Negli agriturismo dell'Umbria l'estate si è chiusa con un calo del 5%, anche se gli ospiti hanno aumentato la spesa, diversa la valutazione di Federalberghi
bracco


Stagione in chiaroscuro per gli agriturismi umbri
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L’estate 2011 si chiude infatti con una flessione del 5% rispetto al bilancio della stagione 2010. A rilevarlo è Agriturist Umbria, l’associazione agrituristica di Confagricoltura Umbria che parla di “stagione difficile, ma non catastrofica”.
Ad incidere di più sono stati i costi di gestione, lievitati anche del 6%, la compressione della domanda interna non compensata dai modesti incrementi di quella estera che risulta comunque fortemente ridimensionata rispetto al triennio precedente.
A ciò si aggiunge una riduzione del 10% della durata media dei soggiorni, scesa a 2,5-3 giorni.

Inevitabili le conseguenze sul comparto agroalimentare. Tuttavia se si accentua, da un lato, la tendenza alla diminuzione della permanenza media, dall’altro si evidenzia il rapporto spesso inverso tra dinamica della permanenza e della spesa media. Ovvero ci si ferma di meno ma si è disposti a spendere meglio e di più.
“Non è possibile  – rileva Agriturist Umbria- proseguire con una gestione approssimativa della crisi del turismo soprattutto per quanto riguarda l’extralberghiero (e quindi anche l’agriturismo) che, seppur con offerte frammentate, rappresenta oltre la metà dei posti letto, mentre raccoglie solo il 33% delle presenze.

L’extralberghiero
, per la dimensione ricettiva generalmente modesta (21 posti letto per azienda contro i 65 degli alberghi), è poco idoneo al ricevimento di gruppi organizzati: deve dunque essere sostenuto con una vigorosa politica d’immagine e da una efficace attività di formazione degli operatori soprattutto nell’uso di strumenti promozionali individuali, come internet.
In controtendenza rispetto alla media regionale sembra essere il “biologico
”.
I motivi di questa forte presenza del "biologico" nell’agriturismo – spiega Agriturist Umbria- si trovano nella più elevata sensibilità per l’innovazione delle imprese agricole impegnate sia nel biologico che nell’agriturismo, nell’opportunità di migliore remunerazione delle produzioni biologiche attraverso la vendita diretta, la diffusa aspettativa, da parte degli ospiti di trovare, nelle aziende prodotti tradizionali, genuini e quindi biologici.
Proprio attraverso l’ospitalità agrituristica, l’azienda agricola ha infatti la possibilità di "spiegare" meglio, direttamente, da vicino, la qualità superiore dei prodotti biologici, contribuendo non solo alla loro valorizzazione ma anche all’educazione per un’alimentazione sana e genuina.
E’ la forza del connubio fra gusto tradizionale e sicurezza alimentare, che rappresenta una caratteristica vincente dei prodotti agroalimentari italiani anche sui mercati internazionali.

Sorprendono infine, rileva l’associazione umbra, le dichiarazioni, spesso altalenanti, regionali, sul buon andamento del turismo nel 2011, ed in particolare nel corso dell’estate, che sono – secondo Agriturist Umbria – il segno di un uso distorto delle cifre, che non aiuta a capire il momento assai critico che invece attraversa il settore, né a stimolare iniziative efficaci per superarlo.

Invece, per Federalberghi, la stagione estiva ha evidenziato segnali di ripresa che, pur lasciando intatta l’attenzione e la preoccupazione dell’organizzazione per le criticità del settore, sono comunque considerati incoraggianti.
In questo contesto va rafforzata – secondo Federalberghi – la scelta di puntare sulle grandi manifestazioni, che hanno una forte capacità di attrazione e provocano ricadute positive non solo sulle strutture ricettive, ma anche sulle altre imprese turistiche, su quelle commerciali ed artigiane.

La rilevazione effettuata da Federalberghi su un campione di alberghi di Perugia, relativamente all’andamento dell’occupazione delle camere durante Eurochocolate negli ultimi 3 anni, lo testimonia chiaramente: contro una occupazione media alberghiera che si aggira sul 30%, in occasione della kermesse dei cioccolato nel 2008 eravamo attestati sul 65,6%, nel 2009 sul 64,8%, nel 2010 sul 70,7%. Insomma più del doppio dei valori standard.

Anche per il 2011 gli albergatori perugini sono fiduciosi, e non eccessivamente preoccupati dal fatto che le prenotazioni abbiano un andamento più lento rispetto all’anno passato e non siamo ancora molto numerose, perché alla manifestazione mancano ancora diversi giorni e ormai anche in Umbria si lavora prevalentemente con il last minute. L’interesse finora prevalente è quello del turismo individuale, rispetto ai gruppi.

Creare maggiori sinergie con i soggetti che a vario titolo si occupano di turismo, sfruttare al meglio il traino promozionale che gli eventi hanno per il territorio, alimentare nuove idee e nuove proposte è, secondo Federalberghi, l’obiettivo da perseguire tutti insieme per dare continuità ai risultati incoraggianti che, ad oggi, a Perugia e in Umbria, sono purtroppo circoscritti solo a certi periodi dell’anno.    

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