Sicuramente la Webred, la società che ha l’appalto per i servizi cup delle aziende sanitarie in Umbria, saprà spiegare i motivi, che tengano conto del fatto che l’Italia è una ed indivisibile e che i suoi cittadini hanno i medesimi diritti indipendentemente da dove siano nati o risiedano.
Motivi che, vagliati dall’assessorato alla Sanità, non potranno non tenere conto che la società per il 52% appartiene alla Regione oltre ad altri enti pubblici, aziende sanitarie e ospedaliere dell’Umbria e che quindi, ancorché giuridicamente privata, deve operare assicurando il rispetto dei principi di cui all’art 3 della Costituzione Italiana (Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.)
Se così non fosse, si potrebbe dire che nel nord dell’Umbria, così come nel nord d’Italia, cova uno spirito che per semplicità si potrebbe chiamare leghista, visto che proprio gli amici di Bossi in più occasioni hanno rivendicato una precedenza negli incarichi lavorativi (professori del nord, giudici del nord, finanzieri del nord, fino all’esercito del nord) per i nordisti”.
In attesa di conoscere le motivazioni del presunto comportamento di Webred, non resta che registrare quel che commenta il consigliere regionale Massimo Monni (Pdl) che ha presentato un’interrogazione alla Giunta Regionale per sapere come mai “il metodo adottato per i criteri di valutazione delle candidature presentate alla Webred Servizi Scarl per il front-office del Centro unico di prenotazioni di Branca (l’ospedale), nell’avviso riservato al personale interno con part-time inferiore a 36 ore “ “siano attribuiti 45 punti, su un totale di 100, ai lavoratori che risiedono a Gubbio o a Gualdo Tadino,”
Per Monni ciò costituirebbe “un’imbarazzante atto discriminatorio nei confronti dei lavoratori stessi.
Non tutti infatti partono da una base equa di punteggio. In sintesi, il bando non dà la possibilità di competere a chi ha la residenza anagrafica al di fuori di Gubbio e Gualdo Tadino: la residenza in uno di questi due comuni garantisce infatti ben 45 punti su un totale di 100. Al
candidato residente in uno dei comuni di competenza territoriale della Asl 1 sarà attribuito un punteggio pari a 30 punti e al candidato residente in un comune diverso da quelli sopra detti non sarà attribuito nessun punteggio”.
- Redazione
- 4 Giugno 2012













