Ad un mese dall’insediamento della nuova Giunta comunale, abbiamo incontrato il sindaco di Todi Carlo Rossini per fare il punto sull’attività della nuova Amministrazione comunale.
Il primo mese da neo sindaco che impressioni lascia sulla pelle? “Innanzitutto ho avvertito la complessità che sta dietro al governo di una città con le sue tante diverse esigenze. Preso coscienza di questa responsabilità, subentra e resta il piacere unico dell’amministrare un ‘Comune non comune’, una città così importante come Todi”.
Quale l’elemento più complicato e quello più positivo di questa iniziazione? “L’aspetto più difficile sta nel dover dare fin dal primo giorno delle risposte su questioni urgenti delle quali si deve prendere consapevolezza in tempi rapidissimi per evitare di incorrere in errori. La più bella è invece legata all’incontro dei cittadini in Municipio: in queste prime settimane ho ricevuto, con appuntamenti singoli, circa 200 persone, senza contare le riunioni e le assemblee”.
A livello generale che situazione ha rilevato, anche rispetto alle percezioni maturate nei 5 anni all’opposizione? “Ho trovato quanto mi aspettavo, con situazioni frutto di un approccio all’amministrazione pubblica molto diverso e distante dal mio modo di intendere. Lo dico non per fare polemica ma per ribadire la necessità di una fase di raccordo che possa dare ordine e compiutezza alle questioni aperte per poi procedere ad una vera riprogrammazione”.
Questo ‘intermezzo’ quando avrà termine e lascerà spazio alla novità? “Tra settembre ed ottobre inizieremo a dare concretezza alle idee e alle azioni sulle quali stiamo lavorando mettendo a punto gli studi di fattibilità: saranno iniziative che caratterizzeranno fortemente il nuovo corso dell’Amministrazione”.
C’è chi si aspettava segnali netti di discontinuità… “Non si governa con i colpi di testa o di spugna, perché il rischio vero, almeno nell’immediato, è di mettere in difficoltà la città, cosa che non ci possiamo permettere. I correttivi vanno apportati con determinazione ma anche con la necessaria cautela. Chi amministra non deve ragionare con le logiche dei fronti contrapposti che generano riflessi negativi sulla vita della comunità. Novità e discontinuità arriveranno a tempo debito”.
Ci dica un impegno “misurabile” da qui a fine anno? “Continuerà immutata la mia piena e totale disponibilità all’incontro e all’ascolto di tutti i cittadini”.
E da qui ad un anno che impegni tangibili prende? “Il programma elettorale con il quale mi sono presentato era articolato per punti e priorità: quello è il mio patto pubblico con i tuderti e quello risottoscrivo oggi integralmente, pronto a verificarlo con la città in ogni momento strada facendo”.
Viviamo tempi difficili: in quale direzione Todi può scommettere con maggiori probabilità di successo? “L’asse turismo-ambiente-cultura è fondamentale e può fare davvero la differenza per lo sviluppo futuro della città. Energie e attenzioni vanno comunque orientate al rafforzamento di tutte le altre economie esistenti nel territorio. C’è poi lo spazio aperto delle economie dell’intelletto, dalla green economy e delle nuove economie in generale”.
Vi sono questioni spinose che attendono risposte, vedi il nuovo depuratore… “In merito prenderemo a breve decisioni strategiche importanti, con a seguire tempi molto stretti per le procedure di avvio dei lavori”.
Sul nuovo parcheggio al Mercato Vecchio invece? “Ritengo il progetto scarsamente funzionale alla città e stiamo di conseguenza valutando attentamente delle alternative più valide”.
La stretta economica quanto limiterà la capacità di investimento del Comune? “E’ un problema vero che impone un grande impegno per il reperimento di finanziamenti: già nei prossimi mesi, comunque, daremo corpo ad un piano straordinario per l’adeguamento delle scuole e ad interventi strutturati per la regimentazione delle acque superficiali che andranno ad aggiungersi a quelli destinati alla manutenzione del consolidamento del colle. Altro fronte significativo è quello del PUC 2 con risorse disponibili per circa 1 milione e 700 mila euro”.
A livello di funzionamento ed organizzazione dell’ente? “Ho trovato persone ben disposte e che tengono molto all’ente. A loro chiedo la massima collaborazione, sia in termini ideali che pratici, perché i tempi difficili che viviamo esigono che tutti diano un po’ di più. Sicuramente servono risposte più rapide ed una struttura più orientata ai cittadini, che sono più che i nostri clienti i nostri datori di lavoro e dei quali intendiamo misurare con continuità il grado di soddisfazione rispetto ai servizi erogati e alla professionalità dei dipendenti”.
Nel suodiscorso di insediamento ha chiamato alla responsabilità anche i cittadini… "Ho detto che il “risparmio sociale” di una comunità si raggiunge anche se ciascuno di noi si comporta virtuosamente. Penso, per esempio, ad una corretta raccolta differenziata dei rifiuti, all’uso delle fonti rinnovabili per la produzione di energia pulita, ad una maggiore attenzione verso lo spazio pubblico, a mantenere pulite, con attenzione, le nostre strade, i giardini, le piazze, le fontane, a non danneggiare beni comuni ed arredi urbani. Penso a comportamenti civici che, in quanto tali, si trasformano immediatamente in un risparmio per la spesa pubblica".
Un altro messaggio da mandare ai tuderti… “Vorrei rassicurarli sul fatto che l’Amministrazione sta lavorando a testa bassa, come è nostro dovere, e che lo facciamo anche quando non lo diciamo o non se ne parla”.
E’ presto per parlarne ma come vorrebbe Todi alla fine del mandato? “Vorrei lasciare una città meglio organizzata, più consapevole delle proprie potenzialità e più unita rispetto ad oggi”.












