Alle famiglie delle vittime sono stati erogati contributi regionali per 417mila euro a partire dal 2008
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A due mesi dalla fine del 2011 il bilancio delle morti bianche appare già più macabro di quello già tragico del 2010.
Da gennaio ad ottobre infatti le vittime sul lavoro in Italia sono state 460 contro le 441 dello stesso periodo del 2010. E c’è di più: nel mese di ottobre gli incidenti mortali sono stati 57, undici in più rispetto alla media mensile registrata nel 2011 nel nostro Paese e pari a 46 casi.
I dati, quindi, non lasciano dubbi: la situazione peggiora e l’incremento della mortalità del 4,3 per cento tra il 2010 e il 2011 ne è una conferma.
Forse ormmai il numero dei morti su lavoro ha raggiunto e superato quello dei "militi ignoti" italiani  morti nella prima guerra mondiale e sarebbe il caso di pensare ad un mausoleo anche per loro.

A segnalare l’emergenza è l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering che si occupa di monitorare ed elaborare i dati quotidianamente e che quando calcola le morti bianche rispetto alla popolazione lavorativa mette in prima posizione la Valle D’Aosta con un indice di incidenza pari a 70,9 contro una media del Paese che arriva a quota 26,1; seguono: l’Abruzzo (44,5), il Trentino Alto Adige (38,6), il Molise (36,1) e l’Umbria (27,3).

Intanto s’è appreso che sono stati 32 dal 2008 in Umbria le famiglie dei lavoratori deceduti sul luogo di lavoro alle quali è stato erogato un contributo, in media di 13 mila, grazie al Fondo di emergenza.  per le famiglie delle vittime di incidenti mortali.
Inoltre,è stato reso noto lo stanziamento di 10 mila euro a integrazione del Fondo da parte dell’”Ebrau”, Ente Bilaterale Regionale Artigianato Umbro, che arriva  a distanza di circa un anno dallo stanziato di 30 mila euro del “FIMILA”, Fondo integrativo degli operai agricoli.

Il Fondo è stato istituito con la legge regionale “1/2008” e prevede l’erogazione di un contributo economico a favore delle famiglie di lavoratrici e lavoratori autonomi e subordinati vittime di incidenti mortali sui luoghi di lavoro.
Dal 2008 ad oggi sono stati erogati complessivamente 417 mila euro e presi in esame complessivamente 74 casi
, di cui 32 hanno già  ricevuto il sostegno economico, 12 devono essere ancora  istruiti ed altri 30 sono stati istruiti con esito negativo. 

L’assegnazione del contributo non richiede istanza e il procedimento ha inizio d’ufficio.
E’ previsto un intervento economico con una parte fissa, quindi uguale per tutti i beneficiari di 7 mila 500 euro, e una parte variabile da determinare in base al numero dei componenti del nucleo familiare e la classe di reddito lordo complessivo della famiglia del deceduto(con una riduzione percentuale al crescere del reddito), per un importo non superiore a 20mila euro

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