L'assessore regionale umbro all'agricoltura ha annunciato che la gestione delle strutture ricettive sarà riservata a chi "effettivamente lavora in agricoltura e fa dell’agricoltura la propria occupazione principale come imprenditore, coadiuvante o lavoratore dipendente"

agriturismo-poponi

Secondo una recente Indagine Coldiretti  con lo “stress da crisi” sarebbero salite a 4,1 milioni le presenze degli ospiti negli agriturismi italiani nell’estate 2012.
Un buona quota di questi avrà conosciuto l’Umbria che conta oltre 1000 strutture.

Se ne è parlato da parte della Coldiretti Umbria, nel corso di un apposito incontro a Perugia con la stampa avente per tema la nuova legge regionale sugli agriturismi, che per l’organizzazione, dopo una lunga attesa, è sempre più vicina e sembra orientarsi verso una giusta direzione.

Consentire” l’attività agrituristica a chi svolge professionalmente l’attività agricola, premiando chi lavora nel settore creando occupazione; caratterizzare sempre più l’offerta enogastronomica degli agriturismi, con cibo di produzione aziendale e made in Umbria: queste alcune delle priorità indicate dalla Coldiretti e recepite nella bozza della nuova legge regionale sugli agriturismi.

Siamo da tempo in stretto contatto con l’Assessorato regionale all’agricoltura – ha spiegato Albano Agabiti, presidente della Coldiretti Umbria – per giungere ad una nuova legge del comparto, che valorizzi innanzitutto il cibo made in Umbria, legando imprese, territorio, ambiente e produzioni locali.
Occorre arrivare inoltre – ha proseguito Agabiti – ad una completa “trasparenza”, che premi gli imprenditori agricoli impegnati attivamente nel settore e in grado di eliminare qualsiasi possibile fenomeno di abusivismo, una pratica che, ad un tempo, danneggia i turisti-consumatori alla ricerca di una vera struttura ricettiva agrituristica e le imprese agricole, che nella stragrande maggioranza dei casi lavorano nel pieno rispetto della legge.

È questo lo spirito che deve animare la legge, ovvero saper rispondere alle nuove esigenze dei cittadini-consumatori, che mirano sempre più a prodotti di qualità legati al territorio, unici, inimitabili e in grado di esprimere anche cultura e tradizioni storiche ed enogastronomiche.
Continua intanto il nostro impegno – ha concluso Agabiti – per contribuire a “migliorare” alcuni passaggi della nuova legge e per un suo Regolamento attuativo, che non “stravolga” l’articolato, ma lo renda più chiaro ed operativo in tempi brevi.

Per l’Assessore regionale all’Agricoltura Fernanda Cecchini, “ può fare agriturismo solo chi effettivamente lavora in agricoltura e fa dell’agricoltura la propria occupazione principale come imprenditore, coadiuvante o lavoratore dipendente dimostrandolo con i contributi versati all’INPS. La dimensione dell’agriturismo sarà, quindi, legata alla reale capacità dell’impresa agricola di offrire lavoro”.

 

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