Scelgono invece percorsi di istruzione tecnica superiore il 30 per cento dei ragazzi umbri (Perugia 2,8per cento, Terni 30,6per cento), di istruzione professionale il 18,8 per cento (Perugia 19,7per cento, Terni 15,2per cento).
“Questo dato – ha commentato la vicepresidente – è in controtendenza con le indicazioni europee che invece vorrebbero una maggiore percentuale di iscritti in percorsi di istruzione tecnica e professionale, un divario che ci distingue anche rispetto agli altri paesi dell’ Unione Europea”.
Relativamente alla diversità di scelte tra ragazzi e ragazze, i dati evidenziano che le ragazze sono più orientate verso l’istruzione liceale (circa il 60per cento in entrambe le province), mentre i maschi sono più attratti da una formazione tecnica (oltre il 60per cento a Perugia e Terni) o professionale.
Inoltre dai numeri dell’anagrafe emerge una situazione preoccupante per gli alunni che si iscrivono agli istituti professionali con un 44,5 per cento degli studenti che si iscrivono al primo con un ritardo scolastico. Il dato aumenta negli anni successivi, fino al 48,1per cento del terzo anno, per poi diminuire al quarto anno (40,4per cento), con molta probabilità perchè acquisita la qualifica triennale i ragazzi provano a continuare, ma di fronte ad un esito negativo e ottemperato l’obbligo scolastico, lasciano il percorso di istruzione.
Decisamente diverso è invece il dato relativo ai licei e agli istituti tecnici dove alla fine del percorso di cinque anni gli studenti che hanno accumulato un ritardo scolastico sono rispettivamente il 10,9per cento e il 27per cento.
Vengono rimandati al primo anno di scuola superiore il 6,9 per cento degli studenti dei licei, il 18,4 dei professionali e il 15,3 dei tecnici
Per quanto riguarda la presenza di alunni stranieri nelle scuole superiori e la loro distribuzione nei diversi tipi di scuola, emerge con chiarezza che i ragazzi con cittadinanza non italiana, che nella Regione sono il 7,7per cento della popolazione scolastica delle scuole superiori di secondo grado, si orientano in massa negli istituti professionali (16,3per cento) e tecnica (9,1per cento).
Significativa anche la presenza i studenti laziali mentre la mobilità è passiva verso le altre regioni dell’Italia di mezzo.
Gli spostamenti più consistenti si riscontrano dall’Umbria verso la Toscana, che nell’anno scolastico 2010-2011 ha visto arrivare 1097 studenti umbri mentre, al contrario, l’Umbria ha ospitato solo 253 studenti toscani.
Decisamente inferiore la mobilità da e per le Marche: (78 in uscita, 109 in entrata), mentre l’Umbria si dimostra abbastanza attrattiva per gli studenti laziali (682 in entrata, 135 in uscita).









