Sembra proprio che il sole ed il caldo d’agosto abbiano giocato un brutto scherzo al vice presidente della Provincia di Perugia che s’ era vantato d’essersi l’ente provinciale sostituito a Sviluppumbria in ferie nell’assistenza ai cassa integrati.
“Non risponde al vero che la Regione Umbria ha affidato la gestione delle procedure di supporto alle politiche attive del lavoro a favore dei soggetti in cassa integrazione in deroga a Sviluppumbria.
Tale funzione rientra infatti tra gli ordinari compiti amministrativi delle Province che si avvalgono dei Centri per l’impiego in Umbria come in tutta Italia”: così ha replicato l’assessore regionale allo sviluppo economico, Vincenzo Riommi, alle affermazioni dell’assessore e vice presidente della Provincia di Perugia, Aviano Rossi.
“Sviluppumbria – sottolinea Riommi – è stata incaricata proprio dalle Province di supportare i Centri per l’impiego a causa del numero purtroppo molto elevato di cassa integrati in deroga, che in Umbria dall’inizio dell’anno ha superato le 12 mila unità.
Si tratta di persone che devono poter fruire al meglio degli strumenti messi a disposizione per offrire servizi di informazione, supporto, orientamento e formazione specialistica.
Tali servizi – ha proseguito l’assessore – si accompagnano obbligatoriamente, ed in pari misura in termini finanziari essendo la Cassa integrazione in deroga finanziata con il Fondo Sociale Europeo, alla erogazione dell’indennità di integrazione salariale per i lavoratori delle piccole imprese che non possono accedere agli ammortizzatori sociali ordinari.
Proprio per evitare il rischio di non poter utilizzare appieno le risorse del Fondo sociale europeo, con gravi ripercussioni sul bilancio regionale e quindi su tutti i cittadini umbri, è stata messa in campo l’azione di supporto da parte di Sviluppumbria, di cui peraltro al Provincia di Perugia è socia, ai Centri per l’impiego”.
“Ciò – ha aggiunto l’assessore – anche alla luce di alcune obiettive difficoltà operative che dal 2010 si sono via via evidenziate nell’assicurare ai lavoratori quei servizi che rappresentano un valore aggiunto, oltre all’integrazione salariale, rispetto alla condizione personale di chi oggi teme per il proprio posto di lavoro. Servizi ed attività che rappresentano il presupposto necessario per la rendicontazione delle risorse comunitarie.
L’assessore Rossi può stare tranquillo rispetto ai problemi evitati ad aziende e lavoratori visto che nei mesi estivi le procedure di ammissione ai benefici della cassa integrazione in deroga, gestite direttamente dalla Regione come avviene ormai da quasi quattro anni, hanno avuto regolare attuazione, senza alcun ritardo e senza alcuna polemica, nonostante si tratti di richieste presentate da oltre 2 mila 400 a partire da inizio 2012.
Sono quindi assolutamente fuori luogo – sottolinea Riommi – asserzioni e dichiarazioni disinformate e polemiche che vedono protagonisti amministratori il cui compito primario dovrebbe essere quello di assicurare la coerenza e l’efficacia del governo di processi molto delicati, su cui convergono interessi concreti dell’intera collettività Umbra.
Polemiche – ha aggiunto l’assessore – che possono apparire finalizzate a ricercare la ‘captatio benevolentiae’ degli operatori dei Centri per l’impiego assunti dalla Provincia di Perugia a tempo determinato nel 2011.
Lavoratori di cui apprezzo la professionalità e la dedizione al lavoro e la cui condizione lavorativa è dipendente da scelte amministrative assunte nel corso del tempo da altri e non della Regione Umbria che, per chiarezza di tutti, già riconosce con risorse del Fondo sociale europeo alla Provincia di Perugia la copertura dei costi dei contratti dei dipendenti a tempo determinato dei Centri per l’impiego fino 31 dicembre 2012, data di scadenza dell’accordo Stato-Regioni sulla cassa integrazione in deroga.
Regione a cui – conclude Riommi, non possono essere rappresentate soluzioni di stabilizzazione o di diversificazione dei contratti di lavoro in essere facendo riferimento generico a risorse comunitarie che, invece, hanno specifiche finalità e la cui utilizzazione è vincolata a precisi limiti temporali, obiettivi di servizio, parametri stringenti di risultato in termini di soggetti raggiunti e di attività realizzate in termini formativi e di politiche attive del lavoro”.









