I primi cittadini reagiscono alle voci di definizione degli accorpamenti e si dicono pronti ad ingaggiare uno scontro politico e legale per riaffermare la dignità di istituzioni e territori
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"Se le voci secondo cui i comuni della Media Valle del Tevere sarebbero stati assegnati al Tribunale di Spoleto si rivelassero vere, non escluderemmo nessuna forma di protesta nè ricorsi in ogni sede che abbiamo già chiesto di verificare.
Non è al momento chiaro se unitamente al provvedimento che sopprime sedi distaccate e un certo numero di tribunali, il Governo abbia già definito anche i relativi accorpamenti. Resta il fatto che la soluzione Spoleto è  per noi inaccettabile, anche perchè frutto di un lavoro particolaristico, da parte di un ben identificabile esponente di Centrodestra, ma sopratutto per la sua illogicità e irrazionalità.
Tutti i Comuni interessati della Media Valle del Tevere con due documenti firmati dai Sindaci e diverse prese di posizione di forze politiche, avevano ben motivato la contrarietà a questa ipotesi e la necessità di essere accorpati su Perugia. Tra noi e Spoleto esistono difficoltà di collegamento viario non potendo contare su strade adeguate nè su trasporti pubblici che colleghino direttamente questo territorio a quella città. A differenza invece di quanto accade con Perugia.
La battaglia per tenere aperto un tribunale, che comprendiamo, non può però portare a decisioni punitive nei confronti di altri territori e di operatori, professionisti e cittadini che, da una decisione tanto insensata, riceverebbero soltanto disagi e costi maggiori non si capisce in ossequio a quale interesse generale.
Gli stessi avvocati del nostro territorio si sono più volte espressi contro un disegno
che doveva essere subito tolto di mezzo e che invece sembra essere ancora presente per quel misto tra pressioni politiche personali e campanilistiche che nulla hanno a che vedere con la buona politica.
La nostra azione ha portato la Commissione Giustizia della Camera ad esprimere l’unico parere logico e possibile, quello cioè di accorpamento con Perugia. In Senato, al contrario, è stato dato un parere opposto sotto l’incessante pressione di chi ha continuato a guardare il proprio ombelico piuttosto che il bene dell’Umbria e del Paese.
Ciò detto auspichiamo che tali voci siano infondate e di non essere perciò costretti ad ingaggiare uno scontro politico e legale per riaffermare la dignità di istituzioni, comunità e territori che non possono essere utilizzati come merce di scambio, meno che mai per fini politici e di campanile".

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