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Un miliardo il valore stimato del patrimonio pubblico, che rende circa 10,5 milioni di euro l'anno
case-popolari
In Umbria ci sono circa 8.000 alloggi di edilizia popolare, per un valore di quasi un miliardo di euro, assegnati ad un canone medio di 112 euro di affitto mensile, equivalente attualmente alla rata mensile di un mutuo decennale intorno ai 10mila euro
Circa 10,5 milioni di euro quindi le entrate annue a questo titolo.

Di questi alloggi 2.328, per un investimento pubblico complessivo pari a circa 128 milioni di euro sono i più recenti: 1.636 sono già stati assegnati agli aventi diritto e gli altri 692 saranno pronti nel breve periodo per essere inseriti nel mercato della locazione o della vendita.

E’ questo il dato che emerge dallo stato di attuazione dei programmi operativi di edilizia residenziale pubblica 2004-2010, reso noto dall’assessore regionale alle politiche della casa Stefano Vinti
“La Regione dell’Umbria insomma, afferma l’assessore Vinti, in direzione completamente opposta alle politiche nazionali, ha finora mantenuto il suo impegno. Ma tutto ciò non è ancora sufficiente a soddisfare la domanda sempre più crescente, dovuta anche agli sfratti, circa 1200 ogni anno, di cui il 95% dovuti a morosità. 

La politica della casa però, aggiunge Vinti, non è fatta di soli numeri. Le risorse messe in campo dal piano triennale 2008-2010, pari 73.840.000 euro, hanno permesso interventi sperimentali di bioarchitettura, residenze per anziani, residenze per universitari, interventi nei centri storici per la locazione a canone sociale, nonché il sostegno al fondo regionale per l’affitto.
A ulteriore testimonianza dell’impegno umbro per la qualità anche ambientale, tutti gli edifici realizzati nell’ambito di questo piano, hanno ottenuto la certificazione di sostenibilità rilasciata dall’Arpa Umbria.

Altro importante tassello dell’impegno su questo fronte, sottolinea l’assessore, è l’attenzione all’adeguamento degli strumenti normativi. La Giunta Regionale ha aperto, infatti, un iter di revisione della legge 23//2003. Si tratta della legge regionale che regola il settore dell’edilizia residenziale pubblica, che richiede un adeguamento ai cambiamenti intervenuti dal momento della promulgazione ad oggi. Si è quindi avviato un percorso al fine di ridefinire gli obiettivi, le regole, gli strumenti di programmazione, nonché il ruolo dei soggetti interessati così come le caratteristiche dei beneficiari.

Tra le ultime iniziative, in ordine cronologico, Vinti ricorda che la Giunta regionale ha approvato la graduatoria parziale degli ammessi al contributo a favore di giovani coppie per l’acquisto della prima casa previsto dalla legge regionale 23 del 2003. 104 domande presentate, 41 ammesse, 16 necessitano ulteriori controlli e 47 escluse.
“Il Bonus Casa per giovani coppie è una risposta concreta ai bisogni alloggiativi più volte manifestati da una categoria ben definita, quella dei giovani che hanno da poco costituito un nucleo familiare, e che, per realizzare pienamente il loro percorso di vita, hanno bisogno di rendersi autonomi sotto il profilo dell’abitazione.

Crisi economica, ma anche e soprattutto, scelte non condivisibili dell’attuale Governo, non ultima quella dell’istituzione di una tassa ingiusta ed iniqua, quale può essere considerata l’Imu, caricano di incertezza il panorama del prossimo futuro
. Nonostante ciò, conclude l’assessore Vinti, l’impegno della Regione non verrà meno. Garantire il diritto all’abitare, nei modi e nelle forme appropriate, rimane una priorità, convinti che l’accesso all’abitazione sia presupposto fondamentale per il benessere di una comunità”.
 

 

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