1.636 alloggi sono già stati assegnati in attuazione dei piani regionali 2004-2010 e altri 692 saranno pronti a breve, ma di fronte all'aumento della domanda ed alla diminuzione dei fondi il controllo sugli assegnatari si farà più stringente 
acquaytue67

2.328 alloggi, per un investimento pubblico complessivo pari a circa 128 milioni di euro, di cui 1.636 sono già stati assegnati agli aventi diritto e gli altri 692 saranno pronti nel breve periodo per essere inseriti nel mercato della locazione o della vendita.
E’ questo lo stato di attuazione dei programmi operativi di edilizia residenziale pubblica attuati dalla Regione dell’Umbria attraverso i piani triennali che vanno dal 2004 al 2010.

I dati sono stati illustrati nel corso di una conferenza stampa dell’assessore regionale alle politiche abitative, Stefano Vinti, che si è tenuta  lunedì 14 maggio, a Perugia, nella sede regionale di Palazzo Donini.
”Questi numeri, ha dichiarato Vinti, sono significativi per capire quanto l’azione portata avanti nel settore dell’edilizia pubblica siano stati importanti per soddisfare tante esigenze abitative ed abbiano attenuato il rischio di tensioni sociali.

Purtroppo ora viene il periodo più difficile perché con le manovre economiche degli ultimi governi i fondi sono stati azzerati ed in più, per fare cassa, si prevede espressamente la possibilità di cedere sul mercato questo grande patrimonio edilizio.
In Umbria, ha sottolineato Vinti, ci sono attualmente circa 8.000 alloggi, per un valore di quasi un miliardo di euro, assegnati ad un canone medio di 112 euro di affitto mensile (e solo il 18 per cento assegnati a cittadini stranieri… sottolinea l’assessore), ma contemporaneamente abbiamo una domanda sempre crescente e circa 1200 sfratti ogni anno, di cui il 95 per cento dovuti a morosità.
Avremmo bisogno di ulteriori 10 mila alloggi a canone sociale
per soddisfare tutte le esigenze. Altro che vendere!

Comunque con la nuova legge regionale sull’edilizia residenziale pubblica saremo costretti a cambiare, privilegiando la qualità degli interventi con il minimo consumo di territorio e la riqualificazione del patrimonio esistente.
Andremo anche ad una revisione delle assegnazioni fin qui effettuate per evitare “ereditarietà” e possesso senza il mantenimento dei requisiti originari.
Ciò grazie alla preziosa collaborazione della Guardia di Finanza con la quale la Regione recentemente ha firmato un apposito protocollo d’intesa”.

Da segnalare che non si è riscontrata una grande adesione nelle tre categorie d’intervento che riguardano il recupero patrimonio edilizio di proprietà privata compreso all’interno di “programmi organici”; il recupero di alloggi di proprietà privata da destinare alla locazione a studenti universitari ed il recupero di alloggi di proprietà di anziani autosufficienti per le quali le risorse a disposizione non sono state completamente utilizzate per carenza di domanda e/o per mancata esecuzione dell’intervento da parte del beneficiario.
Il totale delle risorse utilizzate rappresenta circa il 40% di quelle inizialmente stanziate, che hanno comunque consentito di realizzare o recuperare 458 alloggi.

“Balza agli occhi, sottolinea l’assessore Vinti, la grande capacità di utilizzo dei fondi da parte della Regione Umbria che infatti è la prima regione in Italia per il modo con il quale ha utilizzato i finanziamenti disponibili.
Balza anche agli occhi però la progressiva diminuzione di fondi avvenuta nel corso degli anni e che è diventata pressoché drammatica in quest’ultimo periodo.

La volontà della Giunta regionale resta comunque quella di non abbandonare questo settore che rappresenta una delle pochissime risposte positive ai bisogni delle famiglie con reddito medio-basso e naturalmente in difficoltà in questo periodo di grave crisi.
Da ultimo, ma non di secondaria importanza, la grande rilevanza “economica”, oltre a quella sociale, che un intervento pubblico così consistente rappresenta per il settore edilizio umbro. Le risorse complessivamente movimentate per la realizzazione degli interventi sono sicuramente più del doppio di quelle investite dal pubblico e non va dimenticato, conclude Vinti, che anche grazie a questi interventi, molte imprese edili ed artigiane dell’Umbria hanno potuto tirare avanti e quindi garantire sicurezza ai propri lavoratori”.

condividi su: