Nessuna protesta registrata da una neonata associazione che in sei mesi in Italia ne ha raccolte 1.500

Sarà che gli umbri sono più tolleranti, sarà che l’associazione, fresca di sei mesi, che ha diffuso i dati non è ben radicata in Umbria o sarà che il fenomeno della malasanità non è molto rilevante nel “cuore verde d’Italia.
Sta di fatto che il telefono dell’associazione ‘Giustacausa’, una sorta di rete di studi legali che, affiancati da consulenti medici, si occupa di orientare i cittadini intenzionati a denunciare presunti errori o comportamenti sbagliati di camici bianchi e operatori della sanità, riceve in media circa 250 chiamate al mese da italiani che ritengono di essere vittime di malasanità.

Non tutte le segnalazioni si rivelano fondate: solo un caso su 5 alla fine va avanti, mentre il 77% non ha i requisiti per intraprendere un’azione legale e viene dissuaso dagli esperti.
Le richieste di aiuto sono state circa 1.500 dall’inizio dell’anno al 30 giugno e riguardano soprattutto casi di malasanità che lasciano il segno: il 55% delle presunte vittime racconta episodi che hanno provocato gravi invalidità, nel 19% dei casi si parla di decessi.
Solo il 5% è riuscito a cavarsela senza postumi, nel senso che il danno subito è stato prontamente trattato, provocando solo inconvenienti temporanei o un allungamento dei tempi di ripresa", spiega Nobili.
In ogni caso dall’Umbria nessuna telefonata, la maggior parte delle segnalazioni arriva da Sicilia (19%), Lazio e Lombardia (entrambe al 14%).

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