30 gennaio 2012
Primieri e l’Imu

Se l’introduzione della tracciabilità dei pagamenti privati per fronteggiare l’evasione fiscale introdotta dalla manovra “salva Italia” potrebbe apparire giustificata, allo stesso modo la stessa manovra avrebbe dovuto prevedere la tracciabilità dei tributi che vengono pagati allo Stato. Ritengo sia un reato anche sperperare il denaro pubblico che entra con le imposte, mentre è ingiusto non prevedere azioni di controllo da parte dei cittadini. Purtroppo, però, questo non sembra ancora chiaro e quindi si è pensato addirittura a chiamare IMU (imposta municipale unica) un’imposta che porta quasi niente nelle casse dei Comuni ma riserva la fetta più importante allo Stato. Infatti, la manovra riserva allo Stato metà del gettito dell’imposta municipale sulle seconde case ed i Comuni perdono anche le entrate previste dall’estensione sulle prime case. Basti considerare che la manovra prevede un taglio al fondo di riequilibrio previsto per i Comuni per quasi 1,5 miliardi e la riduzione per altri 3 miliardi. L’imposta si chiamerà pure municipale, ma ai Comuni non entra niente. E tutto ciò alla faccia del federalismo fiscale e della democrazia, dal momento che ancora una volta i cittadini non potranno verificare se i soldi sono investiti bene o male dai loro amministratori locali e, di conseguenza, approvare o condannare con il voto l’operato degli stessi. Ma non sarebbe logico prevedere un’imposta statale ed un’imposta comunale, facendo chiarezza una volta per tutte sulle entrate e sulle uscite che ogni organismo dello Stato incamera ed impiega? Purtroppo, tutto ciò che è palese in un paese democratico e federale, da noi ancora non è stato nemmeno affrontato. In pratica i Comuni mettono la faccia e raddoppiano le imposte agli occhi dei cittadini e lo Stato incamera senza rendere conto. D’altra parte, ancora ci ritroviamo un parlamento con quasi 1000 deputati, un bicameralismo perfetto, 20 Stati-Regione, una legge elettorale iniqua e, nonostante tutto ciò,  qualcuno pensa di uscire dalla crisi e “salvare l’Italia”. Spero che questa distorsione venga quanto prima sanata e che su questo facciano sentire la voce dei cittadini i Sindaci e gli amministratori locali.
Moreno Primieri vice Sindaco Todi 

30 gennaio 2012
Il ponte di ferro di pian di San Martino

Il 18.4-2011 così scrivevo
"Rassegnazione e indignazione, questi in sintesi i sentimenti dei cittadini di Pian di San Martino quando pensano al vecchio ponte di ferro che oltrepassa il Tevere. La storia è vecchia, ma ultimamente si è arricchita di nuovi sviluppi in quanto, dopo anni di cantieri avviati con tanto di cartelli, ma regolarmente abbandonati e sempre con motivazioni diverse, in un giorno di festa con tanto di palchetto, portato appositamente per sparare più in alto, ci è stato detto dal Sindaco Ruggiano che finalmente i lavori erano stati rifinanziati con 400.000,00 Euro. Correva il mese di giugno 2010 e la gente ovviamente pensò che finalmente era la volta buona, ma ad oggi ancora nulla: niente cartelli, niente cantiere, niente nuove strombazzate, niente notizie.
Il Vice Sindaco Moreno Primieri scrisse in un articolo per la presentazione dei sentieri nell’ambito del progetto “circuiti del paesaggio”: “Oltrepassando il ponte in ferro sul Tevere, un’opera di archeologia industriale in corso di restauro…”Ma quale oltrepassare? Ma quale restauro??? Piuttosto: dove sono finiti i finanziamenti, dove sono finiti i soldi per il nostro ponte? E’ possibile che non si possa in qualche modo mettere a norma un ponte che è unico nella sua forma, ma che sopratutto a noi cittadini di Pian di San Martino serve come comunicazione pedonale e ciclabile con Ponterio, visto la pericolosità nel percorrere l’unica via transitabile oggi? Morale: il ponte di ferro sul Tevere è diventato come il ponte sullo Stretto, si annunciano continuamente i lavori, ma l’opera non parte!".
Oggi posso dire che non solo l’opera non parte , ma è stata abbandonata.
Con la decisione della Giunta Comunale del 22 dicembre scorso, Ruggiano ha decretato il de profundis per il progetto di risanamento e restauro conservativo del Ponte in acciaio di Pian di San Martino.
La domanda sorge spontanea: Che destino avrà il Ponte?
Sarà  destinato a finire in qualche deposito di ferri vecchi? Si aspetterà che crolli da solo nel Tevere? Che fine faranno i 250.000,00 finalizzati dal comune al progetto avviato nel 2007? Intanto si perdono 350.000,00 erogati dalla Regione nel 2007.
Perché dopo le verifiche dello stato delle funi di sostegno, verifiche possibili solo dopo l’istallazione del cantiere considerando la particolarità del manufatto, questa amministrazione non ha dato corso all’approvazione della variante al progetto che al tempo costava solo 180.000 euro?
E perché oggi , nella delibera del 22 dicembre, non sono riportati i costi della nuova variante al progetto?
Perché si  sono  attesi 4 anni per assumere decisioni e dopo che i costi erano notevolmente lievitati?
E adesso che intende fare di concreto il Comune?
Forse gli abitanti di Ponterio e Pian di Martino non meritano questo investimento, essenziale invece per  la nostra qualità della vita?
Domande alle quali questa amministrazione non può rispondere con le chiacchiere, ma con atti precisi.
Noi ci adopereremo perché la Regione mantenga il finanziamento per questa opera, ma soprattutto perché la nuova amministrazione che eleggeremo a maggio, si occupi seriamente del problema.
Marco Pepi Coordinamento Partito Democratico circolo Ponterio-Pian di Porto-Pian di San Martino


27 gennaio 2012
Progetti di rinascita per Todi

La prossima tornata amministrativa è importante fondamentalmente perchè ci pone, noi tutti cittadini di Todi, di fronte a un dilemma storico: alzare bandiera bianca rispetto all’atmosfera di progressivo decadimento della città o darsi da fare per un progetto di rinascita. Ovviamente per quanto mi riguarda, la risposta  che dobbiamo dare è la seconda. Allora bisogna impegnarsi in questo periodo che ci separa dalle urne e studiare, ascoltare, produrre idee e progetti fattibili, indicando esigenze, obiettivi ma anche tempi di esecuzione e risorse da poter utilizzare. Serve la volontà di proporre punti di vista ma al contempo con molta umiltà.
Consideriamo ad esempio il problema complesso della fruibilità del centro storico: noi pensiamo che sia aggredibile con progetti a breve termine e progetti a lungo termine ma, prima di illustrarli mi si consenta di fare una  riflessione riguardo al progetto del Parcheggio del “Mercataccio”. Mi pare ormai che ci sia un parere condiviso dalla maggioranza di noi Tuderti, cioè che fondamentalmente non ce ne è alcun bisogno, perchè è un’ opera dai costi proibitivi,  che incasinerà chissà per quanto tempo il centro e porterà a circa 100 posti auto (quelli esistenti ora sono 90 quindi SOLTANTO 10 posti auto in più). Inoltre, essendo ormai assodato che appena si scava sul colle i lavori si bloccano subito al primo reperto archeologico ritrovato, immaginate voi quale dilatazione dei tempi di esecuzione, quanti disagi ulteriori si verrebbero a creare nel nostro centro storico a fronte di un parcheggio, ripeto, completamente INUTILE.  Detto questo torniamo ai progetti:
– Progetto a breve termine: prevederebbe il raddoppio della linea A, cioè quella che passa per il centro storico e scende una volta per il Corso e un’altra per Borgo, in maniera che ci sia una corsa ogni 7 minuti invece che ogni 20 minuti; inoltre la presenza di una navetta lungo il percorso Consolazione-Piazza nei giorni festivi in cui si registra una maggiore affluenza turistica. Per fare ciò occorre prima valutare il numero dei trasportati delle attuali linee, il numero dei km percorsi, verificare il rapporto costi-benefici, eventualmente proporre modifiche alle linee complessive in modo da reperire tutte o parte delle risorse necessarie per il nuovo servizio. A questo punto si dovrebbe mettere mano ad un nuovo piano urbano del traffico in modo da disciplinare con dati alla mano il traffico, la sosta, gli orari della ztl. Un progetto serio, poi, non può prescindere da una valutazione, entro un tempo ragionevole, dei risultati ottenuti e, se del caso, nell’ effettuare correzioni o aggiustamenti. Sui trasporti un’attenzione particolare andrebbe anche alla corsa Todi-ospedale di Pantalla, infatti qui si dovrebbe pagare come un percorso urbano e non di più, come accade oggi.
– Progetto a lungo termine: esso riguarda l’esigenza di far fluire in centro storico cittadini e turisti in maniera comoda e veloce. Non si tratta di un sogno ma di un idea realizzabile concretamente, sempre che si abbia serietà nell’impegno, continuità amministrativa e volontà politica che finora sono mancate. Mi riferisco alla annosa questione del parcheggio comunemente chiamato dell’Ex-area Simoncino. La questione, se affrontata seriamente, potrebbe condurre ad un parcheggio di 200 posti auto. La costruzione di esso porterebbe perciò ad un incremento notevole dei posti senza congestionare spazio alcuno del centro.
Colgo anche l’occasione per segnalare lo stato di degrado in cui versa il parcheggio della funicolare: l’erba del terreno circostante è alta e  le condizioni dei bagni sono a dir poco pietose. Una riflessione sorge spontanea: dato che i pulmann dei turisti arrivano tutti in questo parcheggio, che biglietto da visita presentiamo della nostra città?
Andrea Vannini – ECODEM

25 gennaio 2012
Il segretario del PD, Maria RIta Bosi, precisa e replica

A seguito del “putiferio” scatenato dai miei interventi sulla politica del sociale di questa Amministrazione mi ritengo costretta a rispondere in maniera umile, schietta e decisa.
Innanzitutto vorrei replicare alla Dottoressa Maravalle che è la stampa che ha titolato “Alunno disabile senza sostegno” per attirare attenzione, travisando il mio intervento. Rileggendo attentamente l’articolo si può notare che non vi è nessun attacco alla scuola o a chi la dirige ma alle istituzioni locali.
Infatti ho detto che la scuola non copre tutte le 29 ore settimanali di presenza del bambino, ma che il sostegno assegnato al bambino è completo. Le restanti ore, però, non vengono più coperte dall’operatore sociale del comune e i genitori prelevano il bambino dalla scuola poiché non avrebbe un’assistenza individuale come necessario. Non smentisco, ma ribadisco integralmente il contenuto dell’articolo ed è mia abitudine quando scrivo documentarmi cercando tutte le informazioni del caso.
All’assessore signor Menghini vorrei invece controbattere che la sua acredine nei miei confronti è del tutto ingiustificata o può essere razionalmente giustificata se lei si sente in colpa. La sottoscritta ha semplicemente esposto le serie difficoltà di una famiglia locale che spero sia l’unica in queste condizioni (anche se non credo) e in tutto ciò non ho detto alcun strafalcione.
Colgo però dal suo argomentare una grande verità: io non ho la sua esperienza politica, ma nella mia inesperienza non mi sarei mai permessa di replicare a un consigliere comunale del partito a me opposto con tanta arroganza! Ho per caso colto nel segno?
Infine si ricordi bene che non mi sono mai sognata di utilizzare un bambino diversamente abile per visibilità politica: innanzitutto non mi interessa avere visibilità politica e poi nella mia invisibilità politica, quando mi sono
candidata per la prima volta alle elezioni comunali ho ricevuto più consensi di lei che è tanto conosciuto ed esperto politicamente. Comunque dal suo articolo, tolte le accuse nei miei confronti, non emerge alcuna proposta per la soluzione del caso. E’ questa, conoscendo la situazione familiare, la cosa che più mi avvilisce: alle belle parole non seguono i fatti.
Il segretario comunale del PD Maria Rita Bosi

25 gennaio 2012
Todi: l’assessore Nazzareno Menghini risponde alla consigliera Bosi

Avevo sperato che la nomina del nuovo segretario del PD tuderte avesse contribuito a dare un’immagine diversa del modo di fare politica. In questi pochi giorni di esternazioni a tutto campo della signora Bosi, ci siamo purtroppo dovuti immediatamente ricredere. Tutta presa dal proprio ruolo, la signora Bosi si è prodotta in due settimane di esternazioni e strafalcioni che raramente avevano avuto precedenti. Di fronte a tale sconclusionato argomentare, abbiamo preferito sempre tacere, perché infierire su simili comportamenti avrebbe soltanto rimarcato l’inesperienza e la faciloneria della sopranominata signora. L’ultimo intervento, tuttavia, che ha visto protagonista il segretario del PD, non può essere sottaciuto. Utilizzare, per altro a sproposito, i bambini in difficoltà per una misera e squallida visibilità politica è cosa che non può passare sotto silenzio. Bene ha fatto la Direzione Didattica a chiarire i reali termini della questione e l’impegno con il quale le Istituzioni si dedicano al servizio dei più bisognosi. Noi, come Amministrazione Comunale di Todi, lontani dalle polemiche e vicini alla gente, continueremo a lavorare per i nostri cittadini. Chi ha bisogno di questi poveri mezzi per acquisire visibilità, non merita alcuna risposta”.
Nazzareno Menghini – assessore alle politiche sociali e scolastiche del Comune di Todi

20 gennaio 2012
La realtà delle famiglie tuderti con figli diversamente abili

In seguito al mio recente intervento in risposta alla relazione del Sindaco sulle politiche sociali, scolastiche e sportive, ho ricevuto la segnalazione di  un interessato cittadino.
Costui, disperato, mi ha confermato che per ciò che riguarda suo figlio minorenne diversamente abile, la situazione da me descritta  è più che mai vera.
Il bambino in questione non usufruisce, infatti, del sostegno scolastico per tutte le ore delle lezioni perché la scuola non ha i fondi necessari.
Sempre a scuola non usufruisce più, diversamente da prima, delle ore dell’operatore sociale del Comune poiché gli è stato detto che non si riesce a coprire le ore di tutti i bambini che ne avrebbero bisogno.
Neanche a casa l’operatore sociale del Comune offre il servizio, perché non ci sono fondi per tali spese.
Non può usufruire, se non a proprio carico, di progetti specifici per i bambini diversamente abili come ad esempio il progetto “Fuori dal guscio”  (servizio di piscina) perché i servizi sociali gli hanno messo a disposizione poco più di 200 euro a fronte di 800 euro di costo del corso.
Tutte le terapie necessarie al bambino sono a carico della famiglia (nello specifico € 2.000 mensili certificati)…….
Questa è la realtà che le famiglie tuderti con figli diversamente abili devono sopportare.
Maria Rita Bosi coordinatore comunale PD
 


18 gennaio 2012
San Venanzo: i consiglieri che ci sono ma non si vedono

Signor Sindaco, nell’anno 2011, il Consiglio Comunale si è riunito per 10 sedute. I consiglieri Settembre e Longaroni sono risultati assenti rispettivamente 7 e 6 volte, che equivalgono al 70% e 60% di non partecipazione alle decisioni amministrative.
Questo risulta essere già di per sé un dato poco qualificante rispetto alle responsabilità civiche, ma la loro lontananza dagli scranni amministrativi da cosa deriva?
–  Non hanno la massima fiducia nel Suo operato?
–  Non sono d’accordo con il Suo amministrare?
Se la ragione fosse nel fatto che risiedono lontani dal comune di San Venanzo sono colpevoli della scelta fatta a suo tempo perché consapevoli del lavoro che avrebbero dovuto svolgere.
COME AL SOLITO LEI NON RISPONDERA’
Questa informazione servirà ai cittadini per farsi un’idea del Suo amministrare vetero-comunista nel quale uno decide e gli altri eseguono (in questo caso votano).
I cittadini sappiano , inoltre, che soltanto con LA COLLABORAZIONE FATTIVA DELLA MINORANZA
i Consigli Comunali dell’8 giugno e del 9 novembre hanno raggiunto il numero legale.
Coordinamento Comunale Il Popolo della Libertà San Venanzo

14 gennaio 2012
Centrale a Biomasse, no grazie, perchè……

Il circolo di Bastia Umbra di Sinistra Critica esprime la più totale contrarietà alla costruzione dell’impianto a biomasse a Costano il cui progetto è stato presentato dall’Amministrazione Comunale di Bastia U..
Il nostro dissenso nasce da una molteplicità di ragioni che non sono di pregiudizio politico rispetto alla giunta di centrodestra (infatti uguale posizione abbiamo a Spoleto od in altre località governate dal centrosinistra così come l’opposizione dei cittadini è ovunque trasversale), ma da considerazioni pratiche e scientifiche a cominciare, in primis, dalla domanda: a chi e a che cosa serve?.
La risposta è facile: non serve ai cittadini di Costano, cioè alla collettività che viene invece danneggiata da tale scelta, ma favorisce solo gli interessi dell’impresa privata che lo fa e lo gestirà.
Infatti non ha significativi vantaggi occupazionali (solo 2 persone fisse previste) a danno delle attività agrituristiche limitrofe e dell’agricoltura sulla stessa area e dintorni.
E’ posto su un territorio particolare ricco di acque con il rischio di inquinamento già verificatosi a Costano, in varie aree, per l’attività suinicola preesistente che ha già fatto pagare al paese un prezzo elevatissimo bloccandone per anni lo sviluppo per mantenere gli interessi economici di pochi.
L’attività della centrale elettrica a biomasse richiederà un consistente traffico di autotreni per trasportare le 15.000 tonnellate di materiale (mais, sorgo e triticale) con problemi seri e danneggiamento delle strade con spese che ricadono sulla comunità umbra mentre i guadagni vanno fuori.
Inoltre non ci sono garanzie sull’utilizzo anche di altre sostanze derivate dalla zootecnia e soprattutto odori nocivi e rumore e la popolazione locale da questo punto di vista ha già dato.
Per tutto questo Sinistra Critica non è convinta delle rassicurazioni dell’Amministrazione Comunale di Bastia U. che ha portato in gita alcuni consiglieri comunali a vedere un simile impianto a Cremona appena costruito ed in un periodo diverso da quello in cui i cattivi odori si manifestano, ma anzi ritiene grave l’assenza di partecipazione pubblica per simili scelte che riguardano direttamente tutta la popolazione e la mancanza di parere di organi istituzionali importanti per la formulazione della decisione.
Saremo a fianco dei cittadini per evitare questo scempio.
SINISTRA CRITICA CIRCOLO DI BASTIA UMBRA

12 gennaio 2012
Dateci l’Adsl

Sono oramai anni che la popolazione di Fratta Todina lamenta la mancanza della rete internet a banda larga , strumento sempre più indispensabile a scopo informativo-didattico per le famiglie, le scuole, le imprese e la pubblica amministrazione. Tale mancanza limita anche la concreta operatività delle imprese presenti nel territorio e ne ostacola l’insediamento di nuove, con evidenti ripercussioni quindi in termini di competitività, crescita sociale, culturale ed economica. In base a uno specifico piano per il superamento del “digital divide”, oramai da due anni Infratel Italia ha terminato la posa nel nostro territorio comunale delle fibre ottiche, approntando quindi le infrastrutture necessarie per abilitare l’accesso alla rete Adsl. Da allora però nulla più è stato fatto per dare piena attivazione al servizio. Proprio nella consapevolezza e nel rispetto del lavoro svolto e delle risorse investite per la predisposizione della banda larga , con specifica mozione richiedo al Sindaco e all’Amministrazione Comunale di attivarsi per compiere i passaggi restanti per garantire l’attivazione effettiva della rete internet Adsl, in maniera tale da erogare alla popolazione i servizi di comunicazione elettronica veloce e potenziare così lo sviluppo del territorio.
Cinzia Moriconi-consigliere comunale Fratta Todina

11 gennaio 2012
Le rotonde di Cappuccini:  il Comitato suggerisce migliorie

Sono finite le feste e il Comitato ricomincia la sua attività di tutela del territorio tuderte.
L’annoso problema della viabilità a Cappuccini pare che, in parte, sia in via di risoluzione con la modifica della viabilità sulla Via Tiberina all’incrocio con Via I° maggio e Via Angelo Cortesi.
I colori hanno sicuramente attratto l’attenzione dei cittadini e ci sta bene! Avrà questo contributo ad aumentare l’affluenza turistica a Todi?! Purtroppo però la segnaletica (sia orizzontale che verticale) non ha potuto svolgere la stessa funzione perché manca del tutto. Questo potrebbe creare una situazione di pericolo, se non si intervenisse subito.
Ora che la sperimentazione è finita, riteniamo che il risultato sia abbastanza positivo ai fini dello snellimento del traffico. Per evitare incidenti, però, sarebbe il caso di regolamentare definitivamente il tutto. Ci permettiamo poi di segnalare un problema: gli automezzi pesanti che provengono da Ponte Naia percorrendo Viale I° maggio, con destinazione Collevalenza, Massa Martana, ecc., non possono girare a destra e  sono costretti a effettuare la rotonda  e andare in direzione Ponte Rio alla ricerca di un punto dove poter girare. Non hanno infatti lo spazio sufficiente per effettuare questa manovra e hanno il divieto di svolta a destra e l’obbligo di andare diritti. Ciò crea disagio non solo agli automobilisti di questi mezzi, ma anche alla popolazione che deve sopportare un traffico e un inquinamento maggiori. Per ovviare a questo problema è essenziale allora allargare la strada, visto che la possibilità di farlo esiste.
Siamo in attesa di una rapida risoluzione dei problemi che abbiamo segnalato. Con l’occasione auguriamo a tutti buon anno, sperando che si continui  nella sistemazione della viabilità del Quartiere Europa.
Antonio Padovani – Presidente del Comitato per il Verde di Cappuccini

11 gennaio 2012
La Cisl sul "cambio turno" in ospedale

In merito alle problematiche inerenti alla flessibilità oraria degli operatori sanitari in entrata e in uscita per la vestizione all’interno delle strutture sanitarie, i segretari generali regionali Cisl Funzione Pubblica, Ubaldo Pascolini, e Cisl Medici, dott. Giuseppe Giordano, hanno chiesto un incontro urgente con l’assessore regionale e il direttore generale alla sanità al fine di definire la questione all’interno di un accordo tra le parti che possa disciplinare la materia per il presente e il futuro. Tutto questo per evitare il proliferare di una conflittualità anche giudiziaria che rischia inevitabilmente di deteriorare i rapporti tra aziende ed operatori e per determinare in positivo rapporti di maggiore correttezza e fiducia, anche al fine di una programmazione concordata delle possibili soluzioni. Quantificando infatti l’eventuale recupero e/o l’eventuale costo aggiuntivo complessivamente, si assommerebbero circa 11 giorni l’anno.
 La Cisl comunque al fine di prevenire e tutelare la salute degli operatori e degli utenti, ritiene che sia utile e necessario disciplinare tale problematica e, quindi, rimane a disposizione di tutti coloro che vogliono produrre istanza per l’eventuale riconoscimento del diritto.
La Cisl, in relazione ai criteri emersi nella giurisprudenza per il conteggio del tempo di vestizione come orario di lavoro, ha opportunamente e prontamente sottolineato che le situazioni lavorative non sono tutte uguali, infatti per il personale infermieristico turnante, in moltissime aziende sanitarie pubbliche e private, si è sempre tenuto conto sia del cambio divisa, sia del tempo della trasmissione consegne. Quindi, le situazioni possono essere molto diverse da azienda ad azienda, magari da presidio a presidio o da servizio a servizio. Solamente chi opera e chi fa attività sindacale all’interno di strutture sanitarie può conoscere meglio le specifiche situazioni sulla problematica. Quindi, senza inutili strumentalizzazioni, il problema deve essere collocato nella giusta prospettiva, valutando la situazione perché la risposta non è sempre standardizzabile, ma dipende dalla situazione concreta nella quale il lavoratore si trova ad operare nella struttura sanitaria pubblica o privata. Pertanto, al fine di evitare il nascere di sterili contenziosi, anche in altre regioni sono stati sottoscritti accordi aziendali che hanno regolamentato la materia. Questa, a nostro avviso, è da considerare una corretta modalità per dare una equa soluzione e risposte esaustive ai lavoratori che devono usufruire del computo del tempo di vestizione in orario di servizio.
Il segretario generale regionale Cisl Funzione Pubblica – Ubaldo Pascolini
Il segretario generale regionale Cisl Medici – dottor Giuseppe Giordano
 



10 gennaio 2012

Todi. un’interrogazione sugli Affitti passivi ed un’o.d.g. sull’IRPEF
Interrogazione
I sottoscritti consiglieri comunali presentano la seguente interrogazione a risposta scritta e orale.
PREMESSO
che in più di un’occasione il Sindaco e altri esponenti dell’Amministrazione hanno fatto riferimento all’azzeramento dei fitti passivi per locali privati adibiti a pubblici uffici comunali;
VERIFICATO
che di queste affermazioni non si trova riscontro negli atti amministrativi;
VERIFICATO
inoltre che questa Amministrazione comunale ha rinnovato nel 2009 il contratto di affitto per altri sei anni per i locali di via dello Zodiaco, ove erano ospitati alcuni uffici comunali in attesa della conclusione dei lavori di ristrutturazione dei locali di Piazza di Marte ;
RILEVATO
che dalla lettura dell’atto dirigenziale n. 1179 del 30/11/2011 si evidenzia un esborso di una notevole somma per il pagamento dell’affitto dell’immobile di Via dello Zodiaco precedentemente occupato da vari uffici comunali e formalmente libero dal 30/06/2011 a seguito del trasferimento degli uffici in Piazza di Marte e in altre strutture comunali;
CONSIDERATO
che la somma in questione pagata per un edificio nel quale non sono più presenti gli uffici comunali ammonta ad euro 50.822,36 per l’anno in corso e ad euro 38.000.,00 per i primi sei del 2012 per un totale complessivo di euro 89.000,00 circa;
CONSIDERATO
altresì che detta somma è alquanto notevole se rapportata soprattutto al fatto che si tratta di un edificio vuoto, escluso un piccolo locale adibito ad archivio,
i sottoscritti consiglieri comunali interrogano la S.V. per sapere:
1) perché il Comune continua a pagare l’affitto per locali lasciati liberi il 30/06/2011;
2) le dimensioni del locale che ospita l’archivio;
3) le ragioni per le quali non si è proceduto alla riduzione del canone proporzionalmente alla riduzione degli spazi occupati;
4) la data entro la quale sarà possibile il trasferimento dell’archivio;
5) se non si consideri la somma sborsata uno spreco di denaro pubblico.
Per il gruppo consiliare del Partito Democratico Il capogruppo Romina Perni
Proposta O.d.g
I sottoscritti consiglieri comunali presentano il seguente ordine del giorno.
VISTO
il D. Lgs. n. 360/1998;
VISTO
l’art. 1, comma 142, della legge 27/12/2006, n. 296, riguardante le aliquote applicabili di compartecipazione dell’addizionale comunale I.R.P.E.F.;
VISTA
la deliberazione di C.C. del Comune di Todi del 31/05/2011, con la quale è stata disposta la conferma per l’anno 2011 dell’aliquota dell’Addizionale Comunale sul reddito delle persone fisiche – IRPEF vigente nell’anno 2010 come approvata con deliberazione di C.C. n. 36 del 22 aprile 2010 e pari a 0,4 (zero virgola quattro) punti percentuali;
VISTO
l’art. 1, comma 11, del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, nella legge 14 settembre 2011, n. 148, il quale dispone che, con riferimento all’addizionale comunale all’I.R.P.E.F., a decorrere dall’anno 2012 non si applica la sospensione di cui all’art. 1, comma 7, del decreto legge 27 maggio 2008, n. 93, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 luglio 2008, n. 126, confermata poi dall’articolo 1, comma 123, della legge 13 dicembre 2010, n. 220 e che, quindi, i Comuni possono stabilire aliquote dell’addizionale comunale all’I.R.P.E.F. differenziate esclusivamente in relazione agli scaglioni di reddito corrispondenti a quelli stabiliti dalla legge statale;
CONSIDERATO
che, ai sensi del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, l’imposta sul reddito delle persone fisiche è determinata applicando al reddito complessivo le aliquote per i vigenti scaglioni di reddito come di seguito riportato:
a) fino a 15.000 euro, 23 per cento;
b) oltre 15.000 euro e fino a 28.000 euro , 27 per cento;
c) oltre 28.000 euro e fino a 55.000 euro, 38 per cento;
d) oltre 55.000 euro e fino a 75.000 euro, 41 per cento;
e) oltre 75.000 euro, 43 per cento;
e che tali sono pertanto gli scaglioni di reddito stabiliti dalla legge statale;
RILEVATA
la necessità, così come espresso nell’articolo 1, comma 11, del D.L. n. 138/2011, di «assicurare la razionalità del sistema tributario nel suo complesso e la salvaguardia dei criteri di progressività»;
CONSIDERATO
altresì che rimane valido  il comma3-bis dell’articolo 1 del D. Lgs. N. 360/1998, con cui si ha la possibilità di istituire una soglia di esenzione con le seguenti precisazioni: – può essere stabilita unicamente in ragione del possesso di specifici requisiti reddituali; – deve essere intesa come limite di reddito al di sotto del quale l’addizionale comunale all’Irpef non è dovuta e, nel caso di superamento del suddetto limite, la stessa si applica al reddito complessivo;
il Consiglio comunale di Todi impegna il Sindaco e la Giunta, in vista della predisposizione degli atti relativi al bilancio di previsione 2012, a dotare il Comune di Todi di un Regolamento per l’applicazione dell’aliquota di compartecipazione dell’addizionale comunale I.R.P.E.F., a decorrenza dall’anno 2012, in cui sia contemplata una variazione e una modulazione in base alle aliquote differenziate per gli scaglioni di reddito stabiliti dalla legge statale, oltre che l’individuazione di soglie di esenzione così come stabilito dalla legge.
Tale ipotesi di regolamento dovrà raccogliere i pareri favorevoli di regolarità tecnica e contabile e della I° commissione consiliare e dovrà essere partecipato con la Conferenza dei capigruppo.
Per il gruppo consiliare del Partito Democratico Il capogruppo Romina Perni
        
 

9 gennaio 2012

Il labirinto dei rimborsi IRPEF
L’Agenzia delle Entrate ha ultimamente inviato ai contribuenti che ne avevano diritto, il rimborso Irpef relativo al periodo d’imposta 2009. Non a tutti però sono stati riconosciuti gli interessi di legge sul credito d’imposta risultante dalla dichiarazione dei redditi, come di regola dovrebbe avvenire.
Al danno si è aggiunta poi la beffa, perché per ottenere chiarimenti dall’Ufficio, telefonando al Centro di assistenza multicanale, come specificato nella lettera di accompagnamento del mandato di pagamento, è pressoché impossibile non solo a causa del farraginoso ed approssimativo meccanismo di risposta, non a tutti di facile comprensione, ma anche per le lunghe attese a cui si è sottoposti. 
Intanto è fondamentale chiedersi perché ad alcuni contribuenti non sono stati riconosciuti gli interessi dovuti; perché non è stato specificato il motivo di tale rilevante incompletezza, qualora esita una valida ragione contabile che la giustifichi; perché l’Agenzia delle Entrare non mette a disposizione un numero verde per l’assistenza ai contribuenti, essendo un servizio pubblico di essenziale importanza.
Risulta anche, oltre alla difficoltà d’inserimento nella comunicazione telefonica, che per poter parlare con l’incaricato, è stato chiesto di attendere in linea, fino allo smaltimento anche di trenta prenotazioni precedenti. Inverosimile la richiesta, insostenibile l’attesa e scoraggiante la spesa, ma anche un po’sospetta la vicenda, dal momento che, assurdo a dirsi, la telefonata è a tempo e completamente a carico del contribuente. 
Elio Andreucci 


7 gennaio 2012
Un Parlamento di azzeccacarbugli

Tutto il nostro impegno sulla "Sicurezza" diventa vano se il Parlamento Italiano non sarà fin dalle prossime elezioni completamento diverso. Sapevo giù in linea di massima la composizione di Camera dei Deputati e Senato, dominate dalle lobby.
Ma leggerlo su "Repubblica" lascia comunque senza parole: nelle Camere ci sono 133 avvocati, 90 giornalisti, 53 medici, 23 commercialisti, 20 ingegneri, 13 architetti, 4 farmacisti e 4 notai.
E’ un esercito di 340 lobbisti che condizionano il parlamento.
Praticamente più di un terzo delle Camere è in mano a queste categorie privilegiate che frenano qualsiasi riforma e difendono la loro condizione di privilegiati a scapito dei più deboli. Se poi ci aggiungiamo gli affaristi, i secessionisti e quelli che direttamente fanno politica si arriva ad avere una composizione del parlamento che di democratico non ha niente. 
Sono importantissimi i referendum che diano la possibilità ai cittadini di scegliere da chi vogliono essere rappresentati.
E il mondo del lavoro dipendente e dei pensionati quanti rappresentanti ha alle Camere? Si contano sulle dita di una mano, nonostante i lavoratori dipendenti e i pensionati siano la maggioranza degli italiani. Un vero scandalo che ha permesso in questi ultimi vent’anni d’impoverire drammaticamente le classi meno abbiente e ilmondo del lavoro.
E’ ora di farsi tornare a sentire dalla Politica, TANTI VOTI, LAVORATORI TANTI SUOI RAPPRESENTANTI IN PARLAMENTO. Cerchiamo fin da ora di farci sentire dalla politica e non deleghiamo più a nessuno la rappresentanza del mondo del lavoro. Con il web possiamo contattare milioni di persone in poco tempo. Cominciamo a farci sentire. Carlo
I lavoratori devono attrezzarsi in modo da votare solo rappresentanti in parlamento che vengano dal mondo del lavoro dipendente : TANTI VOTI TANTI RAPPRESENTANTI.
In questi anni è stata condotta una spietata lotta di classe contro il mondo del lavoro dipendente e i pensionati che ha coinvolto tutti i partiti di un parlamento pieno di affaristi, soubrette, funzionari, lobbisti di categorie privilegiate, secessionisti razzisti e inquisiti. Che legittimazione morale hanno, quando non fanno niente per le morti sul lavoro e poi legiferano contro una parte rilevante del paese che ha sempre fatto il suo dovere, ma che non è rappresentata in parlamento?
Carlo Soricelli – Osservatorio indipendente di Bologna sugli infortuni sul lavoro

6 gennaio 2012
Centri storici, macchine o turisti

Il centro storico può e deve essere totalmente pedonalizzato.
Due sono le ragioni per farlo :
1) Si asseconda così finalmente e senza compromessi la natura di Orvieto città d’arte.
Non è un punto di vista romantico è la condizione per non restare annientati dal mondo globalizzato giacchè la location è l’unica cosa che non si può delocalizzare ed è, visto che ne possediamo una bella e irripetibile ma purtroppo compromessa e resa illeggibile dal caos che regna tra le piazze e i vicoli, l’unico nostro vantaggio competitivo rispetto all’economia di Livorno piuttosto che quella di Singapore. Chi non lo capisce si sforzi di farlo.
2) Parcheggi e Funicolare faranno il pieno e così le entrate del bilancio comunale.
Solo un gruppo dirigente insipiente e galleggione, di destra o di sinistra che sia, può decidere di non decidere e di non prendere in considerazione una delle pochissime opportunità per salvare la città e progettare il suo futuro.
Ovviamente pedonalizzare non significa impedire ai residenti di raggiungere le proprie abitazioni, né ai trasporti di distribuire le merci o ai mezzi pubblici di svolgere il servizio, ma soltanto impedire tutto il resto.
Per favore governateci
Massimo Gnagnarini

5 gennaio 2012
Quel "dannato parcheggio" al Mercataccio …. e quello vuoto dietro lo Zodiaco(n.d.r.)

Egregio Signor Sindaco, quella sera a Villa Luisa c’ero anch’io insieme a tanti altri ad  ascoltare il Suo discorso con il quale comunicava ufficialmente la Sua ricandidatura alle prossime elezioni. Quel tono pacato, decisamente costruttivo e non polemico, dai contenuti concreti, ci aveva trasmesso una certa convinzione ed affidabilità, anche nei confronti delle Sue future linee programmatiche.
Non ci saremmo aspettati di certo che quei bei propositi venissero contaminati così presto e nemmeno che Lei potesse iniziare il nuovo anno, come abbiamo potuto leggere, ed anche la Sua campagna elettorale, rilanciando una simile minaccia.
Perdonerà  la franchezza, ma proprio di notizia minacciosa si tratta, per gran parte dei cittadini. Pensavamo che dopo un lungo silenzio, la “dannata” questione del parcheggio al Mercataccio fosse ormai superata, che finalmente si fosse addivenuti a più miti consigli, abbandonando quella paradossale ipotesi non condivisa da tutta o quasi la cittadinanza, un’incomprensibile ostinazione che non Le rende certo merito.
Lei sicuramente non ha bisogno del mio consiglio, ne sono certo, non mi aspetto nemmeno che lo prenda in considerazione, ma con tutto il rispetto che posso avere per la Sua persona ed il ruolo istituzionale, vorrei umilmente suggerirLe, come semplice cittadino, di ripensarci seriamente, ritorni sui Suoi passi prima che sia troppo tardi, scongiurando le gravi conseguenze che una simile decisione inevitabilmente potrebbe determinare nella nostra città.
E non solo a livello puramente tecnico esecutivo, come molti autorevoli pareri sostengono, ma anche sociale, cioè nei confronti della popolazione, assolutamente contraria, che non mancherà di dimostrare il suo severo disappunto.
Tutto questo può generare, oltre agli enormi disagi un clima di pericolosa contrapposizione(come se  mancassero le ragioni di risentimento a livello generale) che mina la serenità cittadina, in un momento economico così complesso, problematico, creando difficoltà e contrasti le cui conseguenze non sono da sottovalutare, per ottenere poi che cosa ed a quali costi?
Non dimentichi che abbiamo oltretutto un enorme contenzioso irrisolto con il depuratore, nell’altrettanto discusso sito di Porchiano, come può immaginare di aprirne un altro, già sapendo che sarà molto più difficile e complicato di quello.
Mi creda signor Sindaco, il mio commento lo sa bene che non è dettato da alcuno spirito di appartenenza, non ho mai militato in nessun partito politico, Le parlo da libero cittadino che ha a cuore le sorti della propria città, come spesso anche Lei sostiene, ma onestamente non mi sembra questo il modo migliore.
La inviterei rispettosamente a prendere in considerazioni altre alternative e Lei lo sa bene che ci sono, per il Suo e nostro vantaggio, non rischi di trasformare la nostra, spero anche  Sua  “Città più bella del mondo” in un precario cantiere a cielo aperto, deturpando le sue bellezze naturali, la sua originalità ed unicità. Tutti vogliamo che rimanga così com’è, senza inutili sacrilegi.  Cordiali saluti. 
Elio Andreucci 


5 gennaio 2012
Siamo su di una rotta sbagliata.

Che ci sia una forte divaricazione tra la politica ed i cittadini mi pare ormai fuori dubbio.
Alcuni sondaggi ,non molti per la verità, disponibili, ci dicono che il numero degli indecisi,degli incerti e dell’area del non voto rappresenta un’area molto ampia. Premetto che io voterò sicuramente perché non voglio rinunciare ad un mio diritto e perché non è sicuramente la soluzione migliore.. Non sono nemmeno uno strenuo difensore del sistema bipolare per il semplice motivo che : ha migliorato la governabilità ma non la qualità della politica. Anzi. Allora il punto vero è quello di iniziare ad interrogarsi sul perché di tale fenomeno. Certo che occorrono anche competenze specifiche, ma generalmente anche gli specialisti non sempre hanno colto nel segno. Io tento di darmi qualche spiegazione empirica. Ed allora inizio dicendo che: i risultati forniti dall’annuario dell’Istat "sulla condizione degli italiani" non lascia scampo a nessun ottimismo. C’ è solo da sperare che alcuni scenari siano nettamente errati e perciò vadano ad invertirsi. Certamente siamo su di una rotta sbagliata. Sfoglio qualche giornale e mi imbatto subito con raffiche di aumenti di ogni sorta.(tariffe,tasse aumenti di accise nuove e vecchie ecc.) Tra le vecchie e nuove è difficile anche capire cosa stia succedendo. Il dato certo è che il cittadino è sempre meno tutelato, sempre più solo e indifeso. Manca anche a livello locale a chi chiedere notizie solo per capire. Le varie authority,garanti ecc. non si capisce cosa facciano,oltre a difendere il proprio posto. Se si osserva il livello locale ugualmente diventa difficile capire alcune scelte. Ne cito due o tre senza alcuna vena polemica ma solo con la speranza che una riflessione generale si possa aprire. Leggo che Umbra acque avrebbe avanzato una richiesta di un aumento delle tariffe, assurdo e senza motivazioni. Non vedo reazioni significative. .Mi pare che si stia rimettendo in moto lo stesso percorso delle "cauzioni". Un po’ di strilli" da parte di tutti ma poi Umbra acque ha fatto quello che voleva. Leggo che la Provincia accortasi che le strade sono quasi tutte disastrate ha deciso di stanziare "800.000/.00€" appena sufficienti per riempire il 50% delle buche ;sulle strade più dissestate. Eppure alle Provincie è stato data la possibilità di un prelievo aggiuntivo del 3,5% sulle imposte che già gravano sulle Assicurazione delle auto?. E Perugia è stata tra le prime ad applicarla. La Regione ha deciso un prelievo aggiuntivo dello 0.05 sulla benzina per far fronte agli oneri necessari per la ricostruzione dei danni derivanti dal sisma che ha colpito alcune zone del Comune di Marsciano. Sul piano della solidarietà ,nulla da eccepire, ma sulle conseguenze forse valeva la pena discuterne. Nello stesso momento leggo che i dirigenti della Regione percepiranno un premio di risultato di ben 3,7 milioni di Euro.( Quattro volte superiore a quello che spenderà la Provincia per tutte le strade) Non so a quanti pochi sia destinato ,ma certamente un numero limitato che già sicuramente non soffre e non sente il peso della crisi . Leggo che il direttore generale dell’INPS intervistato sul regalo derivante dall’accorpamento degli Enti di Previdenza , che si lamenta perché l’INPS sembrerebbe non godere di ottima salute, perché diminuiscono le entrate a seguito della diminuizione dell’occupazione. ( Grande scoperta!! degna di un Nobel).
Ma l’intervista non termina qui. Intanto per i prossimi due anni e mezzo l’attuale Presidente sarà il Presidente del Super Inps. Leggo che il medesimo ricopre ben 24 incarichi in consigli di amministrazione di importanti Enti pubblici e privati. Con tutto il rispetto per la persona; ma possibile che sia necessario la sua presenza dappertutto? Ed i tagli ai privilegi a quando signor Presidente del Consiglio? E poi si vorrebbe criticare chi parla di anti-politica ? Io razionalmente non me la sento. Ma di continuare a combattere per una politica diversa, SI. Questa che ci stanno somministrando non mi pare sopportabile.
Ottavio Nulli Pero

4 gennaio 2012
Depuratore: chi è causa del suo mal…..

Vorrei, a consuntivo,  precisare la questione depuratore , distinguendo i fatti  dalle opinioni.
L’attuale  amministrazione  aveva ereditato, dalla precedente, la soluzione del problema.  Infatti con delibera consiliare del 5 ottobre 2006 era stato ubicato il sito e stabilito l’intervento. A quel punto  sarebbe stato sufficiente che il comune di Todi  e la nuova amministrazione non avessero modificato nulla ed oggi noi avremmo il depuratore in funzione e  il sindaco il merito di averlo realizzato.
Invece ,senza alcuna ragione apparente,  l’attuale amministrazione ha aperto il Vaso di Pandora  e ha cambiato ,in silenzio e senza dare alcuna informazione, anche quando è stata richiesta, l’ubicazione del sito, creando una forte incertezza oltre che sconcerto  per la procedura adottata  e malcontento per la scelta del luogo.
Todi  oggi si trova in difficoltà non già perché la Sovrintendenza, organo statale e sovrano,  compie il proprio dovere,  ma perché scelte inopportune e non condivise hanno portato a tutto questo.
Chi è causa del proprio danno non può lamentarsi  ora e , soprattutto, non deve parlare di “nemici” per il solo fatto che organi preposti alla tutela di interessi archeologici nazionali  non possono assecondare queste scelte sconsiderate.
Tra l’altro oltre al vincolo della Sovrintendenza  che impedisce la realizzazione del depuratore a Porchiano , vi sono  le innumerevoli  prescrizioni imposte per la realizzazione dell’opera  a  seguito delle numerosissime osservazioni degli organi preposti al rilascio della Via.
Come cittadino  ho sempre considerato una iattura l’ubicazione del depuratore a Porchiano ,  ma ben pronto ad accettarlo con civile rassegnazione, e ora  mi auguro che la soluzione sia trovata al più presto,  condivisa dal maggior numero di persone e tutte  ben informate  della situazione. 
Carlo Pirrami

1 gennaio 2012
Auguri e…. consigli

Goditi potere e bellezza della tua gioventù.
Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.
Quante possibilità avevi di fronte e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.
Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati, ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.
I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente.
Di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.
Fa’ una cosa, ogni giorno che sei spaventato.
Canta.
Non esser crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.
Lavati i denti.
Non perder tempo con l’invidia.
A volte sei in testa.
A volte resti indietro.
La corsa è lunga e alla fine è solo con te stesso.
Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente dimmi come si fa.
Conserva tutte le vecchie lettere d’amore, butta i vecchi estratti conto.
Rilassati.
Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco, a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.
Prendi molto calcio.
Sii gentile con le tue ginocchia, quando saranno partite ti mancheranno.
Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant’anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso, ma non rimproverarti neanche.
Le tue scelte sono scommesse.
Come quelle di chiunque altro.
Goditi il tuo corpo.
Usalo in tutti i modi che puoi.
Senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
È il più grande strumento che potrai mai avere.
Balla.
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.
Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza.
Ti faranno solo sentire orrendo.
Cerca di conoscere i tuoi genitori.
Non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli.
Sono il migliore legame con il passato e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.
Renditi conto che gli amici vanno e vengono.
Ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e di stili di vita, perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.
Vivi a “New York” per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in “California” per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.
Non fare pasticci coi capelli, se no quando avrai quarant’anni sembreranno di un ottantacinquenne.
Sii cauto nell’accettare consigli, ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia. Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio, ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte e riciclarlo per più di quel che valga.
Ma accetta il consiglio… per questa volta.
Tratto da “The Big Kahuna” -Andrea Castellani

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