Una mozione proposta dalla consigliera Udc Monacelli ha già provocato reazioni diverse e si profila una bocciatura martedì in aula
spinello

Il presidente Eros Brega ha convocato il Consiglio regionale dell’Umbria per martedì 10 luglio, alle ore 10.

All’ordine del giorno la discussione e approvazione delle seguenti mozioni:
Estensione della sperimentazione di interventi di assistenza indiretta a favore di persone affette da malattie dei motoneuroni ed in particolare da sla (sclerosi laterale amiotrofica) a soggetti affetti da altre patologie con decorso affine” – consiglieri Fausto Galanello e Renato Locchi (PD);

“Criticità dell’economia umbra – urgente adozione di interventi ai fini dell’apertura della vertenza umbria con il governo nazionale” – consigliere Damiano Stufara (Prc-Fds);

“Attivazione di strumenti di prevenzione del fenomeno della tossicodipendenza tra gli adolescenti ed introduzione dell’effettuazione del test antidroga per gli alunni delle classi degli istituti superiori” – consigliere Sandra Monacelli

Con quest’ultima mozione Sandra Monacelli, capogruppo Udc a Palazzo Cesaroni suggerisce di ricorrere all’uso di test antidroga nelle scuole superiori dell’Umbria, da realizzare in collaborazione con le famiglie, la scuola e le istituzioni pubbliche.
A suo giudizio è giunto il momento di agire e di promuovere un messaggio chiaro e fermo nei confronti di un mondo giovanile che ormai fa uso di tutti i tipi di droga, senza alcuna distinzione anche per il fatto che sulla piazza umbra è possibile trovare sostanze pericolose e diverse fra loro come la cocaina a prezzi sempre più bassi.

Ciò, dice Monacelli “non per punire, smascherando in modo subdolo il dilagare dell’uso di sostanze stupefacenti fra i giovani adolescenti; ma come valido supporto alla conoscenza e all’aiuto. Perché è giunto il momento di iniziative, ancorché scomode ed impopolari, che dimostrino senso di responsabilità e soprattutto diano in modo diretto e chiaro un messaggio severo rispetto all’uso di sostanze stupefacenti”.
Alla base della proposta la consigliera Udc pone i dati europei che assegnano all’Italia il primato “agghiacciante di un alto uso di cocaina tra i giovani e l’assunzione contemporanea di diverse sostanze compreso l’alcol e la constatazione che non esiste più la vecchia divisione fra sostanze come la cannabis e la cocaina o la eroina, perché oggi si valuta solo in base ai costi sempre più bassi ed alla facilissima disponibilità. Sopratutto sulla piazza umbra”.

Condivide parzialmente la proposta dell’Udc il capogruppo regionale della Lega Nord, Gianluca Cirignoni  il quale  chiede tuttavia “ un serio e approfondito lavoro in sede di Commissione sulle Tossicodipendenze, prima di approdare in Aula” e da corpo alle sue perplessità ritenendo “più opportuno che la Regione, eventualmente, incentivi e sostenga le famiglie che volessero far fare il test ai propri figli, mantenendo l’esito dei risultati all’interno di un ambiente protetto quale quello familiare”.

Per Cirignoni, inoltre, “sarebbe opportuno e giusto far fare il test, periodicamente, a consiglieri regionali e a tutti gli eletti nelle istituzioni” affermazione provocatoria che in qualche misura però cerca di non fare dei giovani studenti il capro espiatorio di una situazione che vede i maggiori protagonisti in altre e più alte, in tutti i sensi, fasce di popolazione

No anche da parte di Maria Rosi (PdL), vice presidente della Commissione consiliare di Inchiesta sulle Tossicodipendenze, per la quale  “È importantissimo tenere i riflettori accesi sul fenomeno della tossicodipendenza, ma no ai test antidroga nelle scuole
Rosi ricorda come questi tipi di test siano “già stati bocciati dal Dipartimento politiche antidroga perché, oltre a violare la privacy, risulterebbero dannosi anche per la stessa psicologia dello studente che, in caso risultasse positivo, potrebbe raggiungere un marcato pericolo di emarginazione.
I test antidroga per gli adolescenti – puntualizza Rosi -, potrebbero risultare tuttavia utili se effettuati in apposite strutture sanitarie coinvolgendo nei controlli lo stesso medico di famiglia”.
 

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