In testa la Toscana con il 60% poi vengono le strutture umbre, ma l'affluenza sembra in calo
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Stravincono, come mete di soggiorno, le due regioni “storiche” dell’agriturismo italiano: la Toscana (60%) e l’Umbria (38%).
Si evidenzia però che i soggiorni in entrambe le regioni calano del 5% rispetto al 2009.
In compenso crescono di qualche punto percentuale le altre regioni: al nord la Lombardia, il Piemonte e la Liguria, l’Emilia Romagna al centro e al sud la Campania, la Sardegna e la Puglia.
In particolare la Val d’Aosta cresce di un terzo rispetto al 2010 e il Trentino-Alto Adige, nel suo complesso, cresce e si conferma al terzo posto (17,4%) a livello nazionale.
Lo sostiene Agriturismo.it, portale nel settore,  che rivela anche le caratteristiche del turista rurale 2011. L’indagine, giunta al terzo anno, analizza il trend della vacanza in agriturismo ed è stata presentata ad Agri&tour, il salone nazionale dell’agriturismo (Arezzo).
In primo luogo sembra che l’agriturismo sia sempre più la vacanza ideale per tutta la famiglia: il 52% degli intervistati (il 5% in più rispetto al 2009), infatti soggiorna in agriturismo con i propri figli.
Cala invece del 9%, rispetto al 2009, la vacanza rurale romantica trascorsa solo con il proprio compagno (49%) mentre, in linea con gli anni passati, un buon 35% ama andare in agriturismo insieme agli amici.
L’agriturismo conferma il successo presso un pubblico adulto: il 50% degli ospiti sono adulti fra i 35 e i 49 anni. L’indagine mostra però uno spostamento del target verso un’età più matura: gli under 35 infatti sono il 7% in meno rispetto al 2009; di pari passo aumentano gli over 50, ad oggi 6% in più del 2009.
La vacanza preferita dagli agri-turisti si conferma, anche quest’anno, all’insegna della buona cucina e del mangiar sano (51,3%). Resta essenziale trovare in agriturismo l’ accoglienza di tipo familiare (72%) e una ristorazione che sia prevalentemente con prodotti propri (49%) e con menù legati alle stagioni e alle ricette locali (48%).
Da notare che la maggior parte dei turisti continua a privilegiare la sistemazione in mezza pensione (52,8%) o la formula bed & breakfast (30,8%) piuttosto che la pensione completa, a conferma della propensione a frequentare ristoranti tipici e gustare le specialità culinarie regionali, cambiando ogni giorno.
L’offerta rurale attrae in Umbria turisti specialmente dal vicino Lazio (21,6% del totale), ma anche dal nord (Lombardia 20,1%; Veneto 11,0%).
Si tratta di per lo più di famiglie con figli (62,0%), anche se leggermente più giovani rispetto alla media nazionale.
Si tratta di un turismo che segue le stesse motivazioni generali del settore (accoglienza familiare 37,3%; enogastronomia 19,9%; contatto con la natura 28,9%), ma che più della media apprezza la localizzazione delle aziende agrituristiche in aree di elevato interesse artistico-culturale, come d’altronde l’Umbria è (34,0% contro il 30,4% nazionale).
Le altre voci dell’indagine evidenziano una stretta corrispondenza tra il campione di chi sceglie la vacanza agrituristica in Umbria e il totale dell’agriturismo italiano
 

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