La
volontà del Comitato referendario è quello di allearsi con la nuova Provincia della Tuscia e della Sabina entrando nel Lazio, mentre dall’altra parte c’è anche chi verrebbe venire con l’Umbria sia dallo stesso Lazio che dalla Toscana, oppure trasferire Città di Castello in quest’ultima.
Anche se i tempi di un eventuale cambio di Regione sono alquanto lunghi ed il percorso tortuoso, il Comitato referendario è assai soddisfatto della risposta della comunità ternana, “avvenuta senza indugi pur in un contesto climatico ostile e in un mese non certo ideale per tali iniziative”, che obiettivamente sostiene indirettamente la richiesta di un riequilibrio territoriale in Umbria che salvi Terni-Provincia.
Nel frattempo
quel pezzo d’Umbria che dovrebbe trasmigrare sotto le insegne provinciali ternane, si sta organizzando con la costituzione di un’unica Unione speciale dei comuni nell’area Foligno-Spoleto-Valnerina.
Tale fatto viene ritenuto molto positivo da parte dall’Assessore regionale Gianluca Rossi. “Far coincidere l’area vasta di Foligno-Spoleto-Valnerina con un’unica unione speciale dei comuni, ha commentato l’assessore Rossi, è infatti
un passo molto importante compiuto da quei territori e che, vista l’importanza strategica, avrà positive ricadute sull’intero sistema regionale.
È
fondamentale che le "aree vaste" presenti nella nostra regione dimostrino sempre di più compattezza e coesione territoriale, non solo geografica ma anche economica, politica e sociale. È anche per questa ragione, conclude l’assessore, che tale intesa si ritiene un segnale forte e coerente, oltre che un ulteriore passo verso l’esigenza di riordino e semplificazione dell’architettura istituzionale umbra”.
Sull’argomento anche un comunicato del Pdl di Marsciano che integralmente riportiamo di seguito
“Nessun cambio di “casacca”, la Media Valle del Tevere rimane con la Provincia di Perugia”.
È quanto afferma il Consigliere Comunale di Marsciano all’indomani della prima riunione indetta dal Cal (Consiglio delle Autonomie Locali) che è l’organo cui spetta, ai sensi del decreto 95/2012 che ha cancellato la Provincia di Terni, di formulare una proposta al Governo Monti. La nuova mappa che dovrà ridefinire i confini della Provincia di Terni, alla cui stesura lavorerà anche un ristretto gruppo di lavoro composto da esponenti dell’ANCI, della Regione e dell’UPI, dovra essere approvata entro il 2 di ottobre per poi aspettare il parere definitivo del governo sulla base delle normative sulla spending review.
“I nuovi confini – continua Costantini -, dovranno ricalcare quelli delle due aziende sanitarie scaturite dalla riforma messa a punto dalla Giunta Regionale, il che significa, cartina geografica in mano, la possibilità per i Comuni di Foligno, Spoleto e l’intera Valnerina di far parte della nuova Provincia di Terni, contribuendo cosi al riequilibrio di una vasta area sotto svariati punti di vista.
La road- map è stata tracciata – ribadisce il consigliere -, il cui cammino sarà infuocato, ma per chi riesce a “vedere” oltre – conclude Costantini -, scorgerà almeno il pericolo di una possibile disgregazione dell’intera Regione Umbria se il nuovo riassetto della Provincia delle acciaierie non andrà in porto, una Regione a quel punto diventata debole, se non debolissima, preda di quelle più grandi, vedi il Lazio e la Toscana, senza nessun potere contrattuale in mano!”
Come si ricorderà, fanno parte del Consiglio delle Autonomie Locali quaranta Consiglieri Comunali dell’Umbria eletti in due liste politiche contrapposte, il Presidente della Regione e i due Presidenti delle Province di Perugia e Terni. Tra questi, il centro-destra è rappresentato dal Consigliere Comunale di Marsciano Cristiano Costantini mentre il centro-sinistra dai sindaci Alfio Todini e Carlo Rossini e dal Consigliere Comunale tuderte, ora assessore, Andrea Caprini."
Da non dimenticare, infine, sulla questione province, che ogni discorso potrebbe rivelarsi solo chiacchiera se, come sostengono nelle sedi ministeriali, dopo l’approvazione del decreto, cioè dal 24 luglio, è possibile discutere unicamente di come aggregare interi territori provinciali, nello spirito della norma che è quello di ridurre le Province e non altro.