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O mantenere le due province attuali o... farne due nuove, il Psi sposa la tesi del riassetto territoriale come male minore
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Il Partito socialista italiano dell’Umbria  ha detto la sua in merito alla soppressione o meno degli enti provinciali.
I socialisti dichiarano di non difendere le Province, ma credono che l’articolo 17 del decreto legislativo, numero 95, così concepito, approvato il 6 luglio, non porti alla razionalizzazione bensì ad ulteriori costi.

In particolare il Psi umbro chiede che in deroga a quanto previsto dal decreto siano escluse dal provvedimento in esame le regioni nel cui territorio vi siano due sole Province o, in alternativa, propongono di delegare le Regioni all’elaborazione di un piano , con gli enti interessati, Comuni e Province, di riassetto territoriale degli attuali enti provinciali, in modo da rispondere ai criteri previsti al comma 2 del decreto e ai parametri che verranno adottati.

Il Psi dell’Umbria con l’appoggio del consigliere regionale dell’associazione politico-culturale "Enrico Berlinguer", Roberto Carpinelli, punta il dito, in pratica, "sui criteri del decreto per la riduzione e l’accorpamento delle Province, riguardanti la dimensione territoriale che (non) deve superare i 30 chilometri quadrati, e la popolazione residente in ciascun ente, che (non) ecceda le 350mila unità. "
“L’eventuale soppressione della Provincia che non dovesse rispondere ai parametri che verranno indicati, comporterà l’accorpamento al rimanente ente provinciale che, per effetto di tale decisione, coinciderà con l’intero territorio regionale, determinando la costituzione di un organismo intermedio, che non appare in condizione di dare risposte adeguate alle esigenze territoriali!".

Questa mancanza di risposte adeguate sembra intendersi come una insufficiente partecipazione democratica dei cittadini alla gestione del proprio territorio.
In altri termini, sembra che nell’eventuale Consiglio provinciale unico rischierebbero di non venir rappresentati alcuni territori, a causa della maggior dimensione che assumerebbero i collegi elettorali, nei quali verrebbe eletto un numero di consiglieri inferiore alla sommatoria di quelli presenti attualmente nei due consessi provinciali dell’Umbria.

Sulla scorta di questa volontà il Consigliere Regionale Massimo Buconi ha presentato una mozione in Consiglio Regionale dell’Umbria ed altre analoghe saranno presentate dai socialisti alla Provincia di Perugia ed a quella di Terni.

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