Il formaggio prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano è l'emblema della lotta a difesa dei genuini prodotti italiani, per la quale c'è stata una manifestazione davanti a Montecitorio
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Emblema del falso “Made in Italy” di Stato può considerarsi il “Pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano.
Pecorino che è stato esposto per la prima volta in piazza a Roma in occasione di una manifestazione a cui ha preso parte anche la Presidente della Regione Umbria che ha dichiarato: “Difendere il ‘Made in Italy’, sia per le nostre produzioni agroalimentari che tutti gli altri prodotti di pregio del nostro Paese, significa difendere il ‘marchio Italia’ e di conseguenza la nostra economia.
Per questo sono qui, a testimoniare la condivisione della..iniziativa da parte della Regione Umbria".

In Piazza Montecitorio, alla manifestazione organizzata dalla Coldiretti per la difesa delle produzioni italiane dalle continue contraffazioni, ha preso parte anche una delegazione umbra della Coldiretti stessa.
La presidente Marini ha sottolineato come la Regione Umbria abbia formalmente condiviso le ragioni delle proteste della Coldiretti e come, attraverso l’operato dell’assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, abbia sostenuto all’interno della Conferenza delle Regioni italiane le iniziative istituzionali per la tutela del marchio di origine dei prodotti italiani.
 “In Umbria, come nel resto delle regioni italiane – ha detto la presidente – il settore agroalimentare rappresenta una importante leva di competitività della nostra economia ed una opportunità per stimolare la crescita. Vanno, quindi, denunciati gli ormai troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di un settore che è patrimonio del Paese”.

“Dobbiamo mettere in campo – ha concluso – ogni iniziativa utile a difendere il nostro patrimonio in termini di qualità e sicurezza, salvaguardare l’occupazione e il lavoro che corrono seri rischi a causa proprio di forme di illegalità e contraffazioni nel delicatissimo settore agroalimentare. Inoltre, questa è una battaglia indispensabile per garantire agli stessi cittadini e ai consumatori il diritto di conoscere con esattezza cosa acquistano”.

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