Ad aumentarla anche il fatto che l’Umbria ha accolto anche quanti scappavano dalla guerra in Libia: 289 persone in tutto di cui 64 donne.
Delle 289 persone, 116 sono state accolte dalle Caritas diocesane umbre.
Le persone arrivate provenivano da 26 paesi diversi tra cui la Nigeria, il Burkina Fasu, il Bangladesh, la Costa D’Avorio e il Pakistan ed erano nel paese libico a fare i lavori piu’ umili dopo essere scappate dai loro paesi scossi da guerre decennali
Sono i dati che emergono dal Dossier statistico dell’ Immigrazione Caritas/Migrantes presentato giovedì e relativo all’anno 2010.
Per la precisione i residenti stranieri in Umbria sono 99,849 ed in un solo anno la loro quota è aumentata del 7,1 per cento, pari a 6.606 unità.
Di essi in provincia di Perugia 12.812, di cui 5.855 nati in Italia, sono studenti; nella provincia di Terni sono 3.364, di cui 1.149 nati in Italia.
Gli stranieri con permesso di soggiorno sono 59.568, di cui 47,851 in provincia di Perugia.
I lavoratori dipendenti stranieri erano 38.746 in provincia di Perugia, il 19,4 per cento del totale degli impiegati e 10.851 nella provincia di Terni con un’incidenza del 17,3 per cento sul totale.
Nel 2010 in provincia di Perugia erano 843 gli stranieri titolari d’impresa, di cui 235 donne, mentre in provincia di Terni erano 290 di cui 78 donne.
Anche per gli stranieri la vita s’è fatta dura. A dimostrazione il fatto che le rimesse di denaro ai loro familiari rimasti all’estero stanno calando: in provincia di Perugia dai 49.795.000 euro del 2005 sono scesi nel 2010 a 46.361.000, pur essendoci stato un incremento di immigrati Stesso discorso per la provincia di Terni dove nel 2005 sono stati inviati 16.569.000 euro mentre nel 2010, 14.540.000.
Quanto alle provenienze: Romania, Albania e Marocco la fanno da padroni col 52 per cento circa dei residenti: il 24,4 per cento viene dalla Romania, il 17 dall’Albania ed il 10,4 dal Marocco.Tra i paesi europei, dopo la Romania sono l’Ucraina con i 4,9 per cento e la Macedonia con il 4,8 gli stati di provenienza del maggior numero di stranieri residenti in Umbria. L’Ecuador, con il 3,8, è il più rappresentato dell’area americana, mentre dalla Cina, con l’1,9 per cento, proviene la maggior parte degli immigrati asiatici in Umbria.
Se non fosse per il frequente coinvolgimento di stranieri nella vendita di droghe ( ma a comprare sono per lo più umbri) ed ultimamente in furti ( in villa o di rame), la loro accettazione da parte della popolazione autoctona è buona nonostante la proverbiale riservatezza e diffidenza degli umbri che forse potrebbero “sciogliersi” di più se gli stranieri si sforzassero di più a non parlare in pubblico tra loro nella loro lingua d’origine.
Ma questa è una critica che si faceva anche agli italiani d’America o di Germania ed è stata sufficiente una generazione per superare il problema.













