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Due proposte, forse più probabili di tante altre, avanzate dal noto umorista satirico Michele Serra
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Il noto Michele Serra, su l’Espresso s’è divertito un po’ a fare le previsioni dell’attività del Governo Monti in questo nuovo anno.
Tra le tante abbiano scelto quelle sull’argomento pensionistico che sembrano prefigurare quella che è la tendenza di fondo dell’economia del capitale.

Per Serra i pensionati avranno di fronte due possibilità: tornare al lavoro o, sostanzialmente, optare per un suicidio assistito, perché gli “altri” mal sopportano di dover sostenere chi ha cessato il lavoro dopo che avrà esaurito i contributi versati nel corso dell’età lavorativa.

Scrive, infatti, Serra “La principale novità è la richiamata in servizio dei pensionati nati negli anni Venti e Trenta, che torneranno a servire la patria nei luoghi del loro ultimo impiego, ma con la qualifica di apprendista” per far risparmiare i datori di lavoro o, in alternativa, per stimolare la volontaria adesione alla seconda proposta.

Comunque visto che “il ritorno al lavoro di qualche milione di pensionati non basta a compensare il costante aumento dell’età media dei pensionati", è previsto, pertanto, un premio di mortalità, indirettamente proporzionale all’età del decesso.
"Morire entro i settant’anni consentirà al pensionato di usufruire di una buonuscita di almeno 50 mila euro,
con forte incremento delle spese per le esequie e ricaduta positiva sul settore delle pompe funebri.
I più fortunati – coloro che moriranno entro il primo anno di vita pensionistica – avranno anche una medaglia d’oro alla memoria.”

A commento si può dire che Serra appare troppo pessimista: di questo passo i pensionati non ci saranno più, si consumeranno come candele sul luogo di lavoro ed i pochi che sopravvivranno, quando gli daranno la pensione avranno un’età che darà finalmente all’Italia un record, altro che i 70 anni, che farà morire d’invida la Merkel e Sarkosy.

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