La manifestazione, promossa dalla sezione Acli di Collevalenza, si svolgerà dal 14-16 settembre per evitare sovrapposizioni con altre iniziative programmate nella frazione di Todi
collevalenza

La tradizionale “Festa-fiera dello sviluppo sostenibile” organizzata dalle Acli di Collevalenza e Coldiretti del tuderte con l’attenzione  e partecipazione attiva delle organizzazioni di categoria e il patrocinio delle istituzioni locali, provinciali e regionali, è rinviata al 14-16 settembre. L’evento, dedicato a S.Isidoro e M.Speranza, cadeva nell’ultimo week end di agosto ma, per evitare sovrapposizioni con altre iniziative civili e religiose, gli organizzatori hanno optato per il rinvio a settembre, mentre la “Passeggiata equestre”, ideata dall’U.S.Acli, oltre un decennio fa, ed organizzata dalla neo “asd- u.s.acli dei cavalieri dei 6 castelli”, manterrà la data del 26 agosto con appuntamento alle ore 7,30 presso il parcheggio del ristorante da Massimo  in Collevalenza.
L’iniziativa, nella comunità dei 6 castelli (Collevalenza, Chioano, Ficareto, Monticello, Rosceto e Torrececcona), tende ha ripristinare, in chiave moderna, l’antica fiera di S.Isidoro – patrono dei bifolchi- e solennizzare l’arrivo di M.Speranza a Collevalenza – agosto 1951. La prossima edizione sarà preceduta da una imminente conferenza stampa, in quel di Todi dove, oltre al programma definitivo,  sarà presentata e discussi i punti chiave della tesi di Marketing territoriale nell’area dei 6 castelli, con la quale la dottoressa Cecilia Baccarelli si è recentemente laureata presso la facoltà di agraria in Perugia, relatore il prof. Angelo Frascarelli.
Negli ultimi anni, la festa-fiera si è riconosciuta nello slogan “conoscere, conoscersi e farsi conoscere”. Uno spirito, un senso, una necessità emersa anche nella tesi della Baccarelli e proprio in direzione del “farsi conoscere” nella prossima conferenza stampa sarà presentata, ai titolari di partita iva della zona sub-comunale dei 6 castelli il layout di una brochure che esalti le bellezze paesaggistiche , storiche, architettoniche e produttive dell’area al fine di “stupire” quanti già arrivano in zona  ed i potenziali interessati da e di “tout le monde” che, in bella sintesi, potranno percepire come si lavora,  si produce, si fa cultura, ci si diverte ed in generale si vive avendo cura dello spirito e del corpo per una umanità sostenuta dalla “speranza” e dal vento del “bene comune” che è culla sicura del miglior bene di ciascuno.

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