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Il Tar Puglia, citando una sentenza del collegio di Perugia, ha condannato l'Anas a ripulire i margini della strada di sua proprietà, così come ordinato da un Sindaco; alla Provincia di Perugia al lavoro di Tavolo di concertazione che propone campagne di educazione degli utenti
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Tempo fa l’assessore provinciale di Perugia aveva sostenuto che alla Provincia, in quanto proprietaria di strade, compete rimuovere rifiuti solo quando questi costituiscono intralcio e/o pericolo alla circolazione.
In tutti gli altri casi la competenza sarebbe stata dei Comuni interessati.

La tesi sembra ora messa in dubbio da una sentenza del Tar Puglia del 9 febbraio scorso in una vertenza in cui era parte avversa, di un Comune, l’Anas.
Secondo questa sentenza la società statale che gestisce la rete stradale e autostradale italiana, ha l’obbligo di custodia e di vigilanza sui tratti di sua competenza e anche quello di occuparsi della loro manutenzione.
Ne deriva che ricade sotto la sua responsabilità, e non su quella dei comuni, anche la rimozione dei rifiuti eventualmente presenti sulle strade di sua competenza.

La vertenza riguardava un’area di proprietà Anas ai margini di una strada statale, invasa di rifiuti tra i quali è stata rilevata le presenza di Eternit, il pericoloso materiale isolante contenente amianto cancerogeno
Il sindaco di Monte Sant’Angelo aveva firmato l’ordinanza sindacale in cui s’intimava al direttore responsabile del compartimento Anas di Bari, in qualità di proprietario dell’area interessata, di sgombrarla e di bonificarla entro 60 giorni dalla notifica dell’atto.

Tra le altre contestazioni, con cui sosteneva che toccava proprio al comune rimuovere i rifiuti,  l’Anas aveva avanzato anche quella basata sul principio giurisprudenziale secondo il quale doveva essere dimostrata la sua corresponsabilità nel dolo consistente nell’abbandono dei rifiuti, ma il Tar ha rigettato anche questa tesi, sostenendo che il caso del proprietario che "adottando le normali cautele non ha potuto impedire l’altrui attività illecita" va distinto "da quello di un ente avente per oggetto sociale, e per dovere istituzionale, la custodia e la cura di una rete viaria".

Il Tar ha respinto tutte le eccezioni del ricorso della società, chiamando in causa anche una precedente sentenza del Tar dell’Umbria (la n° 352 del 1° giugno 2010) che ha sostenuto il "dovere di prevenzione attiva che si concretizza nella vigilanza sull’utilizzazione del bene".
Infine, un’altra argomentazione del giudici amministrativi è che va escluso che le lastre di Eternit abbandonate, in quanto rifiuto pericoloso in base all’art. 183, primo comma, lettera b e all’art. 184, quarto comma del decreto legislativo 156/2006 possano rientrare nella gestione dei rifiuti urbani o assimilati assoggettati a semplice recupero o smaltimento".

Intanto, sull’argomento, una campagna di educazione civica rivolta agli utenti della strada, è stata delineata attraverso il lavoro del Tavolo di Concertazione convocato nel corso di questa settimana nel Palazzo  Provinciale.
Tale campagna  dovrebbe essere estesa
all’intero territorio provinciale e finalizzata al rispetto dell’ambiente come prima azione e, poi, un progetto pilota da sperimentare nel comune di Perugia, anch’esso da estendere in seguito a tutta la provincia, per ripulire le strade con la collaborazione dei volontari supportati dalle Istituzioni. 

Un Tavolo gremito
che ha visto la presenza di sindaci e assessori di numerosissimi Comuni (Nocera Umbra, Bastia Umbra, Citerna, Marsciano, Umbertide, Passignano, Panicale, Perugia, Città della Pieve, Massa Martana, Castiglione del Lago), di consiglieri provinciali e rappresentanti dell’area viabilità dell’Ente, di rappresentanti della Regione Umbria, dell’Aci, dell’associazione Proarna e del Comitato Civitella d’Arna, di Anci Umbria, della Gesenu spa e di Gest srl. 
Dal Tavolo è emerso anche che sarebbe il comportamento ‘scorretto’ degli utenti della strada, che gettano rifiuti di ogni consistenza lungo le arterie stradali, la causa prima del  problema.                       
 

 

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