Il mancato stanziamento di 45 milioni dal Fondo nazionale di Protezione Civile a favore della ricostruzione pesante a Marsciano, oltre a far “arrabbiare” la presidente della Regione Umbria, ha indotto il Sindaco della località colpita nel dicembre 2009 a prendere carta e penna e scrivere al Presidente della Repubblica.
“Chi ha commesso questo errore dovrà rimediare –commenta il Sindaco Alfio Todini – e siamo certi che la forza delle nostre ragioni glielo farà fare presto. Noi continuiamo a lavorare nell’interesse dei cittadini colpiti dal terremoto e del territorio”.
“Chi ha commesso questo errore dovrà rimediare –commenta il Sindaco Alfio Todini – e siamo certi che la forza delle nostre ragioni glielo farà fare presto. Noi continuiamo a lavorare nell’interesse dei cittadini colpiti dal terremoto e del territorio”.
La lettera al Presidente della Repubblica, il cui testo è di seguito riportato, è stata inviata, per conoscenza, anche al Prefetto della Provincia di Perugia, al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti di Camera e Senato, ai Parlamentari umbri, al Capo del Dipartimento di Protezione Civile nonché ai Segretari nazionali delle forze politiche.
Gentile Presidente,
Mi permetto di scriverLe per rappresentare anche a Lei la situazione al limite dell’increscioso che sto vivendo come Sindaco di Marsciano, comune colpito da un terremoto il 15/12/2009.
Tale evento ha comportato l’evacuazione dalle proprie abitazioni di circa 600 cittadini, non provocando fortunatamente vittime. Ad oggi è ad uno stadio avanzato la prima fase della ricostruzione leggera (danni meno gravi) la cui conclusione, entro l’anno in corso, riconsegnerà la propria abitazione a circa 150 di questi. A parte un primo stanziamento di 15mln di euro per le spese di emergenza e i successivi 3 (per le annualità 2011/2012) nulla più è stato riconosciuto.
Vorrei informarLa che dello stanziamento iniziale di 15 milioni, circa 9 sono andati a finanziare la cosiddetta “ricostruzione leggera”, senza che un euro andasse sprecato nella fase di prima emergenza.
Vorrei informarLa che dello stanziamento iniziale di 15 milioni, circa 9 sono andati a finanziare la cosiddetta “ricostruzione leggera”, senza che un euro andasse sprecato nella fase di prima emergenza.
Per gli altri cittadini (la grande maggioranza) si sta, da oltre due anni, cercando una soluzione attraverso la richiesta allo Stato Centrale di una dotazione finanziaria utile alla ricostruzione, dopo che la Regione Umbria ha attivato l’accisa regionale sulla benzina così come disponevano le norme del momento.
In questi giorni, dopo mesi di riunioni, incontri, scambi epistolari che hanno coinvolto, oltre che questo Comune, la Presidenza della Giunta regionale dell’Umbria (commissario delegato alla ricostruzione), il Dipartimento Naz.le di Protezione Civile, il Governo (attraverso la Sottosegreteria alla Presidenza del Consiglio, il Ministero dell’Economia e quello della Coesione Territoriale), il Prefetto di Perugia Dott. Cardellicchio e i Parlamentari eletti in Umbria, abbiamo ricevuto l’ennesimo schiaffo al riconoscimento di un diritto che dovrebbe valere per noi, come per chiunque altro cittadino costretto ad abbandonare la propria casa a seguito di un sisma, per quanto “minore”.
All’interno, infatti, dei provvedimenti concepiti per Emilia e Abruzzo, le strade rimaste dopo averle tentate tutte nel passato, senza successo, non si è trovato il modo di inserire 45 milioni di euro per la ricostruzione – intanto – delle prime case e delle attività produttive. Tale cifra è stata oggetto di intesa tra la Regione Umbria, il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, lo stesso Ministero dell’Economia e la Sottosegreteria della Presidenza del Consiglio, attraverso loro alti funzionari.
In un incontro tenutosi a metà giugno presso Palazzo Chigi, alla presenza di funzionari degli enti sopra richiamati e del Sottosegretario Ceriani, lo stesso riconobbe che ci si trovava di fronte ad un problema da sanare e ad una situazione di discriminazione da risolvere agganciandosi ad uno dei provvedimenti in itinere coerenti per materia.
Nonostante le rassicurazioni e il lavoro incessante dei Parlamentari volto a facilitare soluzioni tecniche, legislative e finanziarie, l’impegno del Prefetto e quello della Regione, gli impegni assunti sono stati ancora disattesi.
All’interno, infatti, dei provvedimenti concepiti per Emilia e Abruzzo, le strade rimaste dopo averle tentate tutte nel passato, senza successo, non si è trovato il modo di inserire 45 milioni di euro per la ricostruzione – intanto – delle prime case e delle attività produttive. Tale cifra è stata oggetto di intesa tra la Regione Umbria, il Dipartimento nazionale di Protezione Civile, lo stesso Ministero dell’Economia e la Sottosegreteria della Presidenza del Consiglio, attraverso loro alti funzionari.
In un incontro tenutosi a metà giugno presso Palazzo Chigi, alla presenza di funzionari degli enti sopra richiamati e del Sottosegretario Ceriani, lo stesso riconobbe che ci si trovava di fronte ad un problema da sanare e ad una situazione di discriminazione da risolvere agganciandosi ad uno dei provvedimenti in itinere coerenti per materia.
Nonostante le rassicurazioni e il lavoro incessante dei Parlamentari volto a facilitare soluzioni tecniche, legislative e finanziarie, l’impegno del Prefetto e quello della Regione, gli impegni assunti sono stati ancora disattesi.
Ora Le chiedo quale fiducia dovrebbero continuare ad avere i cittadini colpiti da questo terremoto nelle istituzioni, sentendosi raccontare che, dentro provvedimenti del valore di svariati miliardi di euro i problemi di copertura riguardano 45mln? E tutto ciò dopo 30 mesi di appelli e lavoro istituzionale culminato sempre in risposte discriminatorie!
Il tema IMU è un altro capitolo assurdo. Nonostante le situazioni analoghe (cittadini evacuati a causa di calamità naturale sancita da dichiarazione di Stato di Emergenza e Ordinanza sindacale), noi non siamo stati esentati. A fronte di esplicita richiesta da parte dei Parlamentari umbri il Governo si era impegnato, in aula, a riparare a questa “distrazione”. Ancora nulla neanche su questo versante, con un Sindaco costretto ad invitare propri concittadini a non pagare.
Non esito, mio malgrado, a definire incomprensibile l’atteggiamento del Governo, sull’intera vicenda.
Signor Presidente, tutto ciò (e mi creda ho riassunto le cose all’essenziale) si sta trasformando in una fonte di discredito enorme per le istituzioni e francamente l’esasperazione di chi si vede negato un diritto, ad altri riconosciuto, diventa sempre meno gestibile. Chi le scrive è seriamente preoccupato per le tensioni sociali che, pur in una comunità dall’alto livello di civiltà, possono crescere a seguito di tale trattamento. E spiace dover dubitare del fatto che la nostra “sfortuna” sia stata quella di non aver dovuto contare vittime.
La prego vivamente e con il cuore in mano di aiutarci. Il Prefetto Gabrielli è perfettamente a conoscenza della situazione discriminatoria in cui, non si sa perché, siamo stati sbattuti e la conosce da lungo tempo e potrà ragguagliare i Suoi uffici con tutti i dettagli.
Un Suo personale interessamento potrà, ne sono certo, sbloccare una questione che, mi permetta, non è degna di uno Stato di diritto. E che non fa che mettere in difficoltà chi, come il sottoscritto e tanti altri amministratori e cittadini, continua a sostenere che non è l’impatto mediatico delle cose a fare la differenza quando le Istituzioni sono chiamate a garantire un così elementare diritto e una parità di trattamento per coloro che incorrono nella stesse disavventure. A distanza di due anni e mezzo i danni si aggravano e nelle persone anziane comincia ad instillarsi la paura di non poter più rientrare nelle proprie abitazioni.
Il tema IMU è un altro capitolo assurdo. Nonostante le situazioni analoghe (cittadini evacuati a causa di calamità naturale sancita da dichiarazione di Stato di Emergenza e Ordinanza sindacale), noi non siamo stati esentati. A fronte di esplicita richiesta da parte dei Parlamentari umbri il Governo si era impegnato, in aula, a riparare a questa “distrazione”. Ancora nulla neanche su questo versante, con un Sindaco costretto ad invitare propri concittadini a non pagare.
Non esito, mio malgrado, a definire incomprensibile l’atteggiamento del Governo, sull’intera vicenda.
Signor Presidente, tutto ciò (e mi creda ho riassunto le cose all’essenziale) si sta trasformando in una fonte di discredito enorme per le istituzioni e francamente l’esasperazione di chi si vede negato un diritto, ad altri riconosciuto, diventa sempre meno gestibile. Chi le scrive è seriamente preoccupato per le tensioni sociali che, pur in una comunità dall’alto livello di civiltà, possono crescere a seguito di tale trattamento. E spiace dover dubitare del fatto che la nostra “sfortuna” sia stata quella di non aver dovuto contare vittime.
La prego vivamente e con il cuore in mano di aiutarci. Il Prefetto Gabrielli è perfettamente a conoscenza della situazione discriminatoria in cui, non si sa perché, siamo stati sbattuti e la conosce da lungo tempo e potrà ragguagliare i Suoi uffici con tutti i dettagli.
Un Suo personale interessamento potrà, ne sono certo, sbloccare una questione che, mi permetta, non è degna di uno Stato di diritto. E che non fa che mettere in difficoltà chi, come il sottoscritto e tanti altri amministratori e cittadini, continua a sostenere che non è l’impatto mediatico delle cose a fare la differenza quando le Istituzioni sono chiamate a garantire un così elementare diritto e una parità di trattamento per coloro che incorrono nella stesse disavventure. A distanza di due anni e mezzo i danni si aggravano e nelle persone anziane comincia ad instillarsi la paura di non poter più rientrare nelle proprie abitazioni.
Nel salutarLa Le invio i sensi del mio più vivo apprezzamento per la Sua opera a servizio della nazione e a tutela di quei valori costituzionali in cui crediamo e che, purtroppo, in questo caso, vengono negati.
Con Fiducia in quanto potrà fare.
Alfio Todini
Sindaco di Marsciano
Sindaco di Marsciano












