Di origine cinquecentesca, Palazzo Graziani Baglioni custodisce al suo interno una galleria con la rappresentazione dei continenti, opera di Paolo Brizzi (XVIII sec.), una ricca biblioteca, tele di pregio ed una sala d’armi, oltre ad ospitare il Museo del Vino e il Museo dell’Olivo e dell’Olio.
Il suo ultimo abitatore, Astorre Baglioni, fu studioso e raffinato scrittore, autore di un volume su “Talamone/ Pagine di storia, poesia, arte e vita” (1984), nel quale viene ricordato anche il progetto ottocentesco di una “ferrovia trasversale” (poi accantonato), che avrebbe dovuto fare di Talamone un importante capolinea ferroviario collegato con l’Umbria, la cosiddetta linea “Talamone-Allerona”, che allora ricadeva nella “Provincia d’Umbria”, l’unica della regione, o “Talamone-Orvieto”, o anche “Foligno-Todi-Orvieto-Talamone”.
L’epigrafe del libro, tratta da San Bernardino, rispecchia la singolare sensibilità di Astorre: “Se voi poteste vedere il mio cuore…”
“Per fare di Palazzo Graziani Baglioni un motore di sviluppo turistico-culturale – ha detto l’assessore Bracco, sottolineando la “posizione strategica” di Torgiano –, un polo umbro di attrazione e d’interesse, aperto su una prospettiva di ampio respiro, occorre costruire un progetto di valorizzazione, che coinvolga più soggetti pubblici e privati”.
“Il significato e l’importanza di questo Palazzo vanno oltre l’Umbria”, ha dichiarato il senatore Asciutti, ricordando l’iter dei finanziamenti (recentemente sbloccati) che consentiranno l’avvio dei lavori sulla struttura, mentre il sindaco Nasini ha parlato di una “serata importante per il territorio e per l’Umbria.
Questo palazzo – ha detto, avanzando la proposta di costituirvi un “Centro della Ruralità Europea” – può fare molto bene all’Umbria e all’Italia, nel quadro delle scelte strategiche per la promozione del turismo”.









