Indagine del Nucleo della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como, 46  le persone indagate, sequestri per un valore complessivo pari a 26 milioni di euro
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Ci sono anche realtà umbre tra i 37 immobili ubicati in 6 province, 17 conti correnti, 6 depositi titoli, 4 cassette di sicurezza e 9 automezzi, per un valore complessivo pari a 26 milioni di euro che il Nucleo della Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como sta sequestrando a 46 persone indagate nell’ambito di una complessa indagine diretta dalla Procura della Repubblica di Busto Arsizio (Varese).
In caso di condanna, i beni verranno confiscati, ed acquisiti dall’erario.

Gli indagati sono accusati di far parte di un sodalizio dedito alla ormai ben nota frode fiscale internazionale denominata «carosello».
Le indagini, durate quasi 3 anni, hanno interessato anche Romania, Spagna, Austria, Francia e Germania, nonché la Repubblica di Panama, noto paradiso fiscale.
38 le società coinvolte nel sistema fraudolento con sede in Lombardia, Veneto, Puglia, Lazio, Campania, Umbria, Emilia Romagna, Piemonte e Abruzzo. Tra queste, ben 12 sono risultate evasori totali.

Società cartiere emettevano migliaia di fatture false relative a prodotti elettronici, acquistati senza IVA, in quanto provenienti da paesi dell’Unione Europea, e poi ceduti ad operatori nazionali, senza che venisse «ricaricata» l’imposta, come stabilito dalla legge.
Le cifre del sistema fraudolento sono importanti: sono state accertate un’evasione fiscale di oltre 300 milioni di euro, e l’emissione di fatture false per 184 milioni di euro.
Le indagini hanno inoltre permesso di accertare anche una truffa da 6 milioni di euro ai danni di varie banche e finanziarie, le quali concedevano crediti alle imprese coinvolte, sulla base di anticipi fatture emesse nei confronti di società inesistenti

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