settore, non aderisce, così come la Figisc nazionale, allo sciopero della categoria proclamato da altre sigle sindacali per il 26 e 27 luglio, quindi i disagi per i consumatori si preannunciano limitati.
“Non aderiamo a questa protesta – spiega il presidente Figisc dell’Umbria e vice presidente nazionale Giulio Guglielmi – perché non condividiamo le ragioni che la motivano, ovvero lo stop del Governo alla proposta avanzata da Faib e Fenica incentrata, nei fatti, sulla attribuzione al gestore della facoltà di rifornirsi da chi vuole. Questa proposta, infatti, lungi da favorire – come invece viene affermato – un risparmio per i consumatori e una maggiore libertà di manovra per gli operatori del settore, determinerebbe in realtà due seri pericoli: da un lato una liberalizzazione ancora più ampia del settore, dall’altro una maggiore difficoltà di rapporti tra i gestori e le compagnie, perché al contratto di comodato – che comunque dura 6 anni e offre delle garanzie – subentrerebbero altre forme contrattuali, ad esempio la compartecipazione, con tutele molto minori”.
- Redazione
- 20 Luglio 2011













