Racconto della partecipazione ad una competizione radiantistica internazionale, caratterizzata da 101 collegamenti in diretta senza l'ausilio di ponti radio, con il collegamento più lontano dalla Serbia

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Ebbene sì, tutto era finalmente pronto per l’avventura, ho preparato minuziosamente tutto immaginando cosa sarebbe stato necessario e cosa scartabile per rendere più leggero possibile lo zaino visto che l’ascesa era in solitaria.
Man mano che i giorni si avvicinavano alla data fatidica la tensione aumentava proprio come alla vigilia di un importante evento.
Ho fatto un po’ di calcoli e ho deciso di  rimettere la sveglia alle 3.40 del mattino ma poi alle 3.30 già sveglio, ho deciso di alzarmi.
Una buona colazione con tanto di miele e marmellata e via! un saluto alla XYL  che premurosa mi raccomanda di essere prudente e si parte!

Dopo un veloce controllo del materiale caricato alle 4.00 in punto  parto da casa verso la destinazione  Forca di Presta località tra Castelluccio di Norcia e Arcuata del Tronto proprio  sul confine Umbro – Marchigiano.
Da li vicino al rifugio degli Alpini parte il sentiero che conduce  dopo almeno 2  ore di duro percorso a passo veloce alla cima del Vettore mentre se siete carichi come un mulo hi! Il tempo si può allungare notevolmente!
Durante il tranquillo viaggio in auto (vista l’ora)  transitando da Norcia alla bellissima piana di Castelluccio non sono mancati gli avvistamenti di Volpi e altri animali selvatici, mentre in cima al valico di Forca Canapine l’enorme piana sembrava assumere l’aspetto di un grande lago con Castelluccio illuminato sulla sommità, uno scenario bellissimo!
Non credevo ai miei occhi, giunto  alle ore 5.30 sulla piana di Castelluccio  il termometro della mia auto segnava  solo 1,5 gradi centigradi!

Parcheggiato l’auto alle 5.45 inizio il sentiero indossando  gli scarponi da trekking, necessari visto il fondo ciottoloso del sentiero,  mi carico il pesante zaino con il contenitore cilindrico in plastica  con all’interno  la mitica antenna 9 elementi Tonnà portatile che uso da molti anni.
Durante il duro tragitto si ha il modo di incontrare tanta gente, c’è chi scende dopo aver trascorso la notte in rifugio o in tenda, chi sale guardando curioso l’armamentario trasportato dal sottoscritto con i due pezzi del palo di supporto antenna usati come bacchette da trekking.
Arrivato dopo 2 ore e 45 minuti in cima (mancava meno di mezzora all’inizio del contest) inizio faticosamente ad allestire il tutto tra un vento sostenuto e tra chi curioso  mi chiedeva cosa stessi facendo.

La cosa più complicata visto il fondo duro e pietroso della cima è stato fissare il palo per l’antenna  a terra.
Dopo vari tentativi usando le numerose pietre presenti in cima, riesco finalmente  a collocarlo in maniera stabile.
Fissato il piccolo palo di alluminio ho inserito al suo interno  in modo coassiale il vuoto ma resistente tubo in vetroresina  che oltre ad ancorare la Yagi permette (ruotando all’interno di quello in alluminio) di girare l’antenna. 
Dispongo l’apparato il sistema di alimentazione elettrica con batteria ricaricabile  NI-MH da 3A, pannello solare da 20w, regolatore di carica, cartella con tabella log, e per ruotare la yagi  lego alle due estremità dell’antenna un cordino da 3mm, tirando uno dei 2 capi si ruota l’antenna nella direzione voluta, sistema grossolano  ma che funziona alla grande!

Dopo aver sistemato il tutto inizio a chiamare (purtroppo con quasi 10 minuti di ritardo), sulla frequenza QRP 144.360 per poi spostarmi a 144.370 rimanendoci fino alla fine del contest.
Tutto funziona alla grande, il vento si è calmato e alle 8.29 UTC  mi risponde da Perugia l’amico Amedeo IWØRVI che poi  costantemente per tutta la durata del contest ha fatto un  “tifo” sfrenato caricandomi ulteriormente il morale.
Ringrazio anche  gli altri  amici della sezione ARI di Perugia di cui faccio parte che hanno voluto gentilmente  collegarmi  complimentandosi per l’impresa.
Lo stesso hanno fatto alcuni amici e colleghi del rinnovato Gruppo Radioamatori della RAI di cui sono entrato a far parte quest’anno.
Il gruppo coordinato egregiamente dal collega e amico Carlo IZØJOW, un bel numero di OM  sparsi per  l’ Italia che per ovvi motivi conosco solo in parte, ma che in futuro spero di incontrare sempre più numerosi.
Carlo mi ha pregato di portare in cima un simbolo che rappresentasse il nostro gruppo RAI, al merito ho qualche foto scattata insieme a dei  simpatici ragazzi  Umbri entusiasti spettatori che  hanno voluto condividere con me l’ultima ora del contest.

Durante le 8 ore di chiamate praticamente ininterrotte a parte qualche fugace  spuntino per alimentarsi si sono avvicinate molte persone che mi hanno chiesto curiose spiegazioni sul tipo ti competizione in atto.
Altre insieme alle foto del bellissimo panorama hanno voluto riprendere anche me e le apparecchiature, colpite da quelle voci lontane e dal pannello solare da 20w  che alimentava perfettamente  tramite batteria e regolatore l’intero impianto trasmittente un impianto ad energia rinnovabile.
C’è anche chi gentilmente mi ha offerto del buon caffè e liquore (era forse l’unico modo per interrompere le mie fitte chiamate hi!), un inglese entusiasto mi ha incitato parlandomi di un suo amico radioamatore inglese, un olandese dopo avermi scattato delle foto è venuto da me con un foglietto pregandomi di scrivere la mia mail, avrebbe poi provveduto a spedirmi il tutto.

Insomma una bellissima esperienza fatta di preparazione, sacrificio fisico e mentale e di una straordinaria testimonianza di gratitudine da parte della gente presente in vetta  e di tutti gli OM che collegandomi hanno apprezzato lo sforzo nel compiere questa bella avventura.
E’ impressionante come le 8 ore siano trascorse velocemente senza nessuna fatica.
Mi sono  impegnato al meglio per collegare più stazioni possibile alla fine oltre 100 qso.
Finito il contest  ero l’unico ad essere ancora in cima alle 17.10 dopo aver salutato IWØRVI sono passato a smontare il tutto provando quasi un senso di tristezza. Aimè la pacchia era finita, bisognava sbrigarsi rimettere tutto in ordine per far rientrare tutto nello zaino da trekking per riprendere la lunga discesa fino all’auto da dove è iniziata la bella scalata.

Alle 18.00  locali ho terminato lo smontaggio e prima di scendere ho fatto ancora qualche foto lasciando un ricordo scritto in una delle tre agende usate come “libro di cima” allinterno di un contenitore metallico alla base della croce di ferro piegata dalla forza della natura.
Poi godendomi ancora un pò il bel panorama della valle e delle creste ho intrapreso la discesa con un passo tranquillo ma regolare facendo sola una breve sosta per  bere acqua alle 20 dopo circa 2 ore di cammino ho raggiunto il parcheggio recuperato l’auto e ripreso la strada del ritorno, arrivando quasi alle 22 a Ponte Felcino  paese a 10 Km da  Perugia dove risiedo.
Anche da casa tutta la  famiglia, grazie alla stazione fissa ha avuto modo di ascoltarmi e al  ritorno mia moglie mi ha  accolto calorosamente con una bella cenetta.
E’ stata proprio una giornata memorabile  come ciascuno di noi rapito da questo bellissimo hobby  vorrebbe trascorrere.

Il giorno seguente all’impresa, mentre vi scrivo con qualche inevitabile dolore muscolare, stò ricevendo molte mail da radioamatori che si congratulano con me e mi chiedono info riguardo il Vettore.
Sorpreso oltre misura dal grande successo della spedizione e dall’attenzione mostrata mi riprometto di  partecipare  ad altre iniziative del genere più in avanti.
Inoltre  appena possibile inserirò nel mio sito uno spazio dedicato all’attivita SOTA.
Un saluto a tutti da Sergio IZØDXD.

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