“Non solo ‘regole e criteri’, ma anche semplificazione amministrativa, certezza delle prescrizioni, e soprattutto un quadro programmatico che fissa obiettivi di sviluppo nel breve periodo e le linee di indirizzo di una nuova politica regionale in materia di energia”. Sintetizza così l’assessore regionale all’Ambiente Silvano Rometti, il senso del Regolamento sulla “Disciplina regionale per l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili” e della “Strategia regionale per lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili 2011/2013”, approvati dalla Giunta regionale dell’Umbria, i cui contenuti e le finalità sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa.
“Si tratta di due atti importanti – ha detto Rometti – che si integrano tra loro, fornendo un quadro completo agli operatori pubblici e privati e che delineano una strategia regionale per assicurare uno sviluppo nel rispetto dell’ambiente e del territorio, ma anche in grado di perseguire il raggiungimento di obiettivi di crescita della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili, che l’Europa ci chiede e su cui lo Stato italiano vigilerà, emanando pesanti sanzioni alle Regioni”.
"Il Regolamento – ha aggiunto Rometti – supera le precedenti disposizioni emanate dalla Giunta regionale e inoltre, recepisce le linee guida nazionali, cercando di raggiungere un sostenibile equilibrio tra lo sviluppo delle energie rinnovabili, indispensabile sul piano del settore energetico, ma anche economico ed occupazionale, e la salvaguardia degli elementi ambientali e paesaggistici, comunque importanti per la Regione Umbria che ha, da sempre, riservato attenzione a questo aspetto. Per tale ragione, è stato stabilito che tutti gli impianti di grandi dimensioni saranno sottoposti a valutazione di impatto ambientale e, in quella sede, potranno, eventualmente, essere presi in considerazione ulteriori aspetti a carattere naturalistico”.
“Sulla base dei criteri che il Ministero per lo Sviluppo Economico sta elaborando – ha detto – si può prevedere per l’Umbria un obiettivo minimo, da raggiungere entro il 2020, di circa il 20 per cento di produzione di energia da fonti rinnovabili, da calcolare rispetto al consumo totale di energia elettrica e termica, dei settori dell’agricoltura, industria, trasporti, terziario e domestico. Nonostante la mancanza della definizione di tale obiettivo, è opportuno definire un quadro normativo certo al fine di assicurare l’equilibrato sviluppo del settore nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio dell’Umbria.”
L’assessore ha precisato: “Visto che la produzione di energia in Umbria oscilla ancora tra il 5 e il 7 per cento del consumo totale di energia, compresi i settori del trasporto e del riscaldamento/raffreddamento, lo sviluppo di energia prodotta da fonti rinnovabili è fondamentale. Per favorire ciò la Giunta regionale, accanto al Regolamento, ha approvato la strategia regionale 2011-2013, che, pur in assenza della ripartizione dell’obiettivo nazionale tra le regioni, ha fissato l’obiettivo di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili nel breve periodo, stabilendo al 2013 una crescita del 25 per cento rispetto al 2009.
Il documento elaborato dalla Regione suddivide per ogni settore il traguardo di crescita entro il 2013 sottolineando che il mancato raggiungimento della quota di un singolo settore dovrà essere compensata da una crescita analoga degli altri settori. Il tutto per un totale di 205 GWh: per il settore biomasse è stato stabilito il 34per cento, per il fotovoltaico il 29per cento, per il settore eolico il 20per cento e per quello geotermico il 7 per cento. Per incentivare il settore la Giunta regionale ha a disposizione il POR FESR 2007-2013, che nell’Asse III "Efficienza energetica e sviluppo di fonti rinnovabili" ha una dotazione finanziaria di 52,2 milioni di euro pari al 15per cento delle risorse del programma. L’Asse è suddiviso in due attività: ‘Promozione e sostegno dell’efficienza energetica’, finalizzata alla diffusione di misure di risparmio energetico che permettano un utilizzo efficiente delle energie prodotte dei processi produttivi e ‘Promozione e sostegno della produzione energetica da fonti rinnovabili’. A sostegno di tali politiche prossimamente l’amministrazione regionale emanerà misure a favore di soggetti privati e pubblici per un ammontare di risorse pari a circa 35 milioni”.
“Insieme con il Regolamento – ha concluso l’assessore – la Giunta ha approvato la strategia regionale per lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili 2011/2013, disegnando uno scenario evolutivo nel breve-medio periodo. Anche in questo atto si profila un mix per tutte le tipologie di impianti”.
Nello specifico il Regolamento affronta in modo organico le questioni legate alla produzione di energia pulita dalle diverse fonti, fotovoltaico, eolico, l’idroelettrico e biomasse, stabilendo le aree e i siti non idonei all’installazione di specifiche tipologie di impianti. I 12 articoli che lo compongono affrontano il quadro complessivo delle procedure autorizzative per ogni tipologia di impianto da fonti rinnovabili.
Il Regolamento è accompagnato da tre allegati. Il primo sulle procedure amministrative per l’installazione. Il secondo è relativo ai criteri di localizzazione e di progettualità di carattere generale in relazione alle diverse tipologie. Il terzo indica le aree non idonee.
Nel Regolamento sulla “Disciplina regionale per l’installazione di impianti per la produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili”, le procedure semplificate sono state estese a tutti gli impianti fotovoltaici di qualsiasi potenza da collocare sui tetti, mentre per quelli con moduli a terra fino a 200 kWe, limitatamente alle imprese agricole. In pratica, con semplice comunicazione al Comune potranno essere installati impianti anche micro-eolici di altezza fino a 8 metri nelle aree di pertinenza di edifici e per fini di autoconsumo. Per i grandi impianti invece, sarà necessaria l’autorizzazione della Provincia, per quelli superiore ad un MW è sempre prevista la valutazione ambientale della Regione. Il testo normativo pone particolare attenzione alla tutela del paesaggio e dell’ambiente: per tutti gli impianti, che si tratti di fotovoltaico, o di biomasse, ricadenti nella stessa area e comunque a distanza inferiore a 1000 metri, la valutazione dovrà essere sempre effettuata in termini cumulativi.
A tutela della biodiversità di particolari ambiti (SIC, ZPS) è prevista la valutazione di incidenza non all’interno, ma anche a distanza di 3 km. Così come a tutela dei valori paesaggistici, la valutazione ambientale è estesa fino 50 volte l’altezza delle torri eoliche.
Per la tutela del paesaggio agricolo l’installazione di impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra è consentita a condizione che l’occupazione di suolo non sia superiore al 10 per cento del totale della superficie nella disponibilità del proponente, da calcolare al netto della superficie occupata dal bosco. Particolari condizioni sono dettate per la aree di pregio.
Per impianti a biomassa sono stabilite fasce di rispetto da centri abitati e distanze di provenienza dei materiali di approvvigionamento. Nel caso di impianti idroelettrici, l’interdistanza minima e rispetto del minimo deflusso vitale. Il rispetto di tali condizioni è vincolante e deve essere oggetto di specifiche prescrizioni nell’autorizzazione alla costruzione e all’esercizio dell’impianto. Viene altresì specificato che l’autorizzazione unica contiene le eventuali prescrizioni per misure di compensazione ambientale e l’ammontare della polizza prestata a garanzia della dismissione dell’impianto e del ripristino dell’area.









