Promuovere e commercializzare l’offerta di turismo culturale dell’Umbria: è questa la missione del Consorzio Umbria Culture, che ha fatto il suo debutto nell’incontro con 43 tour operator internazionali – provenienti da Regno Unito, Austria, Olanda, Germania, Belgio, Svizzera, Francia e Stati Uniti – convenuti a Spoleto per un educational tour organizzato nell’ambito del WTE di Assisi.
Nel corso del tour, il Consorzio – che conta una quarantina di aziende umbre aderenti e che è nato nell’ambito del bando regionale TAC2 nel tematismo “turismo culturale” – ha presentato agli operatori non solo le nuove acquisizioni di Spoleto e Campello sul Clitunno alla World Heritage List dell’Unesco, ma anche la variegata offerta dell’Umbria come destinazione turistico-culturale: i grandi eventi, il tessuto museale, il patrimonio artistico e paesaggistico, le rievocazioni storiche…
L’Umbria, in sintesi, è stata presentata come un luogo dove la differenza è fatta dalle esperienze da vivere e nel rapporto tra individuo e territorio.“
L’incontro con i tour operator internazionali – dice Filippo Tomassoni, presidente del Consorzio Umbria Culture e componente del consiglio Federalberghi Confcommercio – ci ha offerto una prima ottima occasione per valorizzare il territorio regionale dal punto di vista culturale. Dopo la fase dello start-up, il nostro Consorzio è infatti ora pronto a entrare nel vivo dell’attività, allargando la base associativa imprenditoriale, per un maggiore coinvolgimento di tutto il territorio umbro, e stipulando accordi di partenariato con i soggetti pubblici o privati titolari o gestori dei beni e del patrimonio culturale e artistico, che compongono l’offerta culturale complessiva umbra.
Vorremmo supportare, infatti, l’azione promozionale della Regione e aprire un confronto con i soggetti locali, sempre più a corto di risorse, per ottimizzare le azioni promozionali e dare visibilità alle specifiche eccellenze. Ci siamo infatti resi conto che anche una produzione culturale di pregio non sempre viene percepita, e dunque utilizzata, come volano di sviluppo economico del territorio”.
L’obiettivo che si pone Umbria Culture – che può contare su un patrimonio culturale oggettivamente spendibile – è forse il più ambizioso tra quelli dei Consorzi nati a seguito del bando TAC2, nonostante l’esiguità delle risorse disponibili.
“La cultura è la nostra vera ricchezza – aggiunge Tomassoni – ed è su questo filone che bisogna investire per avere un ritorno concreto in termini di sviluppo. Sono già molte le imprese del settore turistico che ci credono e che si sono impegnate nel Consorzio; ci auguriamo che altre si aggiungano, ma abbiamo bisogno di essere messi nelle condizioni di cogliere tutte le opportunità che ci consentano di far crescere in Umbria un turismo di qualità.
Siccome è ormai chiaro che, nell’era della competizione globale, da soli non si va da nessuna parte e che gli individualismi raramente producono successo, crediamo che sia una scelta strategica il “fare sistema” che stiamo sperimentando con la rete di imprese aderenti al Consorzio Umbria Culture.
In questa logica il colloca anche il progetto al quale stiamo lavorando: una card museale unica, come veicolo di marketing integrato per tutta l’Umbria”.












