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Pubblicata una nuova tabella che precisa anche quali sono le acque che possono essere assimilate a quelle reflue domestiche
fogna

La Regione Umbria ha deliberato una nuova tabella con la quale si stabilisce quali sono le acque che possono essere assimilate a quelle reflue domestiche, come aggiornamento della disciplina degli scarichi.

In particolare sono assimilate le acque che prima di ogni trattamento depurativo presentano le stesse caratteristiche qualitative e quantitative di quelle domestiche, le acque reflue provenienti da insediamenti in cui si svolgono attività di produzione di beni e prestazione di servizi i cui scarichi terminali provengono esclusivamente da servizi igienici, cucine e mense e le acque reflue provenienti dalle categorie di attività artigianali, commerciali, come bar, pub, ristoranti, lavanderie, stirerie, grandi magazzini.

L’elenco completo di tutte le attività è pubblicato sul sito istituzionale della Regione Umbria, ma già qualche perplessità si sente in giro in ordine alle acque provenienti dalle lavanderie. E ciò discende dal fatto che in varie zone dell’Umbria ( Bastia – Foligno – Spoleto) si sono registrati gravi inquinamenti delle falde per sostanze che potrebbero avere un utilizzo proprio nei processi di lavaggio

L’obiettivo dichiarato dalla Regione nell’ aggiornamento della disciplina  in materia di scarichi di acque reflue è la  semplificazione e la trasparenza 
“L’aggiornamento – ha spiegato l’assessore Rometti –  è stato ispirato principalmente per l’adeguamento al recente ‘DPR 227/2011’ in materia di semplificazione degli adempimenti per le piccole e medie imprese.
Comunque, aggiunge importanti novità per tutti i cittadini, anche grazie all’individuazione di un sistema informatizzato del catasto scarichi e, in prospettiva, per la gestione delle pratiche autorizzative di tutti i soggetti titolari della funzione di rilascio delle autorizzazioni che potranno essere presentate anche on-line.

Il catasto integrato degli scarichi è creato e gestito dall’ARPA e diverrà lo strumento operativo  che favorirà la semplificazione amministrativa, in un’ottica di riduzione significativa degli adempimenti amministrativi e dei tempi, dell’innovazione tecnologica e della certezza interpretativa delle regole”. 
L’assessore Rometti ribadendo che “le modifiche apportate alla disciplina del 2007, costituiscono un passaggio importante in vista del futuro Regolamento regionale che vedrà il definitivo affermarsi di sistemi autorizzativi semplificati e più vicini al cittadino, il tutto in una logica di trasparenza” – ha spiegato –che, “per ogni scarico vengono individuati criteri e limiti da rispettare.
In questo modo si spera – ha aggiunto – di contrastare le irregolarità e l’abusivismo, ma anche di dare certezze a chi vuole stare nelle regole e seguire le procedure che, allo stato attuale, necessitavano di essere adeguate anche in base alle esigenze segnalate dagli Ati. Le nuove ‘regole’- ha concluso Rometti – permetteranno una sorta di sperimentazione sul campo”.

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