Col senno di poi si può affermare che il forte sisma che ha colpito     sia stato anticipato da alcuni segnali forti.
Non tanto le scosse di terremoto che hanno fatto numerosi morti in Turchia, quanto le scosse che hanno ampiamente superato la consueta, per la zona, magnitudo, che si sono avvertite nel territorio greco.

La prima il 6 novembre era stata di magnitudo 4.9 nel sud del mare Egeo alla profondità di quasi 13 km.
La seconda, secondo il centro sismologico euro mediterraneo è stata di magnitudo 5.1, anche se per gli istituti greci la magnitudo è stata di 4.7 . In ogni caso s’è registrata, il 10 novembre, più a nord, nel golfo di PATRAIKOS nell’ovest della Grecia alle seguenti coordinate 38.40 N ; 21.82 E.
Il parallelo di questo ultimo terremoto incrocia l’Italia, poco a nord di Messina  e Reggio Calabria e proprio nel Tirreno, verso le Isole Lipari s’erano registrati movimenti a grande profondità.

Intanto sul sito della Fondazione Giuliani, l’11 novembre
appare la notizia che Giampaolo Giuliani e Stefano Petrizzelli hanno incontrato, a Los Angeles il direttore del dipartimento della Chapman University, per parlare del programma scientifico dei prossimi due anni.
In questa occasione Giuliani si è sbilanciato e ha detto che il rivelatore prevedeva un terremoto a 60 km dalla sede universitaria di magnitudo 2,5.
Alle 1,58 UTC, a esattamente 60 km dalla sede Universitaria, a Santa Monica, il terremoto è avvenuto, di 2,5, come detto da Giuliani e il suo rivelatore gamma.

Quando il 13 novembre nel mare Egeo la profondità del sima ha raggiunto i 94 km a Creta, con una magnitudo di 3.7, la rappresentazione grafica delle ultime 48 ore della situazione della penisola italica faceva vedere un susseguirsi, da nord a sud, di scosse per lo più localizzate sulla dorsale appenninica e su quella alpina.
La scossa del 15 novembre poco a nord di Capo d’Orlando –  38.25 N – nel mare siciliano, pur essendo forte – 4.2. magnitudo – non aggiungeva molto alla situazione perchè superficiale: 10 km
Mentre quella del 19,  nella stessa giornata in cui una scossa di 2.8 colpiva vicino a Gualdo Tadino in Umbria, pur essendo più lieve e sempre nel sud del Tirreno era stata a grande profondità ( 200km).
Sempre nella stessa giornata una scossa di 2.9 di magnitudo era stata registrata, a 60 km di profondità nel centro nord dell’Adriatico
Tra gli ultimi due terremoti profondi esisteva un legame: praticamente si erano manifestati lungo lo stesso meridiano:; 15.41 E

Poi tra il 29 e 30 novembre i segnali si sono fatti più forti
Prima una scossa di magnitudo 4.1 nel sud della Grecia alla profondità di 158 km seguita nella stessa zona da una di magnitudo 4.3 a 20km di profondità
Una scossa ancora magnitudo 4.3 nel mediterrano orientale alla profondità di 30 km è seguita il giorno 30

condividi su: