L'istruzione professionale è considerata solo un ripiego per i ragazzi meno studiosi, anche se al momento è quella che assicura un futuro lavorativo più certo
cappello-intellettuale
“Il primo dato che viene evidenziato – ha detto la vicepresidente della Regione dell’Umbria Casciari, presentando i dati dell’anagrafe scolastica realizzata dalla Regione – è quello relativo alle scelte di orientamento che i ragazzi compiono alla fine della scuola media con  il 51,2 per cento degli studenti iscritti nelle prime classi degli istituti superiori che si orientano verso i licei, in percentuali analoghe sia nella Provincia di Perugia (50,5 per cento) che in quella di Terni (54,2per cento)”.
Scelgono invece percorsi di istruzione tecnica superiore il 30 per cento dei ragazzi umbri (Perugia 2,8per cento, Terni 30,6per cento), di istruzione professionale il 18,8 per cento (Perugia 19,7per cento, Terni 15,2per cento).

“Questo dato – ha commentato la vicepresidente – è in controtendenza con le indicazioni europee che invece vorrebbero una maggiore percentuale di iscritti in percorsi di istruzione tecnica e professionale, un divario che ci distingue anche rispetto agli altri paesi dell’ Unione Europea”.

Relativamente alla diversità di scelte tra ragazzi e ragazze, i dati evidenziano che le ragazze sono più orientate verso l’istruzione liceale (circa il 60per cento in entrambe le province), mentre i maschi sono più attratti da una formazione tecnica (oltre il 60per cento a Perugia e Terni) o professionale.
Inoltre dai numeri dell’anagrafe emerge una situazione preoccupante per gli alunni che si iscrivono agli istituti professionali con un  44,5 per cento degli studenti che si iscrivono al primo con un ritardo scolastico. Il dato aumenta negli anni successivi, fino al 48,1per cento del terzo anno, per poi diminuire al quarto anno (40,4per cento), con molta probabilità perchè acquisita la qualifica triennale i ragazzi provano a continuare, ma di fronte ad un esito negativo e ottemperato l’obbligo scolastico, lasciano il percorso di istruzione.
Decisamente diverso è invece  il dato relativo ai licei e agli istituti tecnici dove alla fine del percorso di cinque anni gli studenti che hanno accumulato un ritardo scolastico sono rispettivamente il 10,9per cento e il 27per cento.
Vengono rimandati al primo anno di scuola superiore il 6,9 per cento degli studenti dei licei, il 18,4 dei professionali e il 15,3 dei tecnici

I dati raccolti nell’anagrafe allo stato attuale riguardano l’85 per cento delle scuole superiori di secondo grado per l’anno scolastico 2010-2011 e sono quindi relativi al primo anno di riforma Gelmini che ha semplificato gli indirizzi di Licei, Istituti Tecnici e Istituti Professionali, mentre le notizie  relative alle scuole primarie e secondarie di primo grado, sono attualmente in fase di elaborazione e saranno presto pubblicate  e condivise con i Comuni.

Per quanto riguarda  la presenza di alunni stranieri nelle scuole superiori e la loro distribuzione nei diversi tipi di scuola, emerge con chiarezza che i ragazzi con cittadinanza non italiana, che nella Regione sono il 7,7per cento della popolazione scolastica delle scuole superiori di secondo grado, si orientano in massa negli istituti professionali (16,3per cento) e tecnica (9,1per cento).
Significativa anche la presenza i studenti laziali
mentre la mobilità è passiva verso le altre regioni dell’Italia di mezzo.
Gli spostamenti più consistenti si riscontrano dall’Umbria verso la Toscana, che nell’anno scolastico 2010-2011 ha visto arrivare 1097 studenti umbri mentre, al contrario, l’Umbria  ha ospitato solo 253 studenti toscani.
Decisamente inferiore la mobilità da e per le Marche: (78 in uscita, 109 in entrata), mentre l’Umbria si dimostra abbastanza attrattiva per gli studenti laziali (682 in entrata, 135 in uscita). 

condividi su: